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Per parlar bene di Napoli solitamente i vip hanno intascato soldi. Giusto forse, inutile probabilmente. E’ accaduto in passato a testimonial di campagne regionali come Licia Colò, Alessandro Cecchi Paone o Dario Vergassola. Ci hanno messo la faccia per rilanciare una terra la cui immagine era offuscata dai rifiuti. Se è servito, solo il popolo sovrano può dirlo. Sta di fatto che c’è anche chi lo ha fatto semplicemente facendo il suo mestiere di divulgatore culturale, Alberto Angela, i cui documentari su Napoli tanta pubblicità hanno fatto alle bellezze partenopee. L’Italia ha scoperto tesori che non conosceva: potenza della tv e di chi sa farla. Presto Angela jr sarà cittadino onorario di Napoli. Lo ha deciso il sindaco Luigi de Magistris dopo una petizione di cittadini sensibili alla causa meridionalista. (Suslov)

Verrà portata in scena sui più prestigiosi palcoscenici d’Italia a partire dal prossimo dicembre “MUSICANTI”, un’opera teatrale che supera i confini dell’opera stessa, un musical oltre il musical, un vero e proprio spettacolo con grandi interpreti, coreografie, una storia inedita da raccontare e l’immenso patrimonio musicale del “musicante on the road” per eccellenza, l’indimenticato Pino Daniele. L’11 maggio Piazza Santa Maria La Novanel pieno centro storico di Napoli a due passi da Piazza del Gesù e da piazza Municipio – è diventata un vero e proprio “teatro” invaso da cantanti, ballerini, attori e da tanta musica: un incontro con la città, nel cuore della città, per annunciare il debutto di “MUSICANTI” a Napoli, dal 7 dicembre 2018 al Teatro Palapartenope.

Nulla è stato lasciato al caso per l’esordio ufficiale dello spettacolo, né la città – non poteva che essere il capoluogo partenopeo – né sulla scelta della location: la struttura di Fuorigrotta, infatti, ha visto nascere e crescere il talento di Pino Daniele, nella “sua casa” come amava definirla lui stesso, ha tenuto i suoi primi concerti e anche gli ultimi che lo videro protagonista di memorabili sold out. Il Palapartenope ha rappresentato per la città il luogo dove lasciarsi trasportare ed emozionare dalle canzoni di Pino, ed è qui che il suo pubblico tornerà ad emozionarsi.

La performance spin-off titolata non a caso “Musicanti ’Mmiezzo ’a via” si è svolta nei luoghi di Pino Daniele: un mini-show tra realtà e finzione in cui il coinvolgimento del pubblico è stato diretto e sentito, come solo a Napoli può accadere ancora oggi. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Napoli, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e la Municipalità II alla presenza del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, il Presidente della Municipalità II Francesco Chirico.

“Musicanti è un’opera prima con una grande “mission”, portare la musica del cantautore napoletano a confrontarsi con un nuovo linguaggio: quello dell’opera teatrale, dichiara il produttore Sergio De Angelis. Questa era un’idea mia e di Pino, di oltre venti anni fa e poi, da tre anni a questa parte, il progetto ha visto finalmente la luce”.

Raccontare il successo raggiunto da persone disabili con il linguaggio dell’Arte, ma combattere anche il fenomeno del bullismo nei confronti dei piu fragili, attraverso la vicinanza tra ragazzi abili e abili diversamente. Questi gli obiettivi della mostra itinerante, Abili oltre… in Viaggio, allestita nella Stazione Fs Mergellina, a Napoli. L’esposizione presenta 12 progetti grafici realizzati dal Laboratorio integrato di ragazzi, abili e non, del liceo artistico Enzo Rossi di Roma. Jacob Barnet, autistico di 16 anni, che sta conseguendo un master in fisica quantistica presentando un quoziente intellettivo superiore a quello di Einstein; Massimiliano Sechi, campione del mondo di giochi elettronici competitivi, focomelico privo di braccia e gambe; Simona Atzori, priva di braccia dalla nascita, che ha intrapreso con successo l’attivita’ di pittrice e ballerina classica. Sono 3 dei 12 personaggi con disabilita’, diventati famosi in vari campi come lo sport, l’arte, la tecnologia, la cultura, lo spettacolo. “La mostra ha lo scopo di affermare il valore del lavoro per tutti e la necessita’ di ripensare a una produttivita’ economica orientata all’inclusione – ha spiegato il presidente di Abili oltre, Marino D’Angelo”. “L’effetto indotto – continua il presidente – di questa vicinanza con la difficolta’ fa saltare gli schemi del bullismo. Abbiamo riscontrato che questo lavoro è la chiave di volta dal punto di vista dell’educazione per avvicinarsi ad una società che è dell’accoglienza”. Abili Oltre e’ la smart community che, con la FirstSocialLife, Adapt e Ferrovie dello Stato Italiane, ha reso possibile l’evento che a Napoli cbiude il tour dopo Milano, Torino, Roma e Reggio Calabria. Diverse le iniziative legate al progetto, come: l’allestimento di un Help Point per l’orientamento, la consulenza e l’assistenza di Start up Terzo Settore, e il progetto “Abili Oltre… in Azienda”, che prevede successivamente l’installazione della Mostra nelle sedi centrali delle maggiori imprese e aziende nazionali ed internazionali, operanti con il coinvolgimento di manager, lavoratori, stakeholder interni e esterni in un percorso di sensibilizzazione per la formazione del disabilty management. Tra i presenti, Giulio Romani, presidente First Cils.

Come guadagnare con il turismo a Napoli? Facendo pagare gli ingressi alle tante meraviglie nostrane. Castel dell’Ovo, per esempio, prevede un ingresso gratuito. E se i suoi cannoni sparassero un euro a visitatore quanto tornerebbe alla città? Va considerato che il Castello è ancora di proprietà del Demanio quindi dello Stato centrale e il Comune paga un canone di locazione per la concessione. Nel corso dei secoli, il luogo ha avuto diverse destinazioni: convento, residenza reale fortificata, prigione, fino a Castello così come appare oggi, realizzato durante il vicereame spagnolo dal 1503 fino al 1700. Se fosse un piccolo “tesoro” per la città? Quelle stanze, le celle, le scale, la terrazza: le regaliamo. Come siamo buoni. O fessi.

 

Domenica 6 maggio (con appuntamento in piazza Dante alle ore 11.00), NarteA presenta Facimmoce ‘a croce: Napoli e i suoi Altarini, itinerario teatralizzato che coniuga il percorso turistico alla pièceteatrale, mostrando la storia e l’evoluzione delle edicole votive, definite in gergo altarini. Questi tabernacoli sono espressione del culto popolare e di riconoscenza nei confronti di santi e madonne, ma pure di fede e idolatrie pagane per calciatori e cantori di quartiere.

Scritto e diretto da Febo Quercia, l’itinerario teatralizzato vede in scena Sergio Del Prete e Valeria Frallicciardi, che alterneranno le loro performance alla spiegazione della guida, conducendo il pubblico nei quartieri del centro storico di Napoli alla scoperta di quei piccoli templi, semplici luoghi di culto, dove sono sedimentate le radici antropologiche del popolo partenopeo.

Riprendendo un’espressione comune, Facimmoce ‘a croce, l’itinerario vuole essere esplicativo di quei particolari elementi di arredo urbano, presenti a Napoli già dalla seconda metà del XVI secolo, che sono ormai diventati parte integrante del tessuto abitativo, soprattutto dell’area di fondazione greco-romana: «Questa visita – spiega l’autore e regista Febo Quercia – vuole evidenziare come le edicole votive siano il segno di una tradizione e di usi ormai scomparsi, tracce di un passato storico, artistico, e religioso. Divenute ormai parti integranti del contesto cittadino, che valorizza i vicoli della nostra città, questi altarini rappresentano il bisogno che il popolo napoletano ha sempre avuto di vedere e sentire una presenza superiore a cui chiedere aiuto e protezione”».

In programma dal 18 aprile al 13 maggio presso il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, la mostra fotografica “La Napoli di Maurizio. Fotografie ed eventi sugli anni Settanta”.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Valenzi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, l’Associazione Amici di Maurizio Valenzi, e col patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Napoli, ripercorre la realtà napoletana degli anni Settanta e Ottanta attraverso gli scatti di dodici grandi fotografi: Cecilia Battimelli, Antonio Biasiucci, Francesco Paolo Cito, Fabio Donato, Luciano Ferrara, Gianni Fiorito, Gianluigi Gargiulo, Guido Giannini, Mimmo Jodice, Lucia Patalano e Sergio Riccio, Salvatore Sparavigna.
La mostra consente ai cittadini, napoletani e non, di “conoscersi” e “riconoscersi” negli scatti di quegli anni come in una sorta di  “album di famiglia” della città.  Gli anni dell’amministrazione Valenzi, dal 1975 al 1983, sono anni caratterizzati da un ritrovato fervore, dalla voglia di fare e dalla speranza di poter ricominciare e ricostruire una città migliore nonostante i tanti problemi, tra la paura della camorra e del terrorismo, e il post terremoto.
La mostra, allestita per la prima volta nel 2009 in collaborazione con la Fondazione Premio Napoli,  è arricchita oggi dalle opere dei giovani fotografi under 35 selezionati attraverso il concorso fotograficoNapoli Oggi. La giuria del concorso, composta da Vera Maone, Cecilia Battimelli e Lucia Patalano, ha scelto di premiare i lavori di: Battipede Benedetto, Calia Gerardo, Calvaruso Giulia, Cerullo Sara, D’Urzo Assunta, Esposito Luca, Lagarde Ahtziri, Morniroli Emilio, Palladino Antonio, Russo Santa.

Collegata alla mostra la campagna di crowdfunding Arapimmo ‘o Cascione, organizzata dall’Associazione Amici di Maurizio Valenzi con la piattaforma Meridonare. L’obiettivo è raccogliere € 5000,00 per finanziare la ricerca di documenti video e audio di Napoli degli anni tra il 1975 e il 1983 in archivi pubblici e privati per renderli accessibili alle nuove generazioni attraverso la loro digitalizzazione. I cittadini potranno partecipare alla campagna anche condividendo sui propri profili social con l’hashtag #arapimmocascione propri ricordi di quegli anni. Tutti i contenuti condivisi verranno poi raccolti dall’Associazione Amici di Maurizio Valenzi in un unico album.
Connessi alla mostra una serie di eventi per ripercorrere quegli anni grazie alle testimonianze dei protagonisti di quell’epoca.

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