Una storia da raccontare

Il Club Partenopeo riapre le porte al suo pubblico e si trasforma puntando sull’essenza del proprio naming, composto dalle parole chiave Club: di respiro internazionale e associabile ad eventi, musica, intrattenimento e Partenopeo: tradizionale ma intrisa di storia, cultura, passione e solarità.

“L’obiettivo di questa stagione e potenziare gli aspetti positivi del clubbing partenopeo promuovendo ancora una volta eventi musicali di qualità, sana aggregazione e, soprattutto, promozione del brand “partenopeo”, ovvero Napoli e le sue innumerevoli bellezze e aspetti positivi. Il club proporrà alle associazioni e movimenti che lavorano per promuovere e tutelare la napoletanità di usufruire del club per diffondere le proprie iniziative, esponendo materiale informativo e spiegando al pubblico, prima degli eventi, il proprio operato attraverso interventi o presentazioni digitali. Napoli, spesso mortificata da chi non conosce la città e dalle terribili fake news, ha bisogno di essere sostenuta! E noi, attraverso questa iniziativa, intendiamo dare una mano costruttiva al percorso di promozione culturale delle capitale del Sud. Se è vero che le rivoluzioni si fanno ridendo, allora si possono fare anche ballando, stando assieme e condividendo il sano divertimento: punto fondamentale della nostra filosofia del clubbing” – affermano i nuovi organizzatori che lanciano una proposta innovativa che fonde musica e intrattenimento con la promozione della napoletanità”, informa una nota.

Nelle ultime stagioni il Club ha ospitato djs e guest stars internazionali e italiane, che hanno portato a Napoli la migliore musica house, techno ed elettronica del momento, senza trascurare una nutrita selezioni di musica dal vivo, e ospiti anche dello scenario latino.

Nicky Jam, The Martinez Brothers, Nina Kraviz, Solomun, Gué Pequeno, Nto, David Morales, Jamie Jones, Seth Troxler, Jerry Calà, Maurizio Filisdeo, questi nomi sono solo alcuni degli artisti di fama nostrana ed internazionale che hanno calcato il palco del Club Partenopeo.

 

 

 

 

 

 

 

Cambiare, dare valore al proprio talento e scoprire attitudini della propria personalità nascosti. Sono questi i pilastri su cui poggia il progetto ‘Back to Work: Donne, lavoro e la voglia di cambiare in meglio’, iniziativa dedicata all’empowerment femminile e di supporto al reinserimento nel mondo del lavoro. L’Iqos Embassy di Napoli ha ospitato l’ultima tappa del progetto, promosso da Piano C, realtà no profit di riferimento nel settore, Elle Active! e Philip Morris Italia. Si è discusso soprattutto di Diversity & Inclusion, con le testimonianze di Stefania Brancaccio, Vice Presidente dell’azienda napoletana Coelmo e Roberta Francavilla, Direttrice Risorse Umane Unilever Napoli, professioniste che si sono affermate, ignorando preconcetti su genere in contesti lavorativi ancora prettamente maschili. Brancaccio ha sottolineato che «il futuro di ognuno di noi è legato al nostro coraggio: il coraggio di assumersi la diretta responsabilità di realizzare una vita piena; il coraggio di superare la paura dei propri limiti; il coraggio di mantenere e difendere, anche con forza, la propria identità di donna». Per Francavilla “l’empowerment femminile è da considerarsi un asset fondamentale per la crescita di ogni business, da perseguire lato aziende grazie a tutti gli strumenti utili ad ottimizzare il tempo delle donne e andare incontro alle loro esigenze». «La diversità, l’inclusione e il cambiamento sono temi sui quali ci impegniamo con attenzione e responsabilità – ha detto Natasa Milosevic, Direttrice Marketing Philip Morris Italia –. Vogliamo trasformare completamente il nostro business, per dare vita a un futuro senza fumo, grazie a prodotti come IQOS che sostituiscano il prima possibile le sigarette. Per questo è fondamentale intraprendere un percorso di radicale trasformazione culturale anche all’interno della nostra azienda, puntando su una maggiore inclusione delle donne come leva del cambiamento». Ma in cosa consiste il programma Back to Work?  «Molte donne tendono a cercare lavoro ripercorrendo strade già note, senza osare cambiare rotta – ha spiegato Sofia Borri, Direttrice Generale di Piano C – Con questo progetto vogliamo aiutare le donne a pensare a loro stesse come a un patrimonio di talento, esperienza e personalità da valorizzare e di mettere al centro delle loro scelte professionali la voglia di essere felici, gratificate e parte attiva del tessuto produttivo». ‘Cambiare si può’ è il tema della prossima edizione di Elle Active! che si terrà il 10 e 11novembre 2018 presso l’Università Bicocca di Milano. Il forum, dedicato al lavoro delle donne e ai temi dell’empowerment femminile è giunto alla sua terza edizione in Italia. – ha spiegato Elena Mantaut, direttice di ELLE – lo scorso anno ha coinvolto oltre 5000 donne che hanno preso parte a circa 1000 appuntamenti, tra workshop formativi, interventi di relatori e istituzioni,  attività di consulenza, mentoring e formazione». Attraverso un sistema di valutazione verrà poi redatta una lista di 30 candidate che parteciperanno a una giornata di formazione e a un ulteriore livello di selezione da cui uscirà la rosa delle 5 finaliste. Queste ultime saranno presentate al Forum Elle Active! del 10 e 11 novembre presso l’Università Bicocca di Milano e inizieranno un percorso di riprogettazione professionale a Piano C della durata di 4 mesi, tra novembre 2018 e febbraio 2019.

I giovani che restano in una realtà complessa e provano a reinventarsi o quelli che scelgono di andare via sperando in un futuro migliore. I cittadini colpiti da catastrofi naturali che, nelle difficoltà, cercano di ricostruire le proprie vite. I disoccupati e i lavoratori precari che lottano in cerca di maggiore stabilità. Le imprese che resistono alle crisi adattandosi ai nuovi mercati valorizzando il capitale umano. Sono alcuni esempi di resilienza, la capacità di affrontare e superare le difficoltà e riorganizzare positivamente il proprio vissuto. Sarà questo il tema al centro della IX edizione della Settimana del benessere psicologico, l’evento organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Campania e presentato oggi a Napoli.

Dall’8 al 13 ottobre il tema della resilienza sarà declinato nei circa 400 incontri organizzati dagli psicologi in 70 Comuni e 200 scuole della regione. Si conferma la collaborazione con l’Anci Campania, l’Ufficio scolastico regionale e con l’assessorato regionale alle Politiche sociali. La rete sociale creata negli anni si allarga coinvolgendo, per la prima volta, 25 Ordini professionali, nell’ottica di promozione del dialogo e dello scambio di competenze tra professionisti per creare opportunità di sviluppo per la comunità. Torna l’iniziativa ‘Studi aperti’, grazie alla quale oltre 400 psicologi offriranno gratuitamente il primo colloquio ai cittadini che ne faranno richiesta.

La Settimana si aprirà l’8 ottobre con il concerto al teatro Trianon delle Ebbanesis, le due ragazze napoletane che stanno spopolando con il loro talento e con la loro comicità e che si autopromuovono pubblicando sul web i video dei loro arrangiamenti musicali. Il 10 ottobre, in occasione della Giornata nazionale della psicologia, il Palazzo della Borsa ospiterà a partire dalle 9 un convegno sulle comunità resilienti e sulle professioni come risorse. Dopo i saluti del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è previsto, tra gli altri, l’intervento della eurodepuata Cécile Kyenge.

Siamo un Paese in cui i ponti crollano perché non si fa manutenzione sul territorio – spiega la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra e lo stesso accade con la relazioni, quando non ci si prende cura dell’altro o della propria comunità. In questo contesto, noi lavoriamo da anni per creare reti, per rafforzare le relazioni e costruire insieme benessere psicologico per i cittadini”.

“Per noi è fondamentale la cura delle relazioni – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche sociali, Lucia Fortini come Regione abbiamo puntato a creare reti con il terzo settore e la società civile e con l’Ordine degli Psicologia portiamo avanti una politica attenta ai ragazzi”.

Spettacoli teatrali, concerti, laboratori, passeggiate ed escursioni, showcase esclusivi, corsi di chitarra, yoga, ginnastica posturale, mostre di arti figurative, seminari, presentazioni di libri e tanto altro: è una stagione ricca di eventi quella che venerdi 28 settembre a partire dalle 16.30 sarà presentata nell’Open day della associazione Guapanapoli in Via Tino da Camaino 4 al Vomero. Il via sarà dato dallo showcase per voce e chitarra di Michelangelo Iossa: il giornalista musicista nel suo Love and Beatles percorrerà la storia della band inglese. A novembre è in programma la presentazione del libro “Come le storie che cominciano”, di Christian Capriello e Armando Grassitelli, edito da La bottega delle parole. A dicembre la grande musica farà irruzione in GuapaNapoli, con Christmas in musical, un recital che vedrà protagonista Graziano Galàtone, grande protagonista del Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. A gennaio sarà di scena l’inedita ed esplosiva accoppiata formata da Daniele Sepe e Amleto de Silva, che proporranno per la prima volta “Cinque pezzi facili”, un esperimento tra musica e letteratura, con la storia del jazz a fare da filo conduttore.
La primavera sarà la stagione di “GuapaSport&Teatro”. Il 9 marzo i cancelli del Palapartenope si apriranno per la prima volta per GuapaNapoli e Federico Buffa. Il grande giornalista di Sky, ormai da anni “prestato” al teatro, continua il suo storytelling tra cronaca e sport, questa volta con “Il rigore che non c’era”, una storia che parla –anche- di calcio e di Maradona. Ad aprile ancora un grandissimo dello sport, un fuoriclasse vero; Andrea Zorzi, il Zorro della nazionale di pallavolo più vincente della storia, porterà a Napoli il uo “La leggenda del pallavolista volante”.

L’editoria è in crisi da un decennio, ma sa anche ripartire con nuove forme. A Napoli, per esempio, le librerie con il marchio Colonnese e la relativa casa edirice non sono più gestite dagli eredi del fondatore Gaetano. Per Colonnese parte però una nuova scommessa, quella di dare vita a una casa editrice: Edizioni San Gennaro. Il marchio editoriale della Fondazione di comunità San Gennaro onlus, sarà presentato al pubblico il prossimo 7 ottobre nel Giardino delle Fontane del MANN alle ore 12.00.

L’idea – fa sapere una nota – scaturisce dal bisogno di proseguire e delineare con maggiore puntualità i confini di un progetto che da anni vede la Fondazione impegnata sul territorio del rione Sanità , nel tentativo di valorizzarne le peculiarità, favorire la diffusione del bello e della cultura. Le diverse attività messe in piedi nel corso degli ultimi anni, si fondano sulla valorizzazione del capitale umano. Così si è giunti alla decisione di costituire la casa editrice, perché si ritiene che il libro e la lettura siano strumenti necessari per comunicare la bellezza, per trasmettere memoria e identità e  per non disperdere quell’enorme patrimonio materiale e immateriale di cui è permeato il distretto culturale del rione Sanità. La casa editrice si sviluppa come naturale evoluzione di una realtà complessa con lo scopo di dar voce con chiarezza al bisogno di diffondere e condividere lo strumento di cultura per eccellenza, il libro.

Le Edizioni San Gennaro rappresentano uno strumento duttile al servizio del territorio e della comunità, innestandosi in un percorso più ampio che unisce i diversi aspetti dell’attuale editoria, affiancando a quella tradizionale cartacea un approccio volutamente transmediale: sviluppo di app ed e-book. Il progetto editoriale si articola in sei collane che proporranno libri di Saggistica, biografia e memorie; Fotografia; Repȇchage di autori del passato in formato tascabile; Guide storico artistiche; Narrativa; Libri per ragazzi.

Le Edizioni San Gennaro rappresentano un open space dove la presenza delle giovani risorse del territorio coadiuvate da professionisti del settore editoriale intendono proporre da Napoli un modello aziendale virtuoso, che si avvarrà di collaborazioni trasversali e di qualità. La direzione editoriale della casa editrice è affidata a Edgar Colonnese, mentre il comitato scientifico è composto da Carlo Borgomeo, Ilaria Borletti Buitoni, Mimmo Jodice, Antonio Loffredo, Paolo Verri e Marco Vitale. Del comitato di redazione, invece, fanno parte Mario Cappella, Edgar Colonnese, Mario Donatiello, Gaetano Iaia, Paolo La Motta, Chiara Nocchetti, Diego Nuzzo, Vincenzo Porzio, Viviana Salzano

Il primo testo che la casa editrice ha deciso di pubblicare,  inaugurando la collana Le pietre scartate è “Vico Esclamativo” della giovane Chiara Nocchetti, con prefazione di Carlo Borgomeo e postfazione di Antonio Loffredo. Questo libro, in libreria dal 4 ottobre, è nato da un desiderio: quello di tessere un lungo filo che incrociasse le storie di chi, ogni giorno, ha scelto di vivere questi luoghi e di trasformarli per provare a raccontare cosa si nasconde dietro un volto, uno sguardo, una stretta di mano. Un percorso lungo, doloroso, tenero e incredibilmente emozionante, che si snoda delicatamente nel territorio più fragile di tutti: quello delle vite degli altri. Venticinque vite elette a paradigma di un lavoro straordinario di accoglienza, di fiducia verso persone  per le quali vi era un futuro di disperazione definitivamente segnato.

Il grande contenitore cittadino che allieta grandi e piccini, sempre in continua evoluzione, propone una delle eccellenze food del Parco, che porta la firma del Gruppo Vorzillo.
Ingredienti semplici e genuini, quelli della tradizione partenopea, che in questo suo primo mese di vita incontrano l’estro del pizzaiolo Vincenzo Capuano.
Un connubio perfetto quello tra  la Mocciosa classica, pomodoro e mozzarella,  e i diversi gusti ideati da Capuano che ne targano le variazioni.
Quattro top gourmet a solleticare il palato degli amanti della pizzetta: la “Tettuccio illuminato”,  pesto, pistacchio di Bronte, fiordilatte, mortadella, granella di pistacchio, pecorino romano e olio; “Coccola  di mammina” pomodoro, provola affumicata, fiocchi di ricotta, polpettine della nonna, basilico fritto e olio; “Detto fatto“ chips di patate viola, fiordilatte, crema di grana e olio; “Ritorno a casetta”, parmigiana, di melanzane, polpettina al sugo, provola affumicata e olio. A queste 4 se ne aggiungerà un’altra che sarà un “ temporary”, rispetto il periodo stagionale cambierà  secondo gli ingredienti del momento e per questi mesi di ottobre,  anticipando anche Halloween, la “Neapolitan little dream”, vellutata di zucca, funghi chiodini, salsiccia, provola affumicata, crema di grana e olio.

Un “viaggio”  tra i sapori delle Dolomiti. Una passeggiata di gusto tra il tenero filetto di cervo, risotto alle ortiche, faraona ripiena di funghi freschi di montagna ed ancora torta di polenta e conchiglioni soffiati con formaggio fresco e pomodori confit. Sono solo alcuni dei piatti proposti nel ricco menù messo a punto per lo StrEat Lunch, il pranzo d’autore in programma sabato 8 settembre nel centro di Cortina d’Ampezzo.

Per l’occasione lungo il famoso Corso Italia verrà allestita una tavolata di quaranta metri addobbata con calici di cristallo, piatti di porcellana e raffinati centrotavola piatti per far vivere un momento di gusto super esclusivo a chi parteciperà all’evento. Prima del lunch verrà servito un aperitivo a base di prosecco preparato sapientemente dal barman Antonio di Franco, dell’Hotel de la Poste, accompagnato da assaggi di torta di polenta, patata ripiena con tartufo fresco (chef Chris Oberhammer del Tilla di Dobbiaco)  e carafoi di pestorte con culatello di Zibello (chef Gianfranco Faustin – Il Posticino).

Il pranzo, che prevede un menù di cinque portate è stato ideato da alcuni degli chef dei ristoranti più prestigiosi della conca e delle valli limitrofe ovvero Graziano Prest del Tivoli, Renzo dal Farra della Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago, Fabio Pompanin del Camin e Carlo Festin del Lago Scin. Al tocco “dolce” ci penserà il “re” della pasticceria di Cortina, Massimo Alverà che per la speciale circostanza presenterà una delle sue ultime creazioni, “Trasparenza di fine estate”. (Evento su prenotazione. Costo:100 euro).

«Abbiamo voluto celebrare le materie prime delle nostre montagne valorizzando le mille sfumature che offre il nostro territorio – ha spiegato Graziano Prest, chef del ristorante stellato Tivoli – Questa rappresenta una occasione unica per conoscere meglio la nostra cucina, godere di un’atmosfera esclusiva, mentre per noi chef la scommessa sarà quella di far star bene chi sceglierà di assaggiare le nostre portate ».

Alla giornata parteciperanno anche gli chef: Nicola Bellodis (Ristorante Rio Gere), Luigi Dariz (Da Aurelio), Alessandro Favrin (La Corte del Lampone presso Hotel Rosapetra), Nur Islam e Matteo Picin (Villa Oretta presso Hotel Villa Oretta), Riccardo Gaspari (Sanbrite), Luca Menardi (Baita Fraina), Francesco Paonessa (Al Capriolo), Roberto Piccolin (Ariston),Fabio Groppi (Ristorante Dolomieu presso Dv Chalet), Franco Favaretto (Baccalàdivino) e Stefano Zizzola (Pasticceria Zizzola).

Tra una portata e l’altra, inoltre, sarà possibile approfittare degli sconti e delle offerte in esclusiva proposte dai 52 negozi che hanno aderito all’iniziativa “Pink Saturday”, pensata interamente per gli amanti dello shopping. Gli esercizi commerciali osserveranno l’orario prolungato e resteranno aperti fino a tarda sera.  Apertura straordinaria anche per i Musei delle Regole (il Museo d’arte moderna Mario Rimoldi, il Museo Paleontologico Rinaldo Zardini e il Museo Etnografico) che, a partire dalle 15 e 30, proporranno la “Festa dei Musei” con visite guidate e esperienze culturali per mostrare come si filava la lana o si viveva tempo fa sulle montagne. Per rimanere in tema gourmet, verrà offerto il dolce tipico della zona, le fartaies.

Gli appuntamenti rientrano tra quelli organizzati per  la seconda edizione di “The Queen of taste” 2018, il festival gastronomico nato all’ombra delle Dolomiti, all’insegna della convivialità e dello stile organizzato da Cortina for Us.  The Queen of Taste, inoltre,  apre le porte del parterre della Audi FIS Ski World Cup. Grazie alla collaborazione con Fondazione Cortina 2021, i primi 100 gourmand che acquisteranno un carnet da €60 per StrEAT Chefs avranno in omaggio un ingresso al parterre della Coppa del Mondo di Sci!

Oltre lo StrEat Lunch, infatti, in occasione dell’enrosadira, lo spettacolare fenomeno naturale che colora di rosa le vette delle Dolomiti, nel cuore della  valle prenderà il via lo StrEAT Chefs – Sapori in Corso, l’evento clou del festival, durante il quale i più famosi ristoranti ampezzani porteranno per un giorno le cucine in strada offrendo i loro piatti gourmet in versione street food, dai classici casunziei agli assaggi di carne passando per i gustosi dolci della montagna. I visitatori potranno così degustare e scoprire i loro segreti in cucina curiosando tra le caratteristiche casette di legno installate lungo il Corso Italia, all’altezza del Comune e all’interno dell’Hotel Concordia, a disposizione degli chef grazie alla collaborazione con la Cooperativa Cortina.

Il programma prevede, inoltre,  un altro momento di festa, che nasce grazie alla preziosa collaborazione con Audi, che celebra così il gusto e il bien-vivre a cielo aperto con un appuntamento che rientra nell’Audi Summer Season e prende il nome di Audi StrEat golf- Il golf di strada.

Si tratta di un torneo itinerante e gratuito, che permetterà ad amatori e professionisti di mettersi alla prova su uno speciale green in strada a sette buche corrispondenti ad alcuni luoghi- iconici di Corso Italia.

Per maggiori informazioni e dettagli sull’evento:  www.thequeenoftaste.it

Per 50 giovani laureati si conclude un percorso innovativo volto ad acquisire competenze per affrontare la sfida digital di oggi e del futuro. Venerdì 20 luglio, dalle 9 presso la sede della Digita Academy e poi alle 10.30 in Aula Magna, al Campus della Federico II di San Giovanni a Teduccio, si farà il punto sui risultati raggiunti, un road show tra i project work realizzati dagli studenti e ci sarà la consegna dei diplomi. Nell’ambito della giornata, sarà presentato il bando per il nuovo anno accademico. I ragazzi hanno ricevuto importanti offerte anche prima della conclusione del corso e questo è indice di una scelta giusta cioè guardare alla formazione d’eccellenza come strumento per promuovere i nostri giovani ed attrarre aziende nel nostro territorio – spiega Gaetano Manfredi, Rettore dell Università degli Studi di Napoli Federico II, che continua -. È stata un’esperienza straordinaria che continuerà negli anni sempre con maggiori investimenti e che farà crescere il ruolo della Federico II come grande hub dell’innovazione e delle imprese di qualità, per dare opportunità di lavoro e di formazione ai nostri giovani.

“L’Academy DIGITA è stata un esperienza dura ma bellissima – racconta Antonio Pescapè, Direttore Scientifico dell Academy Digita -. Un anno di lavoro in cui abbiamo imparato tutti molto, non solo i ragazzi. Un progetto fortemente voluto dall Ateneo, un progetto partito in punta di piedi, che ha visto il coinvolgimento di tantissime strutture e di tantissimi colleghi dell Ateneo federiciano. E non poteva che essere così visto l approccio olistico con cui abbiamo deciso di affrontare i temi legati alla trasformazione digitale e ad Industria 4.0 .

DIGITA nasce dalla partnership tra l’Università di Napoli Federico II e Deloitte Digital ed è la prima ed unica Academy in Italia, della durata di un intero anno accademico e gratuita per tutti i partecipanti, sui temi della trasformazione digitale e di Industria 4.0. Con DIGITA abbiamo dato un significato a parole quali Industria 4.0 , innovazione , trasformazione digitale e lo abbiamo fatto mettendo al centro le competenze e le persone – spiega Pescapè  – competenze di persone, i nostri ragazzi, che oggi sono in grado di lavorare su progetti di trasformazione digitale, e i progetti svolti con le tante multinazionali partner dell’Academy lo hanno dimostrato ampiamente. La sfida difficile non era solo quella di formarli sulle tecnologie ed i processi della trasformazione di oggi, ma formarli per essere protagonisti anche nelle trasformazioni che ci attenderanno nei prossimi anni. Io penso che ci siamo riusciti. Così come penso che abbiamo anche partecipato a creare le condizioni affinché i nostri ragazzi possano restare nei nostri territori a fare un lavoro in linea con le proprie aspettative e con le proprie competenze. Cosa di cui abbiamo decisamente bisogno”.

Dal peschereccio alla tavola: ha aperto a Pozzuoli “Itticheria”, il primo fish point con i “pescati di gola” a miglio zero. Il progetto ideato da Fulvio Giugliano va dalla materia prima alla professione, fino alla vendita e al consumo. “Partendo dai Campi Flegrei – spiega Giugliano – abbiamo azzerato la distanza tra pesca e cucina, portando in tavola solo il pescato che arriva direttamente dalle barche dei pescatori ormeggiate a poca distanza dal ristorante. L’idea è originale e molto importante per il territorio, che potrà attirare appassionati e turisti”.  Il locale è un’osteria di mare, crudo bar, fast food marinaro e boutique del pesce. La particolarità è che si cena e si degustano piatti di mare a miglio zero.  Ecco perché l’Itticheria ha aperto proprio a Pozzuoli, regno di armatori di imbarcazioni da pesca e della marineria, che permette un’offerta di pesce a costi democratici e quindi rivolta a tutte le tasche. Suggestivo il grande banco del pescato dove scegliere cosa far cucinare allo Chef oppure sedersi e mangiare dell’ottimo crudo, fino alla vetrina del take-away all’esterno del locale, se il pescato fresco lo si vuole preparare a casa propria. In cucina lo Chef Domenico Tromiro, che vanta una grande esperienza nei migliori ristoranti italiani e anche all’estero. Stupisce con i suoi piatti alla cui base c’è grande ricerca e per gli interessanti abbinamenti. Spiccano: il frollino salato ai semi di papavero con ricciola e crema di parmigiano 24 mesi, il carpaccio di ombrina, salsa di bufala e polvere di tarallo, gli gnocchi di seppia alla sorrentina, il calamaro grigliato all’acqua di mare, hummus e gocce di capperi di Pantelleria, il semifreddo alla crema di baccalà. Nel menù speciali dolci di mare. Il locale di design è caratterizzato da linee minime. Bianco, rosso e blu spiccano nei decori originali su maioliche realizzate in esclusiva dalla vietrese Solìmene. Il restyle è stato curato del team Allocca-Natali e l’interior Mario Ioimo. Tra le golosità marinare, dodici tipi di salse realizzate nei laboratori dell’Itticheria, tra queste: nero di mare (sappia), scrigni di mare (pomodori secchi e pesce spada), al pesto di mattanza, ai carciofi tonnati, al pesto di Pantelleria (con pesce spada e capperi).

 

La Campania Music Commission (CMC) sceglie il 21 giugno, data che celebra la Festa della Musica, per presentare i componenti del suo Comitato Scientifico.

Anche il luogo dell’incontro è significativo: la straordinaria cornice delle Scuderie di Palazzo San Severo (Piazza San Domenico Maggiore), il laboratorio creativo del Maestro Lello Esposito, autore del logo della CMC, dove verranno presentati i componenti del comitato alla presenza, tra gli altri, di alcuni dei protagonisti dell’industria musicale e produttiva campana e nazionale, oltre che delle istituzioni.

“La CMC è una associazione privata – spiega l’avvocato di diritti d’autore, presidente e promotore dell’associazione, Ferdinando Tozzi – che nasce con lo scopo di creare un ‘Hub’ della musica e fare della Campania la prima Regione della Musica; anche con una rete di servizi e strutture che tendano a valorizzare, aiutare, e consigliare chiunque si voglia avvicinare al mondo discografico e all’intero comparto. La Campania Music Commission intende fra l’altro affiancare le major nazionali ed internazionali facendo così da anello di congiunzione tra le diverse realtà del settore, quella locale campana, quella nazionale e oltre confine. Il significativo sviluppo dei fermenti artistici – continua Tozzi – che investe il territorio, implica una sempre maggiore esigenza di valorizzare in modo coordinato quelle professionalità e proposte musicali che attualmente, per le caratteristiche stesse del mercato, stentano a trovare una possibilità di espansione oltre i propri circuiti di riferimento”.

La Campania Music Commission sarà dunque supportata da un proprio Comitato Scientifico, costituito da figure rilevanti del mondo accademico e dell’industria culturale, al fine di individuare strategie utili per il consolidamento del comparto musicale in Campania, per attrarre investimenti e incentivare lo sviluppo delle produzioni musicali e delle iniziative emergenti insieme a tutta la filiera di riferimento, tenendo conto delle significative trasformazioni in atto sia sul piano economico e culturale che tecnologico.

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