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Food

Nato da una iniziativa di un gruppo di campani residenti in Lombardia, il sito iomangiocampano.it si propone di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati della tradizione culinaria campana.

Io Mangio Campano è un progetto che si pone l’obiettivo di valorizzare la cucina campana attraverso la promozione delle attività di ristorazione di Milano e della Lombardia. “Intendiamo così promuovere i prodotti del brand campano in cucina, in pasticceria e altrove. Perché vi dimostreremo che non siamo sempre e solo pizza e mandolino“, spiega Lino Cascelli, uno dei promotori dell’iniziativa.

Io Mangio Campano era nato su Facebook nell’aprile del 2020 in piena emergenza Covid-19. Il gruppo sui social era cresciuto durante il lock down quando diversi negozianti campani di Milano e della Lombardia avevano consegnato merce a domicilio a medici e altro personale impegnati nel contrastare l’emergenza sanitaria.

Io Mangio Campano ha previsto un programma di Partnership per i locali e per le altre attività economiche. I sottoscrittori della Tessera del Gruppo Milano Azzurra – Io Mangio Campano potranno così usufruire di sconti e altri vantaggi di vario tipo. Sono già numerose  le attività della sola provincia di Milano che hanno sottoscritto una partnership con Io Mangio Campano. Il sito propone una pagina dedicata alle nuove aperture di locali campani a Milano, una sezione dedicata alle ricette e alle implicazioni culturali in cucina, una pagina “Offro/cerco lavoro” che si propone di mettere in contatto domanda e offerta.
Nel giorno dell’inaugurazione “iomangiocampano.it” propone un’intervista a Valerio Quagliozzi, uno dei ristoratori che hanno rilanciato ed esportato a Milano il  brand “Pizzicato – Municipio Napoletano” che aprirà a breve il primo locale a Porta Romana.
E’ solo un “assaggio” di quel che verrà: l’obiettivo è informare tempestivamente su tutte le novità culinarie che riguardano Milano e la Lombardia.

Cracker Store, il primo take away che serve crackers farciti al mondo inaugura il
suo locale a Napoli, a Piazza Francesco Muzii, 19, nel quartiere Arenella, domenica
16 febbraio 2020 ore 19:00.
Lo store che fa del cracker un prodotto innovativo e che unisce gusto e leggerezza ha
scelto la città più bella del mondo per dare vita alla propria attività: “Il Cracker Store
non è altro che l’incontro tra Stati Uniti d’America e l’Italia- affermano i giovani
imprenditori che hanno dato vita al progetto- nella sua essenza più pura.
Ogni morso sarà un misto di gioia e bontà, unito alla garanzia dell’alta qualità quindi-
concludono poi-non c’è più nulla da aggiungere, veniteci a trovare!”
Grazie a questa incredibile iniziativa, concepita da giovani e promettenti
imprenditori, Napoli non sarà più solo la città della pizza ma anche del Cracker
farcito.
La comunicazione dello store e il suo arredamento saranno caratterizzati dall'utilizzo
di suoni onomatopeici e parole onomatopeiche, il tutto rivisitato in chiave
fumettistica.

Crackers farciti con alimenti freschi e gustosi
Il cracker è sempre stato concepito nell’immaginario collettivo come un semplice
spuntino, ma grazie a Cracker Store diventerà qualcosa di più.
Preparato artigianalmente con grano italiano ed ingredienti di alta qualità, il
cracker viene servito con prodotti freschi, come salumi e latticini, scelti tra i
migliori presenti sul mercato.

 

Cartoline dall’America è l’iniziativa legata all’evento “Dining with the stars: festival of italian cousine” organizzata da Sergio Sbarra che nell’ultimo scorcio di febbraio vedrà protagonisti due eccellenze della regione Campania il Provolone del Monaco Dop del direttore Vincenzo Peretti ed i trasformati ittici (tonno, alici e colatura di alici di Cetara) di casa Iasa presente con Lucia Di Mauro.

 I consumatori che parteciperanno al contest riceveranno direttamente da New York la cartolina celebrativa del secondo festival della cucina italiana che raffigurano i protagonisti dell’evento “Già Stati Uniti” ideata da Ferdinando Polverino de Laureto.

Per ricevere il simpatico omaggio basterà scattare un selfie in compagnia del Provolone del Monaco Dop o di un prodotto con il marchio Iasa ed inviarlo via messenger alla pagina facebook di “La Gazzetta dei Sapori”, diretta da Roberto Esse, corredandola dell’indirizzo al quale si vuole ricevere la cartolina celebrativa che arriverà direttamente dall’incantevole scenario che ospita il tour con tanto di saluti e firme dei protagonisti.

 Il Dining with the stars: festival of italian cousine” parte il giorno 23 febbraio 2020 dallo “Strega restaurant” di Branford del padrone di casa Danilo Mongillo.

Nel corso dell’evento sarà premiato lo chef stellato Cristoforo Trapani, di origini campane, attualmente in forza del ristorante “La Magnolia” di Forte dei Marmi, mentre per gli studenti statunitensi ci saranno cinque borse di studio in Italia offerte dagli istituti di Raffaele Jervolino.
Si replica la sera del 25 febbraio. Ad ospitare la seconda tappa del tour sarà il Ristorante Lago di West Harrison a New York. Con Vincenzo, il padrone di casa, sarà ai fornelli Stefano Parrella. Previsto ovviamente un contributo dello stellato Cristoforo Trapani.

Parola d’ordine per San Valentino è romanticismo. La festa degli innamorati di HappyNing, per questo 2020 sarà vivibile in una città da favola: Napoli.

Location dell’evento è lo Starhotels Terminus, importante catena alberghiera a 4 stelle, che grazie alla sua strategica posizione è sicuramente meta favorita da chi vuole avere a portata di mano, gli accessi alla città per godersela nel giorno più romantico dell’anno. In piena sintonia con quello che è la filosofia aziendale di HappyNing (finto inglesismo, che richiama le parole happyness e happening), l’esperienza di San Valentino vedrà come protagonista per la coppia la cena, un’elegante terrazza alle pendici del Vesuvio, musica ed intrattenimento con un ospite a sorpresa del cast de L’Amica Geniale… in una notte sola.

LA CENA – Dal punto di vista del food, l’evento prevede un welcome drink, seguito da una cena esclusiva con antipasto, due primi, secondo, e dessert. La cena prevede la possibilità (a discrezione di chi vorrà usufruirne) di far trovare sul tavolo un regalo a scelta per il proprio partner.

LO SPETTACOLO – Prima della cena il Maestro Andrea De Vivo, accoglierà gli ospiti con musica dal vivo eseguita al pianoforte in terrazza. Durante la cena, prosegue l’intrattenimento a cura del Maestro De Vivo, accompagnato dalla cantante Federica Cardone con brani dal vivo ispirati alle colonne sonore di più celebri film d’amore. Ad intervallare i momenti musicali, le scene recitate che sposano a pieno le serie ambientate in questa città, ultimamente sempre protagonista di storie e racconti per il cinema e la televisione. Una tra tante serie, L’Amica Geniale, dalla quale arriverà un ospite d’eccezione dal cast, che accompagnerà in versi la serata.

E così, passeggiando tra i racconti per raccontare l’amore attraverso Napoli e Napoli attraverso il cinema, con i suoi volti che hanno fatto sognare come Totò, Sofia Loren, Massimo Troisi. Con musica e parole i film d’amore più celebri, intervallati da momenti recitati e scene tratte da film per trasmettere a livello emozionale forti sensazioni.

ALTRI MOMENTI DELLA SERATA – Saranno realizzate, durante la serata, foto in HD inviate direttamente sullo smartphone degli ospiti in tempo reale. Inoltre, durante la cena è possibile scegliere tra i cadeaux messi a disposizione dell’organzzazione come servizi Extra: un mazzo di fiori, una scatola di cioccolatini, un orsacchiotto realizzato con rose rosse o in altri colori.

Oltre a questo, la possibilità di dormire in camera Superior e Deluxe a tariffe scontate.

DETTAGLI EVENTO – La cena di San Valentino si terrà il 14/02/2020 sulla splendida terrazza dello Starhotels Terminus di Napoli (Piazza Giuseppe Garibaldi, 91).

Prenotazioni telefoniche: 3317002461
Prenotazioni online: https://www.happyning-italia.it/project/cena-di-san-valentino/

Sanpasquale, un progetto formato da due spazi all’apparenza diversi e da tanti professionisti all’opera per una mission ambiziosa ma non impossibile: fondersi per rivisitare il concetto di aggregazione, proponendo una combinazione di gusto e divertimento, che ha sede in via Torrebianca, 27 ad Aversa (Ce).

Un mix concepito per dare vita a Officine e Salotto Sanpasquale, uno spazio che propone al pubblico di Aversa, dell’intera provincia casertana e dell’area a nord di Napoli: food, drink, musica, intrattenimento, spettacoli e tanto altro ancora.

 

Officine Sanpasquale offre una selezione di panini preparati con ingredienti di elevata qualità, per regalare a fine pasto una sensazione di appagante beatitudine.

Officine è lo spazio del progetto Sanapasquale dedicato esclusivamente al food e può contare su un menù innovativo e davvero gustoso.

Patate fritte di ogni genere, a cui è possibile aggiungere fonduta, tra cui spiccano le Pulled Pork alla provola, antipasti che spaziano dalla tradizione: polpetta fritta, con maionese al lime e pepe rosa all’innovazione culinaria: croquette di patata viola servita con Jamón serrano stagionato 14 mesi.

E poi i panini, che fondono sacro e profano con un solo obiettivo: lasciare il palato di chi li assapora intriso di un gusto assoluto e anche “divino” e “peccaminoso” allo stesso tempo.

Beato, Santo, Sacro, Peccato, Laico, Mistico, Pure e Vizio aspettano solo di essere assaporati con tanto gusto.

Salotto Sanpasquale, invece è lo spazio dedicato a chi santifica le unioni e le relazioni umane, venera la musica e consacra i cocktail.

Innumerevoli saranno gli eventi organizzati all’interno della parte sottostante ad Officine, un Salotto che aspetta solo di essere vissuto come l’eden del sano divertimento.

Uno spazio concepito per mangiare e bere e un altro concepito per divertirsi, ballare e per regalare momenti unici a chi lo sceglie come location per eventi e feste private.

Due cuori che battono in un’unica anima: Officine e Salotto Sanpasquale.

Un progetto che costruisce sapori e professa il divertimento come una religione.

“Siamo pronti a costruire sapori, serate e tanto sano divertimento/intrattenimento.”- afferma lo staff di Officine e Salotto Sanpasquale.

 

 

I nostri pescatori preservano la biodiversità marina che poi é la mission del Parco ed è per questo che difenderemo sempre ciò che consideriamo un elemento significativo per promuovere e tutelare la Dieta Mediterranea. Alcuni  ciarlatani mettono in dubbio che sia alleata del nostro benessere, ma basta analizzare la qualità del pescato dei nostri mari per confutare  questa dubbia teoria. Difenderemo sempre  la piccola pesca dalle multinazionali e metteremo in campo ogni iniziativa a sostegno delle famiglie che ancora investono impegno e fatica per non abbandonare questa tradizionale pratica”, Tommaso Pellegrino, presidente del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha spiegato gli obiettivi alla base della due giorni che tra i porti di  San Marco di Castellabate e di Marina di Camerota ha messo al centro “Il Pescato della Dieta Mediterranea del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni”.  L’iniziativa è  stata organizzata nell’ambito  del programma operativo Feamp 2014 -2020  con la Regione Campania ed con la collaborazione del Mipaaf.

A fare da filo conduttore gli incontri  tra i pescatori, gli chef e  gli studenti degli alberghieri del territorio: un modo per sensibilizzare i giovani sull’importanza e sul valore di attività come la pesca e la cucina che contribuiscono ad esaltare ed a tutelare non solo la Dieta Mediterranea ma i territori che ne sono espressione.

D’altra parte non è un caso che anche un sondaggio condotto da SWG metta in evidenza che la maggioranza del campione intervistato consideri la Dieta Mediterranea tutelata dall’Unesco  come un regime alimentare legato a tradizioni di popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

E le tradizioni, nel caso del pescato delle aree marine protette del Cilento, sono, ad esempio, quelle delle Alici di Menaica che prendono il nome dalle reti utilizzate per pescarle.

Con gli studenti si è parlato tecniche, di varietà del pescato ed anche di come cucinarlo per preservarne il  sapore ed contribuire al benessere fisico.

Oggi l’incontro ha avuto come location il porto di San Marco di Castellabate dove sono giunti gli studenti degli istituti alberghieri “Ancel Keys” di Castelnuovo Cilento e “Piranesi” di Capaccio -Paestum.

Poi replica al porto di Marina di Camerota con gli alunni  degli istituti alberghieri “Antonio Sacco” di Sant’Arsenio e  “Carlo Pisacane” di Sapri.

Manca davvero poco per l’evento: “Notte Bianca a Caserta 2019” che anche quest’anno sarà organizzato dal Comune di Caserta e dall’Avvocato Gianpiero Menditto e il suo staff, e che avrà luogo sabato 7 dicembre 2019.

L’iniziativa, che ospiterà per volere del Comune casertano una tappa dell’evento enogastronomico CE GUSTO, sarà coordinata ancora una volta dal giovane professionista Gian Piero Menditto, avvocato impegnato nel sociale e nell’organizzazione di eventi, che portò il format a Caserta già nel lontano 2007.

L’avvocato sarà coadiuvato da una società qualificata addetta al marketing strategy ed al reperimento di sponsorizzazioni, al fine di garantire la migliore riuscita dell’evento.

Una manifestazione imperdibile, che punterà su ospiti di calibro nazionale e su una serie di eventi dedicati alla musica di tendenza del momento: Trap, Hip Hop e Indie.

Un evento che darà spazio anche agli artisti locali, per valorizzare i talenti della terra casertana.

A giorni il programma ufficiale dell’evento sarà pubblico e saranno noti anche i nomi degli artisti che impreziosiranno una notte ricca di eventi.

L’organizzazione fa sapere ai media e alla cittadinanza che in caso di condizioni atmosferiche avverse e tali da non poter garantire la riuscita della manifestazione, l’evento sarà rinviato ad inizio gennaio 2020.

C’era una volta, è così che cominciano le belle storie, Solopizza, storico brand partenopeo. Il finale da favola è che oggi, a distanza di 40 anni Solopizza c’è ancora e, per festeggiare questo storico compleanno, ha dato un tocco di nuovo al locale mentre la tradizione della pizza resta quella di sempre. Profumata, friabile, con ingredienti selezionati di ottima qualità e una lievitazione lunga con lievito madre, la classica “ruota di carro” resta la regina della tavola.

Quello che ho amato di questa pizzeria è la cura, la dedizione nella scelta degli ingredienti, così anche una semplice margherita, condita con pomodoro passato al momento e fior di latte di Agerola diventa una delizia! Oltre ai grandi classici, Solopizza ha scelto di innovare il menù a partire proprio dalla pizza celebrativa per i 40 anni di attività: la Solopizza 40, un equilibrio non facile da trovare tra pomodorini gialli e rossi del Vesuvio, mozzarella di bufala e provolone del Monaco. Ce n’è per tutti i gusti e non lo dico per dire, ad esempio, se scegliete una “Social” potete avere ben 12 fette di pizza ognuna con un gusto diverso, se scegliete un tronchetto, troverete nel vostro piatto un ripieno a barchetta con ricotta e salame, rivestito a crudo di speck e provolone del Monaco. Dite che vi piacciono i funghi? E allora il consiglio è quello di prendere una “Don Alfonso”, con un’ombra di pomodoro, provola, chiodini e salsiccia piccante, dedicata ad Alfonso Focaccio, anima del locale da 40 anni.  La scelta è ampia e la qualità ovunque, tutte le pizze sono condite con olio extravergine d’oliva e tanto basilico fresco, come tradizione comanda.

“Una delle pizze intramontabili è anche  la pizza a  farfalla – spiega il direttore di sala Rocco Petrone, – una pizza ripiena, che nei quattro angoli nasconde un cuore dolce amaro di friarielli e uno piccante di salsiccia e ricotta, al centro pomodorini e mozzarella, con una fetta di prosciutto per dare il tocco naturale di sale e di sapore ad ogni morso”.

Non poteva mancare il classico dei classici tra le pizze fritte, il ripieno tradizionale, a cappello di Pulcinella, con scarole, provola, capperi e olive. Un capitolo, quello del fritto, che vale la pena di approfondire anche con i cuoppi in cui ci sono deliziosi scagliozzi, crocchè di patate fatti veramente bene, cosa rara di questi tempi in cui la maggior parte delle friggitorie e delle pizzerie usano la fecola di patate al posto delle patate fresche, frittatine e arancini mignon croccanti, asciutti e profumati.

A portare gli auguri del Sindaco e a festeggiare Solopizza anche l’Assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, che ha cenato con uno dei noti imprenditori fondatori del marchio, Ermanno Farnioli.

Durante la serata dedicata ai festeggiamenti di Solopizza, che ricordiamo essere stato il primo marchio ad avere una catena di pizzerie in Italia, alla fine degli anni ’70 c’erano 11 locali Solopizza sparsi in tutta Italia, il critico gastronomico Roberto Esse ha spiegato le peculiarità del Provolone del Monaco utilizzato dalla pizzeria e ha annunciato la consegna del diploma di fedeltà da parte del Consorzio.

“Scelgo con cura gli ingredienti uno a uno – spiega il maestro pizzaiolo Ciro Buonomo, 52 anni, che ha iniziato a 13 anni accanto al padre a impastare e infornare – e gioco tutto sul bilanciamento di sapori semplici: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, olio e basilico. Una delle mie pizze preferite è infatti la Marinara, con la passata di pomodoro fatta in casa e l’origano fresco. Più è semplice una pizza e più ci vuole maestria per renderla unica. La nostra pizza è quella tradizionale a ‘ruota di carro’, come la chiamava mio padre, una pizza sottile e friabile, con una lievitazione di 48 ore”.

Oggi, ad affiancare il maestro Buonomo nella nuova Solopizza, c’è il cuoco Francesco Sarnelli che propone un menù “Nonsolopizza” per la trattoria che include i piatti tipici della cultura partenopea come gli gnocchi alla sorrentina,  gli ziti al ragù e i rigatoni alla siciliana.

1979-2019: Solopizza, storico brand e ambasciatore della pizza napoletana, festeggia i suoi primi 40 anni con un nuovo look sempre condito di tradizione.

Nuovo locale, nuove pizze firmate dal maestro pizzaiolo Ciro Buonomo, nuovo menù trattoria. Un pezzo di storia di Napoli fatto di ingredienti genuini, passione, tradizione e accoglienza. E la pizzeria di via Medina 55 per celebrare il traguardo dei 40 anni di successi si è fatta più bella: restyling del logo, nuovi colori blu e giallo e soprattutto nuove pizze accanto a quella “a ruota di carro” e a quelle della tradizione, dove spicca la “Solopizza 40” con mozzarella di bufala, pomodorini gialli e rossi, provolone del Monaco, basilico fresco e un servizio di trattoria e friggitoria. Alla fine degli anni ’70 c’erano undici locali Solopizza sparsi in tutta Italia: quattro a Napoli (in corso Vittorio Emanuele, via Manzoni, via Luca Giodano e via Medina), tre a Milano, uno a Ischia, uno a Cagliari, uno a Roma e uno a Sorrento. Il primo maestro pizzaiolo del marchio Solopizza è stato Mario Abate, a cui sono seguiti: Francesco Uccello (‘0 re), Massimo Esposito (Puffetto), Andrea Castiglione, Alfredo Capoccelli, Claudio Santella, Carmine Magistri (Cammello), Salvatore De Angelis (Zombino) e Gaetano Genovesi. Nomi che hanno fatto la storia della pizza napoletana e che hanno contribuito a creare l’arte del pizzaiolo diventata patrimonio Unesco. Oggi, l’erede di questi grandi pizzaioli, che lavora nella sede storica di via Medina, è Ciro Buonomo. “Scelgo con cura gli ingredienti uno a uno – spiega Buonomo, 52 anni, che ha iniziato a 13 anni accanto al padre a impastare e infornare – e gioco tutto sul bilanciamento di sapori semplici: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, olio e basilico. Una delle mie pizze preferite è infatti la Marinara, con la passata di pomodoro fatta in casa e l’origano fresco. Più è semplice una pizza e più ci vuole maestria per renderla unica. La nostra pizza è quella tradizionale a ‘ruota di carro’, come la chiamava mio padre, una pizza sottile e friabile, con una lievitazione di 48 ore”.

Tradizione e innovazione. Sfogliando il menù ecco che fanno capolino anche pizze complesse e corpose, come la 12 gusti, che il cliente può scegliere uno a uno o “La profumata”, una margherita con rucola cotta, specialità della casa o ancora la “Merenna napoletana” ripiena di provolone del Monaco, mozzarella e speck. Tra le pizze più gettonate la “Don Alfonso” con pomodoro, provola, chiodini e salsiccia, dedicata ad Alfonso Focaccio, anima del locale da 40 anni. “Una delle pizze intramontabili è anche la pizza a farfalla – spiega il direttore di sala Rocco Petrone – una pizza ripiena, che nei quattro angoli nasconde un cuore dolce amaro di friarielli e uno piccante di salsiccia e ricotta, al centro pomodorini e mozzarella, con una fetta di prosciutto per dare sapore ad ogni morso”. Ad affiancare Buonomo nella nuova Solopizza, ai fornelli c’è il cuoco Francesco Sarnelli, 50 anni, che propone una cucina napoletana come quella fatta in casa: gnocchi alla sorrentina, paccheri con il ragù, rigatoni alla siciliana. Imperdibile il “cuoppo” di frittura all’italiana bollente, croccante e profumatissimo. La storia si rinnova nella pizzeria di Via Medina: Solopizza è un nome e un punto di riferimento per tutti i napoletani, per i turisti che arrivano al porto, per i giovani della movida, per chi lavora nella City e in particolare per quella generazione che è stata adolescente negli anni ’80-’90, che usciva per la prima volta a mangiare la pizza da sola con i compagni di classe.

Nelle giuste dosi, caffè e cioccolato amaro sono un connubio perfetto. Ed ecco che a Napoli è arrivato il caffè fondente. Gustoso, dolce quanto basta, realizzato con una base di crema di caffè, zucchero a velo e cioccolato fondente al 70%. Si prepara l’espresso, si versa nella tazzina già pronta con la crema al cacao amaro ed ecco servita una bevanda davvero unica: il “Black coffee”. Un concentrato di pura energia, ideato da Ciro Lomasto nel suo Gran Caffè Le Rondinelle. “Il caffè e il cacao – spiega – si ottengono entrambi dai semi di piante tropicali, che vengono sottoposti a processi di lavorazione simili. A differenziare le sfumature di sapore sia del caffè, sia del cacao sono le miscele e i tipi di tostatura. Io e miei collaboratori li abbiamo uniti, dosando nella giusta misura anche il quantitativo di caffeina, elemento che hanno in comune caffè e cioccolato fondente, benché in quantità minore nel cacao. Abbiamo così ottenuto il caffè fondente, che sta riscuotendo molto successo, soprattutto tra le donne”. Da anni l’imprenditore studia i caffè di tutto il mondo, ma la sua predilezione resta sempre per quello italiano e napoletano in particolare. Nel suo bar c’è la stanza del caffè, dove i chicchi vengono conservati a una temperatura costante, per poi ottenere la migliore tostatura. Persino quando va all’estero Lomasto porta con sé il suo caffè, la macchinetta napoletana e un fornellino per gustarne una tazzina fumante ovunque si trovi. Ovviamente non bisogna abusarne, un caffè fondente al giorno è consigliato. “Del resto gli effetti della caffeina sul nostro organismo sono vari – ribadisce Lomasto – ad esempio aumenta le prestazioni mentali, allontanando la fatica e la sonnolenza, accelera i battiti cardiaci e la respirazione, ma nello stesso tempo rilassa la muscolatura dello stomaco e dell’intestino e ha una leggera azione diuretica”. A tal punto appassionato e meticoloso Lomasto, da dirigere, dopo una lunga ricerca, i lavori per la costruzione della macchina del caffè del bar di Via Giacinto Gigante, realizzata con un solo obiettivo: servire l’espresso perfetto. E in vista del Natale la sorpresa sotto l’albero è già pronta: caffè fondente per tutti.

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