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La ricchezza si può ancora misurare con il Pil? È possibile oggi coniugare tutela dell’ambiente, crescita economica e diritti civili? Queste le domande su cui verteranno i due giorni di approfondimento e formazione organizzati dalla Fondazione Attua, ente che opera per favorire pratiche di organizzazione di comunità, lo sviluppo di progetti di welfare comunitario e valorizzazione sociale.

La scelta di Attua per il 2019 è quindi caduta sulla combinazione di due nodi fondamentali per il futuro: il Global Social Progress Index, strumento metodologico che misura le dimensioni non economiche del progresso di ogni Paese, e la Creatività e Creazione d’impresa, il nuovo approccio a economia e lavoro, basato sull’innovazione e sull’interpretazione moderna dei bisogni delle persone. Due filoni tematici che conducono insieme alla ridefinizione della parola “ben-essere”. Parte da Napoli, tramite la collaborazione tra Attua e Deloitte, la sperimentazione concreta del Global Social Progress Index che combina tre dimensioni quali bisogno, benessere e opportunità economiche aprendo laboratori di imprenditorialità attiva.

Venerdì 29 novembre, si terrà la manifestazione di apertura nella sede di via dei Fiorentini 10 a Napoli alle ore 17.30 con: Gianni Pittella, Presidente Fondazione Attua; Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania; Achille Coppola, Segretario Nazionale CNDCEC; Ciro Fiola, Presidente Camera Commercio Napoli; Ugo Grassi, Senatore. Modera: Carlo Porcaro, Il Mattino.

Sabato 30 novembre, si svolgerà il convegno su Global Social Progress Index dalle ore 9. Saluti di Gianni Pittella, Presidente Fondazione Attua. Interventi di Fabio Pompei, Amministratore Delegato Deloitte Italy e Elisa Ferreira, Commissario UE Coesione e Riforme (contributo video). Relazioni di: Michael Green, CEO del Social Progress Imperative; Alessandro De Luca, Direttore EU Policy Centre – Deloitte. Previsti due laboratori di formazione, uno sul Social Progress Index con la partecipazione di Michael Green e l’altro su Creazione e Creatività di impresa con relatori tra cui l’imprenditore Angelo Bruscino, il responsabile Sostenibilità e Affari istituzionali ENEL Gaetano Evangelisti e Riccardo Monti, Amministratore Delegato Triboo SpA.

I nostri pescatori preservano la biodiversità marina che poi é la mission del Parco ed è per questo che difenderemo sempre ciò che consideriamo un elemento significativo per promuovere e tutelare la Dieta Mediterranea. Alcuni  ciarlatani mettono in dubbio che sia alleata del nostro benessere, ma basta analizzare la qualità del pescato dei nostri mari per confutare  questa dubbia teoria. Difenderemo sempre  la piccola pesca dalle multinazionali e metteremo in campo ogni iniziativa a sostegno delle famiglie che ancora investono impegno e fatica per non abbandonare questa tradizionale pratica”, Tommaso Pellegrino, presidente del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha spiegato gli obiettivi alla base della due giorni che tra i porti di  San Marco di Castellabate e di Marina di Camerota ha messo al centro “Il Pescato della Dieta Mediterranea del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni”.  L’iniziativa è  stata organizzata nell’ambito  del programma operativo Feamp 2014 -2020  con la Regione Campania ed con la collaborazione del Mipaaf.

A fare da filo conduttore gli incontri  tra i pescatori, gli chef e  gli studenti degli alberghieri del territorio: un modo per sensibilizzare i giovani sull’importanza e sul valore di attività come la pesca e la cucina che contribuiscono ad esaltare ed a tutelare non solo la Dieta Mediterranea ma i territori che ne sono espressione.

D’altra parte non è un caso che anche un sondaggio condotto da SWG metta in evidenza che la maggioranza del campione intervistato consideri la Dieta Mediterranea tutelata dall’Unesco  come un regime alimentare legato a tradizioni di popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

E le tradizioni, nel caso del pescato delle aree marine protette del Cilento, sono, ad esempio, quelle delle Alici di Menaica che prendono il nome dalle reti utilizzate per pescarle.

Con gli studenti si è parlato tecniche, di varietà del pescato ed anche di come cucinarlo per preservarne il  sapore ed contribuire al benessere fisico.

Oggi l’incontro ha avuto come location il porto di San Marco di Castellabate dove sono giunti gli studenti degli istituti alberghieri “Ancel Keys” di Castelnuovo Cilento e “Piranesi” di Capaccio -Paestum.

Poi replica al porto di Marina di Camerota con gli alunni  degli istituti alberghieri “Antonio Sacco” di Sant’Arsenio e  “Carlo Pisacane” di Sapri.

Vida Loca Winter Tour 2019-2020 sbarca a Napoli per Partylines all’HUB sabato 23 novembre alle ore 23:30, in via Appia a Sant’Antimo (Na).

Una notte caliente che farà impazzire il pubblico dell’HUB e che renderà unico il volo del Party Lines.

La One Night a base di Reggaeton, Hip Hop, Pop e Dance Hall più esclusiva d’Italia fulcro del format più ballato della penisola, arriva a Napoli, pronto ad infuocare la dance floor “por una noche mas Caliente” come si legge nell’annuncio lanciato sui social.

A far ballare il pubblico dell’HUB impreziosendo il live sarà dj Tommy Luciani accompagnato dagli speaker Christian Key e Mc VL.

L’universo Vida Loca è un mix che mette insieme pop, hip hop, r’n’b, reggaeton, che all’estero si chiama urban.

Manca davvero poco per l’evento: “Notte Bianca a Caserta 2019” che anche quest’anno sarà organizzato dal Comune di Caserta e dall’Avvocato Gianpiero Menditto e il suo staff, e che avrà luogo sabato 7 dicembre 2019.

L’iniziativa, che ospiterà per volere del Comune casertano una tappa dell’evento enogastronomico CE GUSTO, sarà coordinata ancora una volta dal giovane professionista Gian Piero Menditto, avvocato impegnato nel sociale e nell’organizzazione di eventi, che portò il format a Caserta già nel lontano 2007.

L’avvocato sarà coadiuvato da una società qualificata addetta al marketing strategy ed al reperimento di sponsorizzazioni, al fine di garantire la migliore riuscita dell’evento.

Una manifestazione imperdibile, che punterà su ospiti di calibro nazionale e su una serie di eventi dedicati alla musica di tendenza del momento: Trap, Hip Hop e Indie.

Un evento che darà spazio anche agli artisti locali, per valorizzare i talenti della terra casertana.

A giorni il programma ufficiale dell’evento sarà pubblico e saranno noti anche i nomi degli artisti che impreziosiranno una notte ricca di eventi.

L’organizzazione fa sapere ai media e alla cittadinanza che in caso di condizioni atmosferiche avverse e tali da non poter garantire la riuscita della manifestazione, l’evento sarà rinviato ad inizio gennaio 2020.

Luciano, uno dei dj producer più amati della scena elettronica mondiale, torna in Italia e sbarca per la prima volta all’ HUB Clubgiovedì 31 ottobre alle ore 23:00, in via Appia a Sant’Antimo (Na), per un Djset da non perdere che illuminerà Break, il party più alternativo, divertente e inebriante nella città di Napoli.

Dai piccoli club di Santiago ai migliori locali del mondo, Luciano vanta una carriera incredibile e un curriculum internazionale e ricco di successi.

L’HUB, dopo il successo dell’opening party, impreziosisce il proprio programma di eventi con il live del dj e produttore svizzero-cileno, che grazie al suo inconfondibile sound house, techno e minimal, arricchito da influenze melodiche di ritmi latini, farà impazzire il pubblico del club.

L’evento potrà contare anche sulla performance di IDRISS D, dj di talento e di fama internazionale, grazie al suo stile unico e alle sue vibrazioni ipnotiche.

BREAK: il party più alternativo, divertente e inebriante nella città di Napoli

Giunti al terzo anno, il party Break si fa ancora più grande.

Eclettico musicalmente e con un target cosmopolita, l’evento Break è al momento il party più alternativo, divertente e inebriante nella città di Napoli. Un collettivo di promoters che unendo la loro storicità, la passione per la musica e la voglia di creare qualcosa di eccezionalmente nuovo nella città di Napoli, hanno dato vita al movimento break.

Luciano è nato in Svizzera francese da madre Cilena e padre svizzero. Successivamente alla separazione dei genitori, all’età di 11 anni Luciano torna con la madre in Cile, a Santiago.
La sua avventura con la musica inizia all’età di 16 anni, quando la madre gli regala una chitarra, a scuola con altri ragazzi formerà una band, e sarà questa esperienza, marcata negativamente dai problemi per le prove con il gruppo, ad avvicinarlo al mondo della musica elettronica dove ai vari musicisti si sostituisce il sintetizzatore, ha infatti affermato: This is how I fell in electronic music: because I discovered that you can replace the drummer with the drum machine (Così sono arrivato alla musica elettronica: perché ho scoperto che si può sostituire al batterista la drum machine). A causa della precaria situazione economica, a 17 anni lascia la scuola, comincia a svolgere piccoli lavori, fattorino, cameriere ed altri, e questo impiego parziale gli permette di mettere dischi nei quartieri poveri di Santiago, dove viene soprannominato magic. La sua abilità gli permette di trovare posto prima in club della città, poi il suo nome si fa sempre più conosciuto, in Cile, nell’America Latina e poi in Europa. In Cile conosce di lì a poco due dj che si sono già affermati: Ricardo Villalobos e Dandy Jack. Entrambi i musicisti, hanno i genitori esiliati in Europa per motivi politici. Ed è proprio Villalobos a far approdare Luciano ai club Europei. Il suo sound è misto fra housetechno e minimal, ed è influenzato da melodici ritmi Latini. I suoi dischi escono su etichette musicali: Cadenza Records (di sua proprietà), TransmatPerlon e Klang Elektronik.

Circondato dalla musica fin dalla sua prima infanzia, Idriss si innamorò di Funk, Disco e di tutti i tipi di musica nera grazie al programma radiofonico che ascoltava e registrava ogni sera e all’enorme influenza del suo amico Nadir, un dj di Costantino.
All’inizio degli anni ’90, ha scoperto la scena del club in Algeri e in particolare Adel e Chafik, due djs che erano icone in tutto il Nord Africa con lì mixtape che giravano in tutti i paesi del Maghreb. Ed è stato Chafik a chiedere a Idriss di suonare per la prima volta, dopo il suo set al Rai Hamidou club.
Idriss arriva in Italia e apre il suo negozio di dischi iniziando a organizzare piccole feste a Mantova, dove si è rapidamente affermato tra i nuovi dj di talento e, grazie al suo stile unico e alle sue vibrazioni ipnotiche. La sua abilità e la sua perseveranza lo hanno portato a suonare in alcuni dei luoghi più famosi come Echoes, Cocoricò, Red Zone e  Mafia club.
E’ stato resident al Cocoricò di Riccione, uno dei club più grandi e famosi della scena europea, e la sua etichetta Memento ospita una festa settimanale nel prezioso club Macarena di Bareclona. Il suo tour lo ha portato in club come Tresor, Watergate e KaterBlau a Berlino, Club 4 ed El Row a Barcellona, Rex a Parigi, Norsdstern a Basilea, Amnesia Milano e Privilege Ibiza.

Al di là del suo fitto programma da dj, Idriss è riuscito a costruire in 12 anni una forte reputazione internazionale per la sua impronta Memento, firmando artisti come Carl Craig, Luciano, Ten Walls e The anals poliziotti e pubblicando musica di molti produttori sotterranei di talento come Lino Pugliese, Acirne e molti altri.

Un portale interattivo e un’app per riqualificare il territorio vesuviano, mettendo in rete pubblico e privato per promuovere e valorizzare il comparto culturale e le eccellenze del territorio. Tutto questo è Vesuvius Campania Felix, il progetto promosso dall’associazione Città Nostra guidata da Salvatore Graziano, che ha preso il via ufficialmente con il Gran Galà di presentazione a Villa Campolieto ad Ercolano con oltre mille partecipanti.

Il portale www.vesuviuscampania.com punta ad essere un hub tra domanda di eventi culturali e artistici ed offerta di attività facenti capo ad operatori culturali, commerciali e dell’artigianato locale.

“Il nostro obiettivo – spiega Graziano – è quello di colmare il gap esistente tra la presenza di un vastissimo e straordinario patrimonio artistico e culturale presente sul territorio vesuviano e la scarsa comunicazione verso la cittadinanza e i principali stakeholders, tra cui il potenziale turismo. Forniamo quindi una soluzione tecnologica per incrementare la conoscenza della straordinaria varietà di siti di assoluto rilievo artistico, storico ed enogastronomico e diffondere le numerose iniziative ad essi correlate”.

“Riteniamo che Vesuvius Campania Felix potrà contribuire ad un incremento delle visite turistiche e del PIL, alla scoperta di itinerari meno noti, all’aumento della forza comunicativa dispiegata da hotel, B&B, case vacanza, allo sviluppo delle attività commerciali”.

Il progetto può contare su partner istituzionali quali l’Assessorato al Turismo della Regione Campania, la presidenza del Consiglio della Regione Campania, la Città metropolitana di Napoli, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e gli undici comuni del territorio vesuviano con i quali è già stato stipulato un protocollo di intesa: Boscotrecase, Castellammare, Ercolano, Ottaviano, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase.

Il progetto:

Vesuvius Campania Felix è un luogo virtuale in cui domanda e offerta del territorio si incontrano. Accanto all’offerta tradizionale dei siti turistici culturali a disposizione, delle strutture ricettive o dei prodotti commerciali, la piattaforma offre la possibilità di gestire un’offerta dinamica, in termini di disponibilità, di prenotazione e di realizzazione di “pacchetti” o “esperienze” – combinazione di più elementi – o dagli eventi che si realizzano sul territorio.

L’identità del territorio, rappresentata nella piattaforma web, viene “ospitata” in una app che diventa il punto di accesso all’area vesuviana: il visitatore ha immediatamente nel proprio smartphone l’intero pacchetto di offerta, che sia culturale, archeologica, ricettiva o commerciale. In questo modo, sarà possibile scoprire le risorse del territorio, individuare con velocità il percorso che meglio si adatta alle proprie esigenze, con la sensazione di avere una guida virtuale; inoltre si potranno effettuare acquisti e prenotazioni e accedere con facilità ai servizi, ricevendo in tempo reale, attraverso push-notification, informazioni utili.

No, non è la risposta a Giulia De Lellis. È il libro di Giusy Cigni. Il primo libro, con lo straripante entusiasmo e l’inevitabile ingenuità dell’esordiente. Bozze vergate a mano su un quadernone tra un viaggio e l’altro sui binari che separano Roma e Napoli, sempre più periferia qualificata della Capitale. Tema: la vita dei pendolari, categoria sociale nata per necessità certo non per volontà. Carichi di dignità, sogni, pensieri e retropensieri, su vagoni che diventano una propaggine della propria casa lasciata all’alba con figli, mogli e mariti ancora al caldo delle lenzuola. Risultato finale, un libro – Guida editori – delicato e profondo allo stesso tempo, che toglie la maschera a chi la indossa per coprire la propria mediocrità, che ci riporta all’essenzialità della vita, alla sua intima ragion d’essere.

“Lato finestrino” invita a guardare negli occhi le persone, ad ascoltarle senza presunzione, ad abbozzare un sorriso anche quando non vorresti, ad essere se stessi. In mezzo, l’escamotage narrativo di un evento straordinario che sconvolge la vita di questi pendolari in balìa di ciò che accade fuori dal finestrino. Apparentemente. Perché nella realtà sono appesi alla loro coscienza. Infatti il treno viene descritto come “amplificatore dei sentimenti, un potenziometro che registra lo stato d’animo delle persone e lo moltiplica all’ennesima potenza”. Siete pronti a salire su quel treno lato finestrino? Non tutti lo sono, me compreso che scelgo se posso sempre il lato corridoio. Ma Giusy è Giusy. Il suo libro è un affresco di vite vissute, quelle che rincorrono il futuro, vanno a lavorare dove c’è il lavoro, restando aggrappati al proprio bagaglio morale indistruttibile. Con quello, qualsiasi viaggio si può affrontare. Salite a bordo!

Riparte la stagione dell’Hub, il club che quest’anno punterà tutto su un elemento innovativo: la “True Connection”, e che da questo sabato, 12 ottobre ore 23:30 impreziosirà le serate degli appassionati della night life.

Hub è lo spazio che mette in contatto le anime dei clubbers attraverso una “rete” di connessioni reali, basate su rapporti umani autentici ed interessanti, capaci di portare il pubblico verso l’intrattenimento puro e sano. Strumenti catalizzatori di queste connessioni saranno gli innumerevoli eventi che prenderanno vita all’interno di uno spazio che è reduce da una stagione ricca di successi.

“Le connessioni più forti sono quelle umane, quelle vere, dato che siamo nell’era della connessione continua” – sottolineano gli organizzatori che assicurano al pubblico una stagione ricca di eventi innovativi e volti alla “connessione reale”.

Un luogo in cui le connessioni prendono vita e in cui tutti i sensi sono stimolati, un centro dove la musica diventa emozione, che prende energia dai numerosi mondi che la night life può creare. “La nostra idea – precisano gli organizzatori – è di esplorare come lo spazio fisico e le persone che lo attraversano, si influenzino a vicenda, in sintonia tra onirico e realtà.”

Il più giovane Project Manager di Italia è di Secondigliano.

Vincenzo Vinciguerra, classe 1984, ha conquistato il titolo dopo il superamento dell’esame presso AICQ SICEV di Milano.

Vincenzo Vinciguerra è nato è cresciuto nella periferia Nord di Napoli, in anni difficili, attraversati e segnati dalla malavita, e dalle note guerre tra i clan camorristici, raccontate nelle famose pagine di Gomorra.

 

Mentre i bimbi giocavano a calcio Vincenzo leggeva i giornali che gli procurava il nonno, desideroso che il nipote, che portava il suo nome, diventasse un giorno qualcuno. Ma Secondigliano e Scampia erano luoghi nei quali era facile cadere in mani sbagliate, senza luoghi di aggregazione o di svago che togliessero i ragazzi dalla strada, su quella stessa in cui il tuo migliore amico poteva spacciare droga o maneggiare armi, Vincenzo Vinciguerra ha deciso di rifugiarsi nei libri e nello studio, prefissarsi mete e obiettivi da raggiungere.

Si è laureato in Scienze dell’Educazione e della formazione e in Politiche Sociali e del Territorio all’Università Federico II. Autore del volume: “Dall’autenticità alla Mcdonaldizzazione di Napoli”, prossimo in uscita un secondo libro, al vaglio di varie case editrici nazionali, sarà inerente al welfare aziendale, demografia e immigrazione e neet.

Si è specializzato in politiche attive e finanza agevolata fino a conseguire il titolo di Project Manager: responsabile unico dell’avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura di un progetto facendo ricorso a tecniche e metodi di project management.

Il Project Manager

Il compito di un Project Manager è di gestire un progetto e portarlo a conclusione rispettando scadenze e budget. Il progettista pianifica un progetto, lo coordina e ne monitora l’andamento in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati, fungendo da punto di contatto tra l’organizzazione che finanzia il progetto e tutte le parti coinvolte nella sua realizzazione. In alcuni casi è lo stesso Project Manager a proporre l’idea su cui si basa lo sviluppo del progetto, mentre in altri casi è chiamato a gestire progetti proposti da altri.

Non c’è mai fine all’ambizione è questo lo sa bene Vinciguerra che già punta ad altri lidi, suo prossimo obiettivo è l’internazionalizzazione della sua formazione con certificazioni estere.

 

Kami Beach, il club che da quattro anni domina la scena estiva campana, dà il via alla nuova stagione estiva con l’inaugurazione prevista per sabato 18 maggio, a partire dalle 23. “Apri gli occhi e inizia a sognare” è questo il claim del Kami Beach per la sua “grande apertura” della stagione estiva 2019. “Sogni che- affermano gli organizzatori– ci porteranno a vivere ad occhi aperti nuovissimi show e performance incredibili.”

Il club è diventato un punto di riferimento così notevole da trasformarsi in una vera e propria filosofia del divertimento, che per il quarto anno consecutivo accompagna il sabato notte per eccellenza. Musica, Spettacoli, Performer e Talenti da ogni parte, Eventi, Party unici, e completamente diversi tra loro.

Il Big Opening di questo primo sabato aprirà la serie di eventi estivi con uno dei party più ballati in Europa #VIDALOCA. L’evento Hip Hop & Reggaeton che ha fatto letteralmente impazzire l’Italia e l’isola di Formentera con il suo format unico.

 

Sabato 25 maggio, direttamente da Ibiza, arriva il tour Pacha, il party che ha fatto divertire milioni di persone da tutto il mondo.

 

Sabato 29 giugno ci sarà uno gli artisti più richiesti al mondo, Jimmy Sax, poliedrico sassofonista e performer in grado di intrattenere e far sognare con il suo incredibile show.

 

Queste sono le prime date di rilievo segnalate dal direttore artistico Giovanni Setola che insieme a tutti gli organizzatori stupiranno il pubblico con numerosi format di successo, artisti internazionali e con tante novità, ma senza lasciare niente al caso, per una stagione estiva di grande divertimento.

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