Una storia da raccontare

Dal 19 al 24 maggio, nel cortile del palazzo Fondazione Real Monte Manso di Scala,  si è tenuta i la mostra fotografica “LAB PROJECT – MODERNE VESTIGIA – POMPEI 2.0”.  Coinvolti dieci fotografi di diversa esperienza e formazione sotto la guida di Mauro Cangemi e Lino Rusciano, riconosciuti artisti dell’arte fotografica partenopea.
Il percorso espositivo ha offerto allo spettatore suggestioni metafisiche e atmosfere oniriche attraverso scatti colti sul lungomare che da Vigliena, nel quartiere San Giovanni di Napoli, conduce a Castellammare di Stabia: fabbriche vinte dalla vegetazione, dimore patrizie scheletrite dall’incuria, come villa d’Elboeuf a Portici, ossature di cemento vivificate da panorami inattesi, in “un lavoro fotografico di fascinazione e comparazione temporale”  come illustra Mauro Cangemi. Obiettivo riportare alla luce, riscoprire, come già accadde per Pompei ed Ercolano, una zona straordinariamente ricca di bellezza, nascosta sotto uno spesso strato di degrado, incuria, abbandono. Una forte denuncia, quindi,   ma anche una sfida artistica e una provocazione culturale, come spiega Lino Rusciano  “che si propone di raccontare il degrado attraverso fotografie che affascinino invece di respingere, per sollecitare la volontà di recupero delle amministrazioni pubbliche”. L’iniziativa, per la sua particolare rilevanza sociale e culturale, é stata ospitata dalla Fondazione  Real Monte Manso di Scala,  antica istituzione napoletana fondata nel 1608 per volere del Marchese di Villa Giovan Battista Manso di Scala. “Siamo particolarmente attenti ai fermenti artistici e culturali della nostra città – spiega il barone Riccardo d’Andria, governatore decano della Fondazione –  in un’ottica di restituzione e rilancio del territorio”.
64 le opere in mostra, suddivise in sottotemi che richiamano aspetti architettonici e culturali della Pompei archeologica, rielaborati in base alla sensibilità e alla curiosità dei partecipanti: Alessandra De Cristofaro, Anna Pane, Francesca Ficca, Francesca Fratta, Francesca Sincero, Ilaria Novelli,  Lucia Mugnolo, Salvatore Lanciano,  Tiziana D’Auria, Umberto Lucarelli.

Arriva domani, in esclusiva su Spotify, “Puortamecute”, il nuovo singolo di Jovine. A un anno dall’uscita dell’ultimo album, la band scopre il fascino della musica soul trap, senza abbandonare il reggae napoletano, chiave di volta del loro percorso artistico. “Puortamecute” è una sperimentazione vocale e melodica ma anche un progetto tutto nuovo, capace di mescolare insieme i linguaggi della musica con quelli della narrativa, delle arti grafiche e dello street reading. In concomitanza con l’uscita del brano, da domani 25 maggio sarà lanciato l’hashtag #Puortamecute e il reminder della data del 1 giugno, quando il videoclip del brano apparirà sul canale Youtube di Jovine. Il progetto #Puortamecute, prodotto da Massimo D’Ambra, si avvale della collaborazione con lo scrittore Luca Delgado che ha curato la narrazione della canzone attraverso le storie di quattro personaggi immerse nelle atmosfere della musica trap.

“Puortamecute” è una dichiarazione d’amore per la città di Napoli ma è anche una preghiera rivolta a chi va via dalla periferia in cui è cresciuto. Il nuovo singolo di Jovine è un racconto, cantato attraverso quattro storie diverse, ciascuna delle quali portatrice di un messaggio. Partendo da Napoli e approdando in luoghi anche molto lontani, le quattro storie propongono una panoramica sul nostro tempo, offrendo spunti per raccontare delle esperienze dell’artista nella sua città, del dramma della Terra dei Fuochi e del disagio giovanile, delle violenze di genere e degli abusi nel mondo dello spettacolo, della migrazione, dell’integrazione e dei diritti di cittadinanza.  Queste quattro storie diventeranno un omaggio di Jovine al popolo napoletano in vista del 1 giugno.

“Il progetto Jovine si è sempre distinto per la sua anima reggae, che noi continuiamo a mantenere, ma adattandoci alle nuove sonorità dei nostri tempi – racconta il cantante e musicista Valerio Jovine –. La sfida che adesso ci sentiamo di cogliere è quella di inserire messaggi forti, come il contrasto alla xenofobia e alle violenze di genere, dentro un nuovo sound. In passato, siamo stati i primi ad inserire il napoletano nel reggae; oggi proviamo a inserire il reggae e il napoletano dentro la trap. Vogliamo rivolgerci soprattutto ai ragazzi che in una città come Napoli difficilmente riescono a identificarsi e far propri determinati valori. E allora, la trap che tanto gli piace finisce per parlare di cose futili, di donne da conquistare, di soldi facili e potere. Nei quartieri popolari sembra non esserci un orizzonte né un percorso da seguire che abbia una strada tracciata. Io vengo da una periferia di Napoli, Pianura, e voglio raccontare ai ragazzi di oggi che si può scrivere un destino diverso da quello delineato dal proprio quartiere ma senza mai abbandonare l’amore per il territorio in cui si vive. Poi c’è il tema del viaggio, c’è la storia dei giovani italiani che tornano ad essere migranti per la precarietà, c’è il racconto di chi muore in Terra dei Fuochi, delle donne che subiscono abusi nel mondo dello spettacolo e degli stranieri-italiani a cui nessuno ha ancora riconosciuto la cittadinanza.  Sullo sfondo, una Napoli vera e bellissima, quella che dovremmo raccontare e portare sempre con noi, ovunque andiamo”.

Lo scorso 29 e 30 aprile, nel suggestivo scenario Ree Location, un ex fabbrica riadattata a spazio espositivo e per grandi eventi, si é svolta la fiera Girogusto, che mette in contatto realtà esportatrici italiane e ristoratori tedeschi.

Girogusto cresce allargandosi su nuovi territori e con la fiera crescono i marchi che espongono le primizie dei loro prodotti italiani sul mercato estero. Amburgo è stata una nuova entusiasmante occasione sotto questo punto di vista, dove nomi noti della produzione nostrana hanno avuto modo di sondare nuovi terreni di commercio sul territorio tedesco.

Un’opportunità che ha permesso agli espositori di instaurare nuovi proficui rapporti commerciali, gettando le basi per future collaborazioni nel campo dell’enogastronomia. Il ruolo di Girogusto anche ad Amburgo è stato quello di congiunzione tra le due estremità commerciali, e con questa nuova tappa, mette, dopo Berlino, un’altra bandierina sulla cartina della Germania. Comincia così a profilarsi un circuito di contatti, che collega realtà distanti affasciinate della cucina italiana con tutti i suoi  prodotti tipici provenienti dalle varie regioni del Belpaese.

Ed anche questa volta grande protagonista dell’evento la buona tavola d’Italia, con la sua variegata “lista di vini e liquori” ed un “menù” ricco di specialità alimentari, da caseari ai salumi, passando per dolci e prodotti da forno, che hanno deliziato i palati dei visitatori.

Ora lo sguardo è già rivolto al futuro: in ottobre infatti si terrà il secondo appuntamento di questo 2018 con lo scambio e l’interazione proposta da Girogusto. In autunno la fiera tornerà a Berlino, dove è di casa, per la sua 7° edizione. Dal 13 al 15 ottobre Girogusto torna al Castello di Britz con una giornata in piú che verrá dedicata al pubblico di privati che da tempo chiedono di avere la possibilitá di visitare la fiera.

Si celebrerà martedì 22 maggio, presso l’Auditorium Rai di Napoli la trentaduesima edizione della prestigiosa manifestazione culturale. Attesissima la rivelazione del super-vincitore della sezione “Ragazzi”. Il Premio Elsa Morante 2018 si svolgerà a Napoli il 22 maggio alle ore 10,30 presso l’Auditorium della Rai di Napoli. Accanto alla presidente Dacia Maraini saranno presenti alcuni dei membri della giuria: Francesco Cevasco, Enzo Colimoro, Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione), Teresa Triscari. A fare gli onori di casa sarà Francesco Pinto, Direttore del centro di produzione Rai di Napoli. La giuria e` inoltre composta da Silvia Calandrelli, Roberto Faenza, Maurizio Costanzo, Monica Maggioni, David Morante,  Gianna Nannini, Paolo Ruffini.

Durante la manifestazione si scoprira` il super-vincitore della sezione Ragazzi che sara` decretato dai circa mille studenti di scuole medie inferiori e superiori della giuria popolare. I giovani giurati, infatti, si esprimeranno sui tre libri vincitori scelti dalla giuria della Maraini, che sono: “Every child is my child: storie vere e magiche di piccola, grande felicità” di Aa.Vv., edito da Salani, per il quale sara`presente Paola Cortellesi; “Metti via quel cellulare” di Aldo Cazzullo con Rossana e Francesco Maletto Cazzullo, edito da Mondadori; “Picciridda” di Catena Fiorello, edito da Giunti.

Sul palco poi si alterneranno i vincitori delle altre sezioni del Morante: Luciano Stella che vince il Premio Elsa Morante Cinema per aver prodotto il film d’animazione “La Gatta Cenerentola”; i Foja, band napoletana composta da Dario Sansone, Giovanni Schiattarella, Ennio Frongillo, Giuliano Falcone, Luigi Scialdone che riceveranno il Premio Elsa Morante Musica per il brano “A chi appartieni”, colonna sonora della stessa Gatta Cenerentola; David Gramiccioli che ricevera` il Premio Elsa Morante Teatro “Dar voce ad Elsa Morante”. L’attore interpreterà un passo di un’opera di Elsa Morante, l’Addio de “Il mondo salvato dai ragazzini”, di cui ricorre il cinquantennale della pubblicazione.

Dopo i premi dello spettacolo, sarà la volta del Premio Elsa Morante “Morantiano”, dedicato ad autori che si siano occupati della Morante, che sarà consegnato allo scrittore e critico francese René De Ceccatty, per la biografia,  “Elsa Morante”, edita da  Tallandier. A consegnargli il premio sarà Jean-Paul Seytre, console di Francia e direttore dell’Institut français de Naples, partner dell’evento; Il premio “Nisida-Roberto Dinacci”, in collaborazione col carcere minorile di Nisida, dove il Premio ha fondato una biblioteca e i cui ragazzi, guidati dall’insegnante Maria Franco, fanno parte della giuria popolare del Morante. Il Morante-Nisida va a Gianluca Guida, direttore dell’IPM, per il lavoro culturale fatto nell’arco degli ultimi dieci anni, con la pubblicazione di un libro all’anno; Infine, Premio Elsa Morante per la Saggistica andra`a Gabriella Turnaturi per il libro “Non resta che l’amore” pubblicato da Il Mulino.

Nell’ambito del Morante quest’anno sara` inaugurata una nuova sezione dedicata alle creazioni culinarie a cura dell’Accademia Medeaterranea e Sire – Ricevimenti d’Autore, il Medeaterranea Award. Cinque studenti in enogastronomia prepareranno altrettante pietanze ispirate ai titoli dei libri di Dacia Maraini. La giornata culturale proseguira` da Sire – Ricevimenti di autore, all interno della Mostra D’Oltremare, dove, alle ore 17,00, si terrà la presentazione di “Tre donne” (Rizzoli), l’ultimo libro di Dacia Maraini, che lo racconterà intervistata da Tjuna Notarbartolo. Con loro due grandi attrici che leggeranno alcuni brani del testo: Cristina Donadio e Veronica Mazza. Il Premio Elsa Morante, testata dell’Associazione Culturale Premio Elsa Morante onlus, è coordinato da Iki Notarbartolo e Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, ed è realizzato insieme ad un Comitato Organizzatore presieduto da Antonio Parlati, vicedirettore del Centro Produzione Rai di Napoli. La manifestazione è patrocinata dalla Rai, Radiotelevisione italiana, media partner dell’evento, e si avvale del sostegno di Sire, Accademia Medeaterranea, Officine Grafiche F Giannini & Figli, Casa Ascione, Librerie Raffaello, DinAmiche, Ranieri Impiantistica. Si avvale, inoltre, della partnership con l’European Cultural Centre La Dante di Cambridge.

Un piccolo logo, due bambini che si tengono per mano, per un grande progetto sociale: “Edenlandia for Children”.  Il Parco dei divertimenti di Napoli Edenlandia, di prossima apertura, nella persona dell’amministratore unico Gianluca Vorzillo, a  sostegno dei bambini dell’A.O.R.N.  Santobono-Pausilipon, infatti, ha  sottoscritto un accordo a favore dei piccoli  ospiti della struttura ospedaliera attraverso la Fondazione Santobono- Pausilipon,  rappresentata dal presidente  Anna Maria Ziccardi e dal direttore Flavia Matrisciano.“”Edenlandia for Children” – dice Gianluca Vorzillo – è  per noi un progetto  che assume un importante valore sociale, finalizzato a sostenere, in questo caso, i pazienti di questo  polo pediatrico di rilevanza nazionale. Fare del bene fa bene e farlo per i bambini è ancora più bello. La natura stessa di Edenlandia,  un parco di divertimenti,  è quella di stare vicino ai bambini e non poteva quindi che rivolgere la propria attenzione a questi piccoli pazienti.  Così, dopo un piacevolissimo incontro con la presidente Ziccardi,  ho pensato  di destinare  alla Fondazione Santobono il 50% del biglietto di ingresso della giornata inaugurale del Parco e poi  il 10%  sull’ incasso della vendita dei biglietti per i successivi 6 mesi”. Il direttore generale dell’A.O.R.N. Santobono Pausilipon, Anna Maria Minicucci ha ringraziato l’amministratore Unico di Edenlandia,  Gianluca Vorzillo, “per una iniziativa che rafforza il legame tra i cittadini e l’ospedale pediatrico della nostra Regione, che è  anche uno dei primi quattro più importanti d’Italia  e  mi piace, inoltre, sottolineare l’alto valore sociale della collaborazione che lega un momento di gioco e di divertimento del bambino e delle famiglie ai temi della salute e delle cure in ambito pediatrico”. Così il presidente Fondazione Santobono-Pausilipon, Anna Maria Ziccardi: “La Fondazione Santobono-Pausilipon ringrazia l’amministratore unico di Edenlandia, Gianluca Vorzillo, per aver voluto sostenere, con questa lodevole iniziativa, i progetti a favore del miglioramento della qualità di vita e di cura dei bambini e delle loro famiglie”.

Nella classifica Summer Vacation Value Report 2018, stilata da TripAdvisor, il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi,  sono elencate le prime dieci località nazionali e internazionali preferite dai viaggiatori, compilata in base all’interesse manifestato attraverso ricerche e prenotazione per la prossima estate.  L’Isola d’Elba è la meta preferita in assoluto, in testa alla classifica delle preferenze. A livello regionale, è la Puglia a farla da padrona con ben tre destinazioni in classifica: Ugento al secondo posto, Porto Cesareo al 7° e Vieste all’8. L’unica altra regione presente in classifica con più località è l’Emilia Romagna, con Rimini sul podio in terza posizione e Riccione al 9° posto. Completano la classifica San Vito lo Capo (4°), Villasimius (5°), Ricadi (6°) e Isola d’Ischia (10°).

Il binomio pizza e cultura è stato protagonista della serata che si è svolta al PalaPizza – Il Palazzo della Pizza di Frattamaggiore (via Vittoria, n. 36) alla presenza di ospiti e giornalisti. Enrico Di Pietro, patron del locale, figlio di chef e pizzaiolo da sempre, ha voluto omaggiare gli ospiti con quattro specialissime pizze dedicate a quattro monumenti della città frattese, frutto di un lavoro attento condotto fianco a fianco con il professor Franco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani. Non condimenti qualsiasi, ma ingredienti selezionati in base al periodo storico di riferimento del palazzo in oggetto, in modo da essere il più fedeli possibile a quelle che erano le abitudini alimentari dell’epoca. È per questo, a esempio, che, in un caso, si è scelta la sugna al posto dell’olio o che si è utilizzato il pomodoro giallo in luogo del rosso.

Il percorso gastronomico, che ha visto sempre l’esaltazione del monumento dal punto di vista storico-artistico e la declinazione dell’aspetto gastronomico in dettaglio, è cominciato con la Pizza del Vicario a base di nzogna e pepe. Subito dopo è toccato alla pizza del Vescovo con salsa di datterini gialli e provolone del Monaco Dop. Diverso il discorso per la pizza del Cannavaro per la quale Di Pietro ha deciso di utilizzare farina di canapa, in virtù della lavorazione della stessa che avveniva proprio nell’edificio da cui prende il nome. L’elaborazione culinaria ha visto l’abbinamento dell’impasto con farina di canapa a salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola. Infine è stata proposta la pizza del Borghese: una sfoglia di pizza napoletana condita con pomodorini a fresco, mozzarella di bufala a fette e basilico. Ogni pizza, dunque, ha rappresentato un periodo storico partendo dal ‘400 per arrivare all’età moderna. Ci ha pensato il professore Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani a illustrare le peculiarità e i segreti dei monumenti protagonisti della serata. “Abbiamo voluto ripercorrere un periodo piuttosto lungo da fine Medioevo ai giorni nostri – ha spiegato Montanaro – per prima cosa per dimostrare quanto la città frattese abbia inciso nei vari periodi storici e poi per mostrare diversi stili architettonici da quelli più antichi al liberty moderno”. Entusiasta il sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete: “Una bellissima serata che dà lustro al nostro paese con due elementi inscindibili: la nostra grande architettura abbinata alla storia e all’arte del pizzaiolo, che hanno portato in giro per il mondo grandissimi uomini frattesi”. Tra i presenti Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani nonché ideatore di Tuttopizza, rassegna in programma da lunedì prossimo alla Mostra d’Oltremare di Napoli. “Come associazione sosteniamo da sempre il valore culturale dell’arte del pizzaiuolo – ha detto Miccù – e per questo che siamo particolarmente contenti per le iniziative capaci di garantire un valore etico a chi con passione e dedizione svolge questo mestiere”.  Coinvolto anche il direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop, Vincenzo Peretti: “L’utilizzo del provolone del monaco DOP nelle ricette, e in particolare stasera nella creazione di Di Pietro, testimonia quanto di buono produciamo in Campania. Utilizzare il prodotto a marchio mette anche al riparo il consumatore da eventuali frodi alimentari”. Infine raggiante il padrone di casa Enrico di Pietro: “Lo spirito della serata è stato quello di valorizzare, attraverso la pizza, la storia di Frattamaggiore. Del resto, da sempre, nel nome del mio locale è rievocato il palazzo, perché anche noi ci troviamo in un bellissimo edificio antico di Frattamaggiore. Pizza e storia – ha proseguito Di Pietro – per un territorio che mi ha accolto come un figlio e al quale devo gran parte del mio successo”.

A introdurre la serata, la giornalista Brunella Cimadomo: “E’ stato bello partecipare – ha detto – alla ricostruzione   della storia del territorio attraverso la creazione di pizze che potessero rappresentarlo grazie ad una attenta selezione degli ingredienti: dalla farina di canapa per dare risalto alla figura caratterizzante di Frattamaggiore, quella del ‘cannavaro’,  al pomodoro giallo in luogo di quello rosso, alla sugna al posto dell’olio. Un percorso che testimonia una voglia di riconquista della identità della comunità locale oltre che un impegno etico e sociale di imprenditori del settore ristorazione come Enrico Di Pietro”.

Hanno partecipato alla serata anche i rappresentanti della Birra Peroni e dei Latticini Iovine.

Una finta di Maradona, è noto, scioglie il sangue nelle vene. Scioglieva, in campo, tanti anni fa con giubilo dei tifosi. Ora la finta con tanto di dribbling il Pibe de oro l’ha fatta al patron del Napoli Aurelio De Laurentiis. Diego compare infatti in maglia azzurra sui 6×3 in città come testimonial della fibra di Tim su cartelloni che recitano così: “La grande rete per Napoli”, sullo sfondo costruito al pc c’è piazza del Plebiscito. Un gioco di parole con “rete” che associata a Maradona fa subire pensare ad un grande gol. L’azzurro però non è quello della maglia del Calcio Napoli per una questione di diritti. Insomma, l’ennesimo dribbling dell’idolo argentino.

Per parlar bene di Napoli solitamente i vip hanno intascato soldi. Giusto forse, inutile probabilmente. E’ accaduto in passato a testimonial di campagne regionali come Licia Colò, Alessandro Cecchi Paone o Dario Vergassola. Ci hanno messo la faccia per rilanciare una terra la cui immagine era offuscata dai rifiuti. Se è servito, solo il popolo sovrano può dirlo. Sta di fatto che c’è anche chi lo ha fatto semplicemente facendo il suo mestiere di divulgatore culturale, Alberto Angela, i cui documentari su Napoli tanta pubblicità hanno fatto alle bellezze partenopee. L’Italia ha scoperto tesori che non conosceva: potenza della tv e di chi sa farla. Presto Angela jr sarà cittadino onorario di Napoli. Lo ha deciso il sindaco Luigi de Magistris dopo una petizione di cittadini sensibili alla causa meridionalista. (Suslov)

Grande partecipazione domenica 13 maggio alla terza edizione di Walk for Women, la marcia di solidarietà per le donne malate di tumore organizzata dall’associazione no profit “Braccialetti Rosa”. L’esercito rosa composto da scuole, associazioni, semplici cittadini e autorità cittadine ha percorso le strade di Giugliano in Campania, partendo da Piazza Gramsci e terminando il percorso al Salus Medical Center. Obiettivo della manifestazione? Raccogliere fondi per l’acquisto di parrucche da donare a donne che lottano contro il tumore.

Alla mini-maratona hanno preso parte anche il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, e il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello, che ha colto l’occasione per rassicurare i cittadini sull’apertura del reparto di oncologia all’interno dell’ospedale della città.

“Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, monsignor Spinillo, don Francesco Riccio, le istituzioni politiche, gli sponsor, le associazioni, le squadre di calcio femminile di serie C Sant’Egidio, Prater e Sporting Nocerina” – ha affermato la presidente di Braccialetti Rosa, Raffaelita D’Alterio. La presidente ha inoltre sottolineato l’importanza del coinvolgimento attivo delle scuole e lodato il lavoro svolto in sinergia con l’istituto Don Mauro di Villaricca e con la scuola ‘De Filippo’ di Giugliano. “L’auspicio – ha aggiunto D’Alterio – è quello di coinvolgere sempre più persone e di lavorare insieme per i nostri territori”.

Sono ormai tre anni che “Braccialetti Rosa” opera nel territorio campano sostenendo dal punto di vista legale e medico le donne ammalate e le persone bisognose. Le parrucche che saranno acquistate con il ricavato dell’iniziativa benefica potranno essere ritirate direttamente al Salus Medical Center, sede dell’associazione.

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