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“Gaeta nel 2019 sarà protagonista anche nel campo del turismo crocieristico”. Manifesta soddisfazione ed entusiasmo il sindaco Cosmo Mitrano nel comunicare che ad oggi 25 navi da crociera hanno confermato, per il prossimo anno, lo scalo al Porto commerciale “S. D’Acquisto” e presso la Banchina “Caboto”. Dal 2012 ad oggi si è registrato un incremento del 100% di approdi. Il “S. D’Acquisto”, in particolar modo, dispone di piani d’ormeggio per navi da crociera lunghe 360 metri. Queste città galleggianti ospitano migliaia di passeggeri oltre il personale di bordo. Gaeta è pronta quindi a vivere una nuova ed entusiasmante stagione. Se la destagionalizzazione turistica è finalmente una realtà, tanto che i dati acquisiti durante l’evento “Favole di Luce” vedono nel mese di novembre triplicare le presenze in città rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente, il Sindaco Mitrano ribadisce la forte volontà di valorizzare ogni risorsa di Gaeta per lanciarla nel panorama internazionale del settore crocieristico. “Le previsioni di approdi di navi da crociera a Gaeta sono incoraggianti – afferma Mitrano – siamo pronti a conquistare quella fetta di mercato di un settore che movimenta milioni di persone ogni anno ed il cui trend è in forte crescita. Lo riteniamo determinante per l’economia della città, ma soprattutto – aggiunge il primo cittadino – abbiamo la consapevolezza che viviamo in uno dei posti tra i più belli ed accoglienti d’Italia. Il Golfo di Gaeta e la nostra città hanno potenzialità turistiche ancora inespresse e siamo convinti – prosegue Mitrano – che il 2019 sarà finalmente l’anno del riscatto per Gaeta che da troppo tempo è considerata la cenerentola del network portuale laziale”. L’esperienza di “Favole di Luce”, vede crescere Gaeta in termini di accoglienza ed offerta turistica dal Lazio ma anche dalla Campania. Un Patrimonio culturale ed artistico di inestimabile valore oggetto di importanti investimenti da parte dell’Amministrazione Mitrano che ad oggi ha stanziato circa 5milioni di € per il suo recupero e valorizzazione. Luoghi d’arte apprezzati ed ammirati da turisti provenienti dal territorio nazionale ed estero. Gaeta inizia finalmente ad assumere un’identità forte: quella turistica. “Gaeta è guardata con un maggiore interesse per le potenzialità che esprime nelle diverse stagioni dell’anno  – dichiara il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano – il nostro obiettivo è quello di far crescere l’offerta turistica in termini di servizi, ospitalità e qualità del prodotto. Possiamo farcela ed il turismo crocieristico rappresenta una sfida che abbiamo vinto ma vogliamo fare ancora di più”. Il Sindaco di Gaeta indica anche la strada da seguire: “abbiamo un porto commerciale dove attraccano senza difficoltà anche le grandi navi da crociera con migliaia di turisti a bordo, un porto che può accogliere navi passeggere e Ro/Ro ed è pertanto impensabile prevede lì l’attracco delle petroliere. Il S. D’Acquisto deve diventare il principale approdo delle navi da crociera ed insieme alla banchina Caboto nel centro storico”. E sull’importanza del traffico crocieristico, in un’ottica di sviluppo comprensoriale, il Sindaco Mitrano invita tutti gli Amministratori del Golfo ad instaurare un tavolo programmatico dove poter concertare le linee guida di uno sviluppo comprensoriale. “Un percorso unitario – precisa Mitrano – dove  possiamo mettere a sistema la fruizione del patrimonio ambientale, culturale ed artistico dell’intero Golfo di Gaeta con un biglietto unico integrato per poter visitare i musei presenti sul territorio ed i principali luoghi d’interesse artistico-culturale. Il nostro obiettivo – conclude Mitrano – è quello di far rimanere i turisti nel Golfo e ciò diventa possibile se ragioniamo in un’ottica comprensoriale. Per rafforzare la nostra posizione anche nel settore crocieristico soprattutto nei confronti di Civitavecchia, auspico l’ingresso di Formia nel network portuale laziale ed invito il Sindaco Paola Villa ad iniziare le procedure d’adesione all’autorità portuale”. (cp)

(Foto luminarie Paolo Di Tucci)

 

 

Si chiama «Luxurious» il sesto capitolo del Calendario F&F, perché celebra a tinte forti l’eleganza austera, la voluttà degli orpelli e l’opulenza tout court.

Tra lusso e lussuria: esattamente in quel mezzo si colloca il concetto sottile e volatile del gusto e del bello, più che il bon ton o l’estetica ufficiale.

La moda e il cibo, la couture e il gourmet passano di fatto attraverso la sensualità e la percezione epicurea del bon vivre.

E’ proprio in omaggio a questo senso visivo del fasto che nascono le dodici immagini del 2019. Ed ecco perchè il lunario è interamente girato al Palazzo San Teodoro di Napoli, una tra le più regali dimore gentilizie partenopee dell’VIII secolo, situata davanti alla Villa Comunale sulla Riviera di Chiaia a ridosso del lungomare.

Sei, come sempre, gli eccellenti cucinieri campani testimoni del loro “mestiere” negli abiti dei grandi sarti nostrani, mentre la protagonista delle immagini in cui vengono ambientate le loro sei rispettive pietanze è Cristina Donadio, attrice di razza dal teatro al grande schermo, diretta da nomi come Corsicato, Squitieri, Pasquale Marrazzo, Liliana Cavani, Incerti, Sandro Dionisio o Edoardo De Angelis, approdata e apprezzata in tv con la serie Sky Gomorra nel 2016, interprete inequivocabile di una napoletanità coriacea e trasversale, eclettica e per molti versi inedita.

Sulle pagine di F&F si muove tra una tavola imperiale 3.0 e un letto iper-design.

Sei look di Roberta Bacarelli con scarpe Ernesto Esposito, borse Tramonatano, gioielli Alessandra Libonati e Bronx Colors cosmetics.

Mise en place ultra moderne griffate Schoenhuber Franchi coi decori verdi frutta&verdura di Massimo Iodice per Flover o con trionfi di pesci, ostriche e astici da Itticheria e Mare di Lucullo oppure di carni fresche in bella vista da Luca Pastore.

Complementi da interior contemporaneo di Riccio Caprese, Christofle, Kosta Boda, Yalos o Marioluca Giusti (per Interni d’Elite) convivono sulla tavola con le pietanze dedicate e gli svariati ingredienti d’eccellenza territoriale: pasta Gerardo di Nola, pomodori Così Com’è, oli Torretta, caseari La Perla del Mediterraneo, farine Caputo, i san marzano di Italiana Vera, le nocciole e creme Sodano o le delizie di Leopoldo.

E naturalmente vini, birre, liquori e caffè d’alto rango: Strione di Cantine Astroni, Alta Fila e Intrico della vinicola Diana, champagne Quenardel, birre artigianali Kymè e Titanium, nucillo E’Curti, elisir Alma De Lux, amaro Nastro d’Oro e il caffè per eccellenza, Kimbo.

Cartelle della tombola di un tempo per la tavola di Natale e carte napoletane sul letto ovale Pebble di Dorelan.

Gennaio apre con la cuoca Imma Ferraro, caprese di stanza a Torino: indossa un microabito in pelle nera di Marialaura Musollino Lallilab, abbinato a gioielli Libonati e una clutch di Giannotti. Franco Pepe, ambasciatore da Caiazzo della pizza italiana nel mondo, posa sornione in un look Kiton, mentre Salvatore Capparelli, pasticciere del centro storico di Napoli, siede in salotto con un abito sportivo di Isaia e sneaker De Cristofaro. Peppe Guida di Vico Equense annoda allo specchio una galla di Ugo Cilento (di cui sono anche i gemelli rigatone e san marzano), mentre Luciano Villani da Telese è vestito Rubinacci con sciarpone Pulcinella in cachemere e Fabio Pesticcio di Eboli indossa all’ingresso di Palazzo un doppiopetto e paltò in cachemere di Cesare Attolini.

La dodicesima edizione della Settimana mediterranea dei leader economici (MedaWeek Barcelona), che si è appena svolta lo scorso 21, 22 e 23 novembre, a Casa Llotja de Mar di Barcellona, superando le aspettative di partecipazione anche quest’anno, con oltre 1500 partecipanti – di cui oltre l’80% erano imprenditori, nonché le principali istituzioni economiche internazionali, esperti e rappresentanti del mondo economico aziendale di oltre 40 paesi in tutto il mondo.

Durante questa edizione, MedaWeek Barcellona ha annunciato la nomina di Salaheddine Mezouar, presidente della Confederazione generale delle aziende marocchine (CGEM) ed ex ministro degli affari esteri del Marocco, a  nuovo presidente del Advisory Council of the Mediterranean Week of Economic Leaders.

MedaWeek Barcelona, con lo slogan “One Sea, three continents“, ancora una volta manifesta la sua vocazione globale al Mediterraneo e si consolida come piattaforma di business internazionale tra Europa, Africa e Asia oltre che rappresentare la sua vocazione di ponte economico per il mondo intero. I paesi mediterranei hanno anche una dimensione africana e asiatica, che viene chiamato il Mediterraneo africano, uno spazio fondamentale nel progetto della nuova via della seta. È un mercato non integrato con un elevato potenziale di sviluppo di milioni di abitanti.

MedaWeek ha invitato i governi mediterranei a promuovere l’Agenda digitale tra le loro principali priorità affinché le PMI del Mediterraneo possano beneficiare di piani di aiuto speciali. Il 60% della popolazione mediterranea è composta da giovani sotto i 30 anni. Il vertice Mediterranean Digital and Innovation Summit, che si è appena svolto nell’ambito di MedaWeek Barcellona, ha dimostrato il grande potenziale di questo settore per promuovere e creare milioni di posti di lavoro in tutto il Mediterraneo. A tale riguardo, si stima che il settore digitale e dell’innovazione possa creare oltre 10 milioni di posti di lavoro supplementari entro il 2025.

Tra i principali risultati di questo MedaWeek di Barcellona, l’Associazione delle Camere di Commercio e Industria del Mediterraneo (ASCAME) annuncia la volontà di promuovere la creazione di un fondo per le “Start-up”. Questo farà parte della strategia che mira a promuovere lo spirito imprenditoriale dei giovani laureati, e in particolare tra le donne laureate.

MedaWeek Barcellona sollecita inoltre i nuovi paesi produttori di gas del Mediterraneo orientale a promuovere strategie di cooperazione. Allo stesso modo in cui il commercio di “olio d’oliva” serviva per unire il popolo della regione mediterranea nell’antichità, lo sfruttamento di nuovi giacimenti di gas offshore sulle coste dei paesi mediterranei potrebbe essere un motore fondamentale per lo sviluppo e la crescita economica di l’intera regione. Il gas esistente sui fondali marini del Mediterraneo può aiutare a unire la regione. Le mura non possono essere costruite all’interno del Mar Mediterraneo. La ricchezza e lo sviluppo futuro della regione passa attraverso la cooperazione e l’unione tra tutti i paesi delle due sponde del Mediterraneo.

Inoltre, durante il MedaWeek di Barcellona, sono stati organizzati forum sulla Blue Economy, l’Industria Halal, il Maghreb e sono stati organizzati centinaia di incontri regionali. Va notato che nel quadro di MedaWeek sono stati affrontati molti progetti europei mediterranei, come EBSOMED e Inno Blue Growth, e diverse organizzazioni internazionali come ASCAME, Unione delle confederazioni delle imprese del Mediterraneo (BUSINESSMED), l’Associazione internazionale di alberghi e ristoranti (IHRA) e la Mediterranean Hotels and Restaurants Association (MHRA), hanno tenuto riunioni dei loro dirigenti.

Allo stesso modo, MedaWeek Barcelona fa appello al settore alberghiero in favore del suo sindacato per cercare soluzioni sostenibili per affrontare le grandi sfide presentate dalle nuove imprese nell’economia collaborativa.

Infine, MedaWeek Barcelona nella sua strategia di apertura al mondo come piattaforma economica di riferimento per l’economia regionale mediterranea per l’Europa, l’Africa e l’Asia, è anche proiettata verso il continente americano e annuncia che come risultato dell’accordo firmato tra ASCAME e il Camere di commercio del Brasile, organizzeranno per la prima volta un grande forum economico che riunirà il mondo economico mediterraneo e americano, nella città di San Paolo (Brasile), nel 2020.

“E’ stata una conferenza ricca di spunti e di progettualità” – ha dichiarato Sergio Passariello, CEO del gruppo Euromed-Thesis, che ha partecipato come partner all’iniziativa di ASCAME – “Finalmente una visione chiara di ciò che può veramente rafforzare lo sviluppo dell’area euromed, sia nel settore commerciale che in quello dell’innovazione digitale e tecnologica.”

“Noi come gruppo Euromed-Thesis – precisa Passariello – abbiamo aderito all’iniziativa con grande entusiasmo, in quanto crediamo che la piattaforma di lavoro, messa in campo da ASCAME, possa rappresentare un serio sostegno alle PMI Italiane.”

“Da sempre ci siamo occupati del focus Euromed – conclude Passariello – ed oggi con la partecipazione al Medaweek2018 di Barcellona, abbiamo rafforzato i nostri rapporti con le Camere di Commercio di tutto il mediterraneo.”

La Juventus non meritava l’ultimo scudetto. Chi lo dice? La Scienza, il diritto nello specifico. In un libro che sta facendo molto discutere. Il regolamento non è stato applicato, è la tesi di fondo. Potremmo essere d’accordo, anzi lo siamo. Ci permettiamo solo di sperare che tale approccio legalitario venga applicato a Napoli in tanti campi, così da migliorare come comunità. Il calcio può fare molto, a partire dal Napoli sta montando finalmente una coscienza collettiva ed un filone filomeridionalista che possa far valere le nostre ragioni (cp).

 

Di seguito la nota di presentazione del volume:

Ci sono numerose e documentate decisioni arbitrali illegittime alla base della vittoria della Juventus del Campionato di Calcio di Serie A 2017-2018. È la tesi, con tanto di dimostrazioni giuridiche, contenutanel volume“Campionato di Calcio e Stato di Diritto”(Editoriale Scientifica)a cura diGuido Clemente di San Luca, professore ordinario di Diritto Amministrativo all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Si tratta diun lavoro collettaneo di un gruppo di autorevoli giuristi (dal magistrato Catello Marescaal penalista Giuliano Balbi) che analizza i più significativi profili di illegittimità nello svolgimento dell’ultimo campionato di calcio. “Il fenomeno calcio ha assunto una enorme rilevanzasociale ed economica – spiega Guido Clemente di San Luca- ed il suo svolgersi presenta problemi chehanno evidenti riflessi giuridici: questi vanno analizzati con serietà, anche perché rappresentano un prezioso indicatore di quel che sta accadendo in generale nella società e nelle istituzioni”. Il libro sarà presentato venerdì 23 Novembre alle ore 15.30, in anteprima nazionale, all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, con gli interventi di Raffaele Cantone,presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione,Filippo Patroni Griffi, presidente del Consiglio di Stato,Amerigo Restucci, già Rettore dell’Università IUAV di Venezia e dello scrittoreMaurizio De Giovanni, autore di numerosi libri anche di ispirazione calcistica (da “Storie azzurre” a “Il resto della settimana”). Ad aprire la riflessione su“Calcio e diritto: il rispetto delle regole nell’era del VAR” saranno cinque Rettori delle Università Campane:Lucio d’Alessandro,Rettore dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, Alberto Carotenuto,Rettore dell’Università degli Studidi Napoli Parthenope,Filippo De Rossi,Rettore dell’Università degli Studi del Sannio,Gaetano Manfredi,Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II,Giuseppe Paolisso,Rettore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.Per discutere di“Libertà d’informazione e diritto ad essere informati nel racconto del calcio”, che èuno dei temi specifici affrontati nel libro, ci sarà l’intervento del giornalistaPaolo Chiariello, direttore di Juorno.it, che ha seguito per Sky TG 24 e Sky Sport il processo ordinario di Calciopoli. Saranno presenti, insieme con il curatore del volume,Guido Clemente di San Luca, gli altri autori dei saggi contenuti nel libro:Giuliano Balbi,Roberto Barbieri,Claudio Botti,Vittorio Dini,Catello Maresca,Silver Mele,Francesco Pinto,Angelo Scala,Guido Trombetti,Carlo Venditti.

Da Cagliari – Juventus al ‘celebre’ Inter – Juventus con Orsato: l’analisi scientifica di quattro partite simbolo degli errori arbitrali dell’ultimo Campionato

“Nel volume, tra le altre cose, viene effettuata “la ricognizione delle norme regolamentari che sovrintendono al gioco (Regolamento del gioco del calcioeProtocolloVAR), soffermandosi analiticamente sulla loro morfologia giuridica per verificare criticamente la loro concreta applicazione da parte degli arbitri, in esercizio talvolta di attività più o meno vincolata, talaltra di attività caratterizzata da discrezionalità tecnica. L’esame, facilitato da tavole esplicative comprensibili anche da chi di diritto non s’intende, dimostra la illegittimità delle decisioni scrutinate, e si conclude avanzando il dubbio sulla liceità dei comportamenti assunti da alcuni arbitri, dubbio che risulta non infondato in base alla dimostrazione della palese ed inspiegabile illegittimità delle loro scelte. Vengono specificamente analizzate quattro partite esemplari dello scorso campionato: Cagliari-Juventus(6 gennaio 2018),Fiorentina-Juventus(9 febbraio 2018), Lazio-Juventus (4 marzo 2018) eInter-Juventus (28 aprile 2018), conla dimostrazione giuridicamente scientifica che un corretto utilizzo del VAR avrebbe potuto sovvertire l’esito di quelle partite e quindi dell’intero campionato”.

Presentazione del volume: le ragioni scientifiche e accademiche alla base del lavoro: l’insegnamento sulle regole uguali per tutti – Estratti dall’introduzione al volume di Guido Clemente di San Luca

“Mosso dalla passione azzurra, avvertendo la frustrazione derivante dalla delusione per l’andamento dell’ultimo campionato di calcio e dalla forte sensazione che ciò non fosse avvenuto correttamente, un gruppo di studiosi ha provato ad interrogarsi, in maniera rigorosamente tecnico-scientifica, su alcune questioni di fondo che investono il contesto regolativo del gioco più bello del mondo.L’esame obiettivo e scrupoloso della morfologia delle norme del Regolamento del gioco del calcioe del Protocollo VAR,e l’analisi critica della loro applicazione, rientrano perfettamente fra i compiti istituzionali di chi studia ed insegna il diritto nelle Università, pubbliche o private che siano, alla stessa stregua di quel che concerne un qualunque altro oggetto di disciplina giuridica: dalla P.A. al mercato, dall’ambiente alla sanità, dall’industria al lavoro,dalla scuola ai beni culturali, al turismo, e così via. Il calcio ha acquisito ormai una significativa crucialità, fino al punto che il suo racconto ben può ritenersi servizio pubblico in senso oggettivo, anche perché il fenomeno investe molteplici e svariati profili di criticità dell’ordinamento generale: i principi di legalità e di separazione dei poteri, il rispetto della legge e delle sentenze, la libertà d’informazione, il diritto ad essere correttamente informati. Del resto – e veniamo alla seconda ragione della genesi del volume -oggi è sempre più difficile insegnare agli studenti di Giurisprudenza, perché avvertono nel profondo che l’applicazione delle regole è diseguale in favore dei più forti. Persino nel campionato di calcio. E rivendicano, fra gli altri, pure il diritto a un calcio ‘regolare’. I professori fanno molta fatica a convincere gli studenti che debbono conservare la fiducia nelle istituzioni, perché si sentono sempre più privati della speranza. Sono convinti che non ci sia niente da fare. Sono rassegnati ad accettare un mondo in cui il diritto si pratica effettivamente solo se fa comodo ai potenti. Vedono che pure nel calcio le regole non sono applicate in modo eguale, favorendosi i più forti senza rimedi praticabili, e finiscono per concludere che lo studio del diritto e delle istituzioni sia utile soprattutto in funzione del guadagno realizzabile, in modo, cioè, da poterlo mettere al servizio di chi paga meglio, per essere aiutato ad eludere o a violare la legge”.

Gli insegnamenti di Calciopoli e la differenza tra illegittimità edilliceità delle decisioni arbitrali

Clemente di San Luca conclude il suo saggio spiegando che va contrastato il luogo comune secondo cui“per fare affermazioni come quelle esposte nel volume ci vogliono le prove. Non è affatto vero. Una cosa è rilevare i fatti illegittimi – come qui si è fatto – altra cosa è rinvenirne le cause.Un osservatore ‘neutrale’, studioso o giornalista, che rileva un fenomeno illegittimo ha il dovere deontologico di segnalarlo, potendo solo supporne le cause”. Spetterebbe, poi, agli organi giurisdizionali preposti avviare le indagini sulle eventuali cause illecite di questi comprovati fatti illegittimi e “stabilire se ed eventualmente come ci sia stato dolo nel favorire la Juventus, non spetta allo studioso, ma al giudice (penale o sportivo che sia)”.Molto interessante su questo tema, la riflessione nel contributo del magistrato Catello Maresca, sugli insegnamenti, o come meglio spiega sui ‘non insegnamenti’, della vicenda Calciopoli. In conclusione secondo quanto emerge dal volume appare intellettualmente disonesto minimizzare la disapplicazione del diritto nel calcio, giustificando la vittoria della Juventus nell’ultimo campionato con la superiorità in campo. Perchése è un campionato è stato oggettivamente falsato dall’applicazione illegittima delle sue regole, anche il verdetto del campo risulta alterato.

Superare una certa legittima ingenuità giornalistica legati ai fatti di cronaca locale per creare un mix esplosivo capace di dar vita in nuce ad un nuovo genere letterario. Sembra questo il principio che muove ‘Cancellare la città’, il romanzo di Marco Aragno per la serie antologica ‘Wildword’ edizioni Transeuropa. Partire dal basso, anzi dalle bassezze dei giorni nostri – caccia all’immigrato, vento sovranista, fake news, politica che invade ogni campo soffocando la libertà – per provare a librarsi in aria, volare alto, verso la fanta-politica più che la fantascienza. Nella Terra di Fuochi (ah quindi esiste ancora?!) si registrano una serie di incendi, la morte di una ragazza e la conseguente rappresaglia contro i rom. In mezzo, un giornalista che ha scritto una bufala di cui cerca di autoconvincersi. La bugia (ah quindi i giornalisti hanno un’etica e un’anima?!) lo tormenta fino alla fine della storia. Questo il plot in sintesi senza spoiler. Ciò che sorprende è il soffermarsi sui dettagli, sulla descrizione degli odori, sulle scene tratteggiate come in una sapiente sceneggiatura cinematografica. ‘Cancellare la città’ appare come un instant book, denso di paure che vengono trasmesse al lettore, per cogliere le caratteristiche del tempo che stiamo vivendo. Vale a dire la post-verità? E quale sarebbe la verità? Meglio perdersi nella fantasia reale. Come se la serie ‘Black mirror’ diventasse un libro.

Cambiare, dare valore al proprio talento e scoprire attitudini della propria personalità nascosti. Sono questi i pilastri su cui poggia il progetto ‘Back to Work: Donne, lavoro e la voglia di cambiare in meglio’, iniziativa dedicata all’empowerment femminile e di supporto al reinserimento nel mondo del lavoro. L’Iqos Embassy di Napoli ha ospitato l’ultima tappa del progetto, promosso da Piano C, realtà no profit di riferimento nel settore, Elle Active! e Philip Morris Italia. Si è discusso soprattutto di Diversity & Inclusion, con le testimonianze di Stefania Brancaccio, Vice Presidente dell’azienda napoletana Coelmo e Roberta Francavilla, Direttrice Risorse Umane Unilever Napoli, professioniste che si sono affermate, ignorando preconcetti su genere in contesti lavorativi ancora prettamente maschili. Brancaccio ha sottolineato che «il futuro di ognuno di noi è legato al nostro coraggio: il coraggio di assumersi la diretta responsabilità di realizzare una vita piena; il coraggio di superare la paura dei propri limiti; il coraggio di mantenere e difendere, anche con forza, la propria identità di donna». Per Francavilla “l’empowerment femminile è da considerarsi un asset fondamentale per la crescita di ogni business, da perseguire lato aziende grazie a tutti gli strumenti utili ad ottimizzare il tempo delle donne e andare incontro alle loro esigenze». «La diversità, l’inclusione e il cambiamento sono temi sui quali ci impegniamo con attenzione e responsabilità – ha detto Natasa Milosevic, Direttrice Marketing Philip Morris Italia –. Vogliamo trasformare completamente il nostro business, per dare vita a un futuro senza fumo, grazie a prodotti come IQOS che sostituiscano il prima possibile le sigarette. Per questo è fondamentale intraprendere un percorso di radicale trasformazione culturale anche all’interno della nostra azienda, puntando su una maggiore inclusione delle donne come leva del cambiamento». Ma in cosa consiste il programma Back to Work?  «Molte donne tendono a cercare lavoro ripercorrendo strade già note, senza osare cambiare rotta – ha spiegato Sofia Borri, Direttrice Generale di Piano C – Con questo progetto vogliamo aiutare le donne a pensare a loro stesse come a un patrimonio di talento, esperienza e personalità da valorizzare e di mettere al centro delle loro scelte professionali la voglia di essere felici, gratificate e parte attiva del tessuto produttivo». ‘Cambiare si può’ è il tema della prossima edizione di Elle Active! che si terrà il 10 e 11novembre 2018 presso l’Università Bicocca di Milano. Il forum, dedicato al lavoro delle donne e ai temi dell’empowerment femminile è giunto alla sua terza edizione in Italia. – ha spiegato Elena Mantaut, direttice di ELLE – lo scorso anno ha coinvolto oltre 5000 donne che hanno preso parte a circa 1000 appuntamenti, tra workshop formativi, interventi di relatori e istituzioni,  attività di consulenza, mentoring e formazione». Attraverso un sistema di valutazione verrà poi redatta una lista di 30 candidate che parteciperanno a una giornata di formazione e a un ulteriore livello di selezione da cui uscirà la rosa delle 5 finaliste. Queste ultime saranno presentate al Forum Elle Active! del 10 e 11 novembre presso l’Università Bicocca di Milano e inizieranno un percorso di riprogettazione professionale a Piano C della durata di 4 mesi, tra novembre 2018 e febbraio 2019.

I giovani che restano in una realtà complessa e provano a reinventarsi o quelli che scelgono di andare via sperando in un futuro migliore. I cittadini colpiti da catastrofi naturali che, nelle difficoltà, cercano di ricostruire le proprie vite. I disoccupati e i lavoratori precari che lottano in cerca di maggiore stabilità. Le imprese che resistono alle crisi adattandosi ai nuovi mercati valorizzando il capitale umano. Sono alcuni esempi di resilienza, la capacità di affrontare e superare le difficoltà e riorganizzare positivamente il proprio vissuto. Sarà questo il tema al centro della IX edizione della Settimana del benessere psicologico, l’evento organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Campania e presentato oggi a Napoli.

Dall’8 al 13 ottobre il tema della resilienza sarà declinato nei circa 400 incontri organizzati dagli psicologi in 70 Comuni e 200 scuole della regione. Si conferma la collaborazione con l’Anci Campania, l’Ufficio scolastico regionale e con l’assessorato regionale alle Politiche sociali. La rete sociale creata negli anni si allarga coinvolgendo, per la prima volta, 25 Ordini professionali, nell’ottica di promozione del dialogo e dello scambio di competenze tra professionisti per creare opportunità di sviluppo per la comunità. Torna l’iniziativa ‘Studi aperti’, grazie alla quale oltre 400 psicologi offriranno gratuitamente il primo colloquio ai cittadini che ne faranno richiesta.

La Settimana si aprirà l’8 ottobre con il concerto al teatro Trianon delle Ebbanesis, le due ragazze napoletane che stanno spopolando con il loro talento e con la loro comicità e che si autopromuovono pubblicando sul web i video dei loro arrangiamenti musicali. Il 10 ottobre, in occasione della Giornata nazionale della psicologia, il Palazzo della Borsa ospiterà a partire dalle 9 un convegno sulle comunità resilienti e sulle professioni come risorse. Dopo i saluti del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è previsto, tra gli altri, l’intervento della eurodepuata Cécile Kyenge.

Siamo un Paese in cui i ponti crollano perché non si fa manutenzione sul territorio – spiega la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra e lo stesso accade con la relazioni, quando non ci si prende cura dell’altro o della propria comunità. In questo contesto, noi lavoriamo da anni per creare reti, per rafforzare le relazioni e costruire insieme benessere psicologico per i cittadini”.

“Per noi è fondamentale la cura delle relazioni – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche sociali, Lucia Fortini come Regione abbiamo puntato a creare reti con il terzo settore e la società civile e con l’Ordine degli Psicologia portiamo avanti una politica attenta ai ragazzi”.

L’editoria è in crisi da un decennio, ma sa anche ripartire con nuove forme. A Napoli, per esempio, le librerie con il marchio Colonnese e la relativa casa edirice non sono più gestite dagli eredi del fondatore Gaetano. Per Colonnese parte però una nuova scommessa, quella di dare vita a una casa editrice: Edizioni San Gennaro. Il marchio editoriale della Fondazione di comunità San Gennaro onlus, sarà presentato al pubblico il prossimo 7 ottobre nel Giardino delle Fontane del MANN alle ore 12.00.

L’idea – fa sapere una nota – scaturisce dal bisogno di proseguire e delineare con maggiore puntualità i confini di un progetto che da anni vede la Fondazione impegnata sul territorio del rione Sanità , nel tentativo di valorizzarne le peculiarità, favorire la diffusione del bello e della cultura. Le diverse attività messe in piedi nel corso degli ultimi anni, si fondano sulla valorizzazione del capitale umano. Così si è giunti alla decisione di costituire la casa editrice, perché si ritiene che il libro e la lettura siano strumenti necessari per comunicare la bellezza, per trasmettere memoria e identità e  per non disperdere quell’enorme patrimonio materiale e immateriale di cui è permeato il distretto culturale del rione Sanità. La casa editrice si sviluppa come naturale evoluzione di una realtà complessa con lo scopo di dar voce con chiarezza al bisogno di diffondere e condividere lo strumento di cultura per eccellenza, il libro.

Le Edizioni San Gennaro rappresentano uno strumento duttile al servizio del territorio e della comunità, innestandosi in un percorso più ampio che unisce i diversi aspetti dell’attuale editoria, affiancando a quella tradizionale cartacea un approccio volutamente transmediale: sviluppo di app ed e-book. Il progetto editoriale si articola in sei collane che proporranno libri di Saggistica, biografia e memorie; Fotografia; Repȇchage di autori del passato in formato tascabile; Guide storico artistiche; Narrativa; Libri per ragazzi.

Le Edizioni San Gennaro rappresentano un open space dove la presenza delle giovani risorse del territorio coadiuvate da professionisti del settore editoriale intendono proporre da Napoli un modello aziendale virtuoso, che si avvarrà di collaborazioni trasversali e di qualità. La direzione editoriale della casa editrice è affidata a Edgar Colonnese, mentre il comitato scientifico è composto da Carlo Borgomeo, Ilaria Borletti Buitoni, Mimmo Jodice, Antonio Loffredo, Paolo Verri e Marco Vitale. Del comitato di redazione, invece, fanno parte Mario Cappella, Edgar Colonnese, Mario Donatiello, Gaetano Iaia, Paolo La Motta, Chiara Nocchetti, Diego Nuzzo, Vincenzo Porzio, Viviana Salzano

Il primo testo che la casa editrice ha deciso di pubblicare,  inaugurando la collana Le pietre scartate è “Vico Esclamativo” della giovane Chiara Nocchetti, con prefazione di Carlo Borgomeo e postfazione di Antonio Loffredo. Questo libro, in libreria dal 4 ottobre, è nato da un desiderio: quello di tessere un lungo filo che incrociasse le storie di chi, ogni giorno, ha scelto di vivere questi luoghi e di trasformarli per provare a raccontare cosa si nasconde dietro un volto, uno sguardo, una stretta di mano. Un percorso lungo, doloroso, tenero e incredibilmente emozionante, che si snoda delicatamente nel territorio più fragile di tutti: quello delle vite degli altri. Venticinque vite elette a paradigma di un lavoro straordinario di accoglienza, di fiducia verso persone  per le quali vi era un futuro di disperazione definitivamente segnato.

Se hai dai 15 ai 24 anni, vuoi divertirti, fare volontariato, metterti in gioco e vivere un’esperienza formativa, CSV Napoli propone l’attività giusta. Si tratta dei campi estivi di volontariato, un’opportunità formativa ed esperienziale per i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo del volontariato.

Sono residenziali, gratuiti e permetteranno di partecipare alle attività delle associazioni del nostro territorio. Convivialità, integrazione e divertimento saranno al centro di ogni giornata e attraverso il continuo confronto con coetanei e con i volontari per maturare nuove idee per costruire modelli di vita alternativi.

I campi durano 5 giorni e si svolgeranno presso la struttura Flegrea House di Pozzuoli (Napoli):

– dal 14 al 19 luglio si terrà il campo per gli aspiranti volontari dai 15 ai 18 anni

– dal 19 al 24 luglio si terrà il campo per gli aspiranti volontari dai 18 ai 24 anni

Per partecipare è necessario inviare, entro e non oltre il giorno 22 giugno, una mail all’indirizzo [email protected] indicando il campo per quale ci si candida, il proprio nominativo, la data di nascita e un recapito telefonico per essere contattato ed invitato ad un colloquio conoscitivo presso la sede del CSV Napoli .

Al termine dell’esperienza sarà rilasciato un attestato che descrive le attività svolte e le competenze acquisite.

Boom turistico, ma anche nuovi poveri. Questo il contesto sociale a Napoli. In 80mila hanno presentato dal 1 dicembre scorso la domanda per accedere al Reddito d’inclusione, 103mila quelle che ne hanno beneficiato sul territorio regionale e 75 mila nel capoluogo. “Affinché questa misura non si trasformi in un’occasione persa è fondamentale un attento lavoro che a livello territoriale deve essere fatto da Regioni, Ambiti e Comuni– afferma Melicia Comberiati, della Cisl e portavoce dell’Alleanza contro la povertà campana – l’attivazione del livello regionale dell’Alleanza è decisiva per il raggiungimento degli obiettivi che il Rei si è dato”. Dell’Alleanza fanno parte Agci, Acli, Actionaid, Anci Campania, Adiconsum, AC.Azione Cattolica Italiana- Delegazione Campana, Arci, Caritas, Cgil Campania, Cisl Campania, Comunità di Sant’Egidio, Cnca, Confcooperative, Ebbene, Fitel Campania, Forum Terzo Settore, Legacoop, Save the Children, Uil Campania). Partecipa stabilmente ai lavori dell’Alleanza il direttore dell’Inps di Napoli, Roberto Bafundi. Chiesto quindi alla Regione un Piano regionale di contrasto alla povertà, sollecitare tutti i soggetti coinvolti a un maggior coordinamento tra le politiche nazionali, regionali e locali per una reale integrazione e rafforzamento degli interventi tra le diverse aree del welfare, sociale, sanitaria e sociosanitaria, delle politiche abitative, del lavoro e formazione; promuovere una rete di punti di accesso al Rei e di accompagnamento della persona e della famiglia attraverso nuove modalità di collaborazione tra servizi sociali, enti pubblici e del privato non profit.

“È la prima volta che un numero così ampio di soggetti sociali dà vita ad un sodalizio per promuovere adeguate politiche contro la povertà nella nostra regione – prosegue Comberiati – La sua nascita costituisce un segno tanto dell’urgenza di rispondere al diffondersi di questo grave fenomeno quanto dell’accresciuta consapevolezza, in tutti i proponenti, che solo unendosi si può provare a cambiare qualcosa”. Nei giorni scorsi la Conferenza Unificata Intesa Stato-Regioni-Enti Locali ha dato il via libera al Piano di interventi per il contrasto alla povertà stanziando 297 milioni per il 2018, 347 per il 2018 e 470 per il 2020. Della somma relativa a quest’ anno, 272 milioni finanzieranno i servizi per l’ accesso al Rei, 20 milioni (la metà alle regioni, l’ altra a città tra cui Napoli e Palermo per il Sud) andranno ad interventi per persone in condizione di povertà estrema e senza dimora, infine 5 saranno spesi per azioni in favore di coloro che al compimento della maggiore età vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’ autorità giudiziaria. Le somme assegnate agli ambiti territoriali sono 46 milioni circa alla Campania.

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