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Borsa Italiana sceglie Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte per la terza edizione di “Rivelazioni – Finance for Fine Arts”, il progetto dedicato alla raccolta di risorse destinate al restauro delle opere presso aziende e operatori appartenenti alla comunità finanziaria nazionale e internazionale. Le prime due edizioni sono state realizzate a Milano alla Pinacoteca di Brera e a Venezia alle Gallerie dell’Accademia.

A presentare questa edizione saranno tra gli altri il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger, l’Amministratore Delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi, la Responsabile del Progetto Valentina Sidoti, l’Advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese del Museo di Capodimonte Giovanni Lombardi. nella conferenza stampa che si terrà a Napoli il 6 giugno alle 12 al Museo di Capodimonte.

Attraverso una nuova forma di mecenatismo, favorita anche dall’Art Bonus, i finanziatori che aderiscono al progetto, presenti durante la conferenza stampa nella sala della Culla (I piano), adottano un’opera tra quelle selezionate dal Museo e promosse da Borsa Italiana contribuendo alla loro restituzione a una piena fruibilità da parte del pubblico.

Quest’edizione sarà realizzata grazie all’impegno di aziende campane di ELITE, il programma internazionale  di Borsa Italiana nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita.

Sabato 26 maggio alle 12 presso il chiostro grande di Santa Maria La Nova sarà presentata la mostra collettiva dal titolo PONTICELLI  X , ideata e curata da Luca Sorbo e coordinata da Monica Aurino. E’ soprattutto un esperimento di ECOLOGIA VISIVA per vedere e far vedere. Interverranno esponenti delle associazioni di Ponticelli ed autorità del Comune e della Città Metropolitana di Napoli. Gli autori dei reportage sono: Monica Aurino, Maria Cafaro, Marco Cicala, Francesca Paola Cilento, Elisa D’Ambrose, Lidia De Campora, Giovanna Marrazzo, Marco Menduni, Marco Pescosolido. Il progetto grafico è a cura di Francesca Paola Cilento e Maurizio Avati, la responsabile dell’organizzazione è Lidia De Campora.

Martedì 5 giugno alle 16 i nove fotografi presenteranno i loro reportage. Il reportage collettivo di lungo periodo nasce per raccontare la complessità del territorio attraverso la condivisione di esperienze con le associazioni che operano nel quartiere. E’ un progetto di ascolto e attenzione che cerca attraverso la fotografia di far emergere l’identità e le contraddizioni dei luoghi.

Ponticelli è stato comune autonomo  fino al 1936. Un comune ricco, grazie alla straordinaria fertilità del terreno e alla ricchezza di acqua, combinazione questa che consentiva di avere dai 3 ai 5 raccolti l’anno. Poi è divenuto parte di Napoli ed ha avuto una drammatica trasformazione dopo il terremoto del 1980, che ha visto la costruzione di un’edilizia popolare che ha stravolto gli equilibri precedenti, creando molte tensioni e gravi problemi. Molto interessante il centro storico, che trova il suo nucleo identitario nella pregevole Cattedrale ed è documentato dalle tante cartoline d’epoca della collezione dello storico Luigi Verolino, una parte delle quali saranno in mostra.  Durante gli anni del sindaco Maurizio Valenzi è divenuta centro di molte sperimentazioni artistiche che si possono ancora ammirare nella Casa del Popolo.

Il progetto, nato dalle esperienze delle passeggiate consapevoli per conoscere e documentare la città, ha coinvolto  nove fotografi, alcuni di loro alla prima esperienza espositiva, che per un anno hanno provato a conoscere uno degli aspetti del territorio.

La fotografia è un confronto fisico, un incontro\scontro  con la realtà, obbliga l’autore ad indagare a fondo il soggetto della sua rappresentazione, obbliga a svelarne gli inganni ed i luoghi comuni e quindi l’attraversamento del territorio produce sempre risultati interessanti. Quasi tutti i partecipanti ai vari progetti hanno seguito un corso con Luca Sorbo alla Scuola di Cinema e Fotografia Pigrecoemme e, spesso, molte idee sono nate durante le esercitazioni. Questa è una tappa  intermedia di un percorso che dovrebbe avere un rapporto costante con il quartiere. A fine settembre la mostra sarà presentata alla Casa del Popolo di Ponticelli e, poi, a marzo 2019, ci sarà un’ulteriore tappa al PAN in cui sarà presentato anche il libro catalogo, per poi ritornare in modo permanente nel quartiere in una sede che dovrà essere individuata.

Dal 19 al 24 maggio, nel cortile del palazzo Fondazione Real Monte Manso di Scala,  si è tenuta i la mostra fotografica “LAB PROJECT – MODERNE VESTIGIA – POMPEI 2.0”.  Coinvolti dieci fotografi di diversa esperienza e formazione sotto la guida di Mauro Cangemi e Lino Rusciano, riconosciuti artisti dell’arte fotografica partenopea.
Il percorso espositivo ha offerto allo spettatore suggestioni metafisiche e atmosfere oniriche attraverso scatti colti sul lungomare che da Vigliena, nel quartiere San Giovanni di Napoli, conduce a Castellammare di Stabia: fabbriche vinte dalla vegetazione, dimore patrizie scheletrite dall’incuria, come villa d’Elboeuf a Portici, ossature di cemento vivificate da panorami inattesi, in “un lavoro fotografico di fascinazione e comparazione temporale”  come illustra Mauro Cangemi. Obiettivo riportare alla luce, riscoprire, come già accadde per Pompei ed Ercolano, una zona straordinariamente ricca di bellezza, nascosta sotto uno spesso strato di degrado, incuria, abbandono. Una forte denuncia, quindi,   ma anche una sfida artistica e una provocazione culturale, come spiega Lino Rusciano  “che si propone di raccontare il degrado attraverso fotografie che affascinino invece di respingere, per sollecitare la volontà di recupero delle amministrazioni pubbliche”. L’iniziativa, per la sua particolare rilevanza sociale e culturale, é stata ospitata dalla Fondazione  Real Monte Manso di Scala,  antica istituzione napoletana fondata nel 1608 per volere del Marchese di Villa Giovan Battista Manso di Scala. “Siamo particolarmente attenti ai fermenti artistici e culturali della nostra città – spiega il barone Riccardo d’Andria, governatore decano della Fondazione –  in un’ottica di restituzione e rilancio del territorio”.
64 le opere in mostra, suddivise in sottotemi che richiamano aspetti architettonici e culturali della Pompei archeologica, rielaborati in base alla sensibilità e alla curiosità dei partecipanti: Alessandra De Cristofaro, Anna Pane, Francesca Ficca, Francesca Fratta, Francesca Sincero, Ilaria Novelli,  Lucia Mugnolo, Salvatore Lanciano,  Tiziana D’Auria, Umberto Lucarelli.

Arriva domani, in esclusiva su Spotify, “Puortamecute”, il nuovo singolo di Jovine. A un anno dall’uscita dell’ultimo album, la band scopre il fascino della musica soul trap, senza abbandonare il reggae napoletano, chiave di volta del loro percorso artistico. “Puortamecute” è una sperimentazione vocale e melodica ma anche un progetto tutto nuovo, capace di mescolare insieme i linguaggi della musica con quelli della narrativa, delle arti grafiche e dello street reading. In concomitanza con l’uscita del brano, da domani 25 maggio sarà lanciato l’hashtag #Puortamecute e il reminder della data del 1 giugno, quando il videoclip del brano apparirà sul canale Youtube di Jovine. Il progetto #Puortamecute, prodotto da Massimo D’Ambra, si avvale della collaborazione con lo scrittore Luca Delgado che ha curato la narrazione della canzone attraverso le storie di quattro personaggi immerse nelle atmosfere della musica trap.

“Puortamecute” è una dichiarazione d’amore per la città di Napoli ma è anche una preghiera rivolta a chi va via dalla periferia in cui è cresciuto. Il nuovo singolo di Jovine è un racconto, cantato attraverso quattro storie diverse, ciascuna delle quali portatrice di un messaggio. Partendo da Napoli e approdando in luoghi anche molto lontani, le quattro storie propongono una panoramica sul nostro tempo, offrendo spunti per raccontare delle esperienze dell’artista nella sua città, del dramma della Terra dei Fuochi e del disagio giovanile, delle violenze di genere e degli abusi nel mondo dello spettacolo, della migrazione, dell’integrazione e dei diritti di cittadinanza.  Queste quattro storie diventeranno un omaggio di Jovine al popolo napoletano in vista del 1 giugno.

“Il progetto Jovine si è sempre distinto per la sua anima reggae, che noi continuiamo a mantenere, ma adattandoci alle nuove sonorità dei nostri tempi – racconta il cantante e musicista Valerio Jovine –. La sfida che adesso ci sentiamo di cogliere è quella di inserire messaggi forti, come il contrasto alla xenofobia e alle violenze di genere, dentro un nuovo sound. In passato, siamo stati i primi ad inserire il napoletano nel reggae; oggi proviamo a inserire il reggae e il napoletano dentro la trap. Vogliamo rivolgerci soprattutto ai ragazzi che in una città come Napoli difficilmente riescono a identificarsi e far propri determinati valori. E allora, la trap che tanto gli piace finisce per parlare di cose futili, di donne da conquistare, di soldi facili e potere. Nei quartieri popolari sembra non esserci un orizzonte né un percorso da seguire che abbia una strada tracciata. Io vengo da una periferia di Napoli, Pianura, e voglio raccontare ai ragazzi di oggi che si può scrivere un destino diverso da quello delineato dal proprio quartiere ma senza mai abbandonare l’amore per il territorio in cui si vive. Poi c’è il tema del viaggio, c’è la storia dei giovani italiani che tornano ad essere migranti per la precarietà, c’è il racconto di chi muore in Terra dei Fuochi, delle donne che subiscono abusi nel mondo dello spettacolo e degli stranieri-italiani a cui nessuno ha ancora riconosciuto la cittadinanza.  Sullo sfondo, una Napoli vera e bellissima, quella che dovremmo raccontare e portare sempre con noi, ovunque andiamo”.

Si celebrerà martedì 22 maggio, presso l’Auditorium Rai di Napoli la trentaduesima edizione della prestigiosa manifestazione culturale. Attesissima la rivelazione del super-vincitore della sezione “Ragazzi”. Il Premio Elsa Morante 2018 si svolgerà a Napoli il 22 maggio alle ore 10,30 presso l’Auditorium della Rai di Napoli. Accanto alla presidente Dacia Maraini saranno presenti alcuni dei membri della giuria: Francesco Cevasco, Enzo Colimoro, Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione), Teresa Triscari. A fare gli onori di casa sarà Francesco Pinto, Direttore del centro di produzione Rai di Napoli. La giuria e` inoltre composta da Silvia Calandrelli, Roberto Faenza, Maurizio Costanzo, Monica Maggioni, David Morante,  Gianna Nannini, Paolo Ruffini.

Durante la manifestazione si scoprira` il super-vincitore della sezione Ragazzi che sara` decretato dai circa mille studenti di scuole medie inferiori e superiori della giuria popolare. I giovani giurati, infatti, si esprimeranno sui tre libri vincitori scelti dalla giuria della Maraini, che sono: “Every child is my child: storie vere e magiche di piccola, grande felicità” di Aa.Vv., edito da Salani, per il quale sara`presente Paola Cortellesi; “Metti via quel cellulare” di Aldo Cazzullo con Rossana e Francesco Maletto Cazzullo, edito da Mondadori; “Picciridda” di Catena Fiorello, edito da Giunti.

Sul palco poi si alterneranno i vincitori delle altre sezioni del Morante: Luciano Stella che vince il Premio Elsa Morante Cinema per aver prodotto il film d’animazione “La Gatta Cenerentola”; i Foja, band napoletana composta da Dario Sansone, Giovanni Schiattarella, Ennio Frongillo, Giuliano Falcone, Luigi Scialdone che riceveranno il Premio Elsa Morante Musica per il brano “A chi appartieni”, colonna sonora della stessa Gatta Cenerentola; David Gramiccioli che ricevera` il Premio Elsa Morante Teatro “Dar voce ad Elsa Morante”. L’attore interpreterà un passo di un’opera di Elsa Morante, l’Addio de “Il mondo salvato dai ragazzini”, di cui ricorre il cinquantennale della pubblicazione.

Dopo i premi dello spettacolo, sarà la volta del Premio Elsa Morante “Morantiano”, dedicato ad autori che si siano occupati della Morante, che sarà consegnato allo scrittore e critico francese René De Ceccatty, per la biografia,  “Elsa Morante”, edita da  Tallandier. A consegnargli il premio sarà Jean-Paul Seytre, console di Francia e direttore dell’Institut français de Naples, partner dell’evento; Il premio “Nisida-Roberto Dinacci”, in collaborazione col carcere minorile di Nisida, dove il Premio ha fondato una biblioteca e i cui ragazzi, guidati dall’insegnante Maria Franco, fanno parte della giuria popolare del Morante. Il Morante-Nisida va a Gianluca Guida, direttore dell’IPM, per il lavoro culturale fatto nell’arco degli ultimi dieci anni, con la pubblicazione di un libro all’anno; Infine, Premio Elsa Morante per la Saggistica andra`a Gabriella Turnaturi per il libro “Non resta che l’amore” pubblicato da Il Mulino.

Nell’ambito del Morante quest’anno sara` inaugurata una nuova sezione dedicata alle creazioni culinarie a cura dell’Accademia Medeaterranea e Sire – Ricevimenti d’Autore, il Medeaterranea Award. Cinque studenti in enogastronomia prepareranno altrettante pietanze ispirate ai titoli dei libri di Dacia Maraini. La giornata culturale proseguira` da Sire – Ricevimenti di autore, all interno della Mostra D’Oltremare, dove, alle ore 17,00, si terrà la presentazione di “Tre donne” (Rizzoli), l’ultimo libro di Dacia Maraini, che lo racconterà intervistata da Tjuna Notarbartolo. Con loro due grandi attrici che leggeranno alcuni brani del testo: Cristina Donadio e Veronica Mazza. Il Premio Elsa Morante, testata dell’Associazione Culturale Premio Elsa Morante onlus, è coordinato da Iki Notarbartolo e Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, ed è realizzato insieme ad un Comitato Organizzatore presieduto da Antonio Parlati, vicedirettore del Centro Produzione Rai di Napoli. La manifestazione è patrocinata dalla Rai, Radiotelevisione italiana, media partner dell’evento, e si avvale del sostegno di Sire, Accademia Medeaterranea, Officine Grafiche F Giannini & Figli, Casa Ascione, Librerie Raffaello, DinAmiche, Ranieri Impiantistica. Si avvale, inoltre, della partnership con l’European Cultural Centre La Dante di Cambridge.

Per parlar bene di Napoli solitamente i vip hanno intascato soldi. Giusto forse, inutile probabilmente. E’ accaduto in passato a testimonial di campagne regionali come Licia Colò, Alessandro Cecchi Paone o Dario Vergassola. Ci hanno messo la faccia per rilanciare una terra la cui immagine era offuscata dai rifiuti. Se è servito, solo il popolo sovrano può dirlo. Sta di fatto che c’è anche chi lo ha fatto semplicemente facendo il suo mestiere di divulgatore culturale, Alberto Angela, i cui documentari su Napoli tanta pubblicità hanno fatto alle bellezze partenopee. L’Italia ha scoperto tesori che non conosceva: potenza della tv e di chi sa farla. Presto Angela jr sarà cittadino onorario di Napoli. Lo ha deciso il sindaco Luigi de Magistris dopo una petizione di cittadini sensibili alla causa meridionalista. (Suslov)

Verrà portata in scena sui più prestigiosi palcoscenici d’Italia a partire dal prossimo dicembre “MUSICANTI”, un’opera teatrale che supera i confini dell’opera stessa, un musical oltre il musical, un vero e proprio spettacolo con grandi interpreti, coreografie, una storia inedita da raccontare e l’immenso patrimonio musicale del “musicante on the road” per eccellenza, l’indimenticato Pino Daniele. L’11 maggio Piazza Santa Maria La Novanel pieno centro storico di Napoli a due passi da Piazza del Gesù e da piazza Municipio – è diventata un vero e proprio “teatro” invaso da cantanti, ballerini, attori e da tanta musica: un incontro con la città, nel cuore della città, per annunciare il debutto di “MUSICANTI” a Napoli, dal 7 dicembre 2018 al Teatro Palapartenope.

Nulla è stato lasciato al caso per l’esordio ufficiale dello spettacolo, né la città – non poteva che essere il capoluogo partenopeo – né sulla scelta della location: la struttura di Fuorigrotta, infatti, ha visto nascere e crescere il talento di Pino Daniele, nella “sua casa” come amava definirla lui stesso, ha tenuto i suoi primi concerti e anche gli ultimi che lo videro protagonista di memorabili sold out. Il Palapartenope ha rappresentato per la città il luogo dove lasciarsi trasportare ed emozionare dalle canzoni di Pino, ed è qui che il suo pubblico tornerà ad emozionarsi.

La performance spin-off titolata non a caso “Musicanti ’Mmiezzo ’a via” si è svolta nei luoghi di Pino Daniele: un mini-show tra realtà e finzione in cui il coinvolgimento del pubblico è stato diretto e sentito, come solo a Napoli può accadere ancora oggi. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Napoli, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e la Municipalità II alla presenza del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, il Presidente della Municipalità II Francesco Chirico.

“Musicanti è un’opera prima con una grande “mission”, portare la musica del cantautore napoletano a confrontarsi con un nuovo linguaggio: quello dell’opera teatrale, dichiara il produttore Sergio De Angelis. Questa era un’idea mia e di Pino, di oltre venti anni fa e poi, da tre anni a questa parte, il progetto ha visto finalmente la luce”.

Raccontare il successo raggiunto da persone disabili con il linguaggio dell’Arte, ma combattere anche il fenomeno del bullismo nei confronti dei piu fragili, attraverso la vicinanza tra ragazzi abili e abili diversamente. Questi gli obiettivi della mostra itinerante, Abili oltre… in Viaggio, allestita nella Stazione Fs Mergellina, a Napoli. L’esposizione presenta 12 progetti grafici realizzati dal Laboratorio integrato di ragazzi, abili e non, del liceo artistico Enzo Rossi di Roma. Jacob Barnet, autistico di 16 anni, che sta conseguendo un master in fisica quantistica presentando un quoziente intellettivo superiore a quello di Einstein; Massimiliano Sechi, campione del mondo di giochi elettronici competitivi, focomelico privo di braccia e gambe; Simona Atzori, priva di braccia dalla nascita, che ha intrapreso con successo l’attivita’ di pittrice e ballerina classica. Sono 3 dei 12 personaggi con disabilita’, diventati famosi in vari campi come lo sport, l’arte, la tecnologia, la cultura, lo spettacolo. “La mostra ha lo scopo di affermare il valore del lavoro per tutti e la necessita’ di ripensare a una produttivita’ economica orientata all’inclusione – ha spiegato il presidente di Abili oltre, Marino D’Angelo”. “L’effetto indotto – continua il presidente – di questa vicinanza con la difficolta’ fa saltare gli schemi del bullismo. Abbiamo riscontrato che questo lavoro è la chiave di volta dal punto di vista dell’educazione per avvicinarsi ad una società che è dell’accoglienza”. Abili Oltre e’ la smart community che, con la FirstSocialLife, Adapt e Ferrovie dello Stato Italiane, ha reso possibile l’evento che a Napoli cbiude il tour dopo Milano, Torino, Roma e Reggio Calabria. Diverse le iniziative legate al progetto, come: l’allestimento di un Help Point per l’orientamento, la consulenza e l’assistenza di Start up Terzo Settore, e il progetto “Abili Oltre… in Azienda”, che prevede successivamente l’installazione della Mostra nelle sedi centrali delle maggiori imprese e aziende nazionali ed internazionali, operanti con il coinvolgimento di manager, lavoratori, stakeholder interni e esterni in un percorso di sensibilizzazione per la formazione del disabilty management. Tra i presenti, Giulio Romani, presidente First Cils.

Come guadagnare con il turismo a Napoli? Facendo pagare gli ingressi alle tante meraviglie nostrane. Castel dell’Ovo, per esempio, prevede un ingresso gratuito. E se i suoi cannoni sparassero un euro a visitatore quanto tornerebbe alla città? Va considerato che il Castello è ancora di proprietà del Demanio quindi dello Stato centrale e il Comune paga un canone di locazione per la concessione. Nel corso dei secoli, il luogo ha avuto diverse destinazioni: convento, residenza reale fortificata, prigione, fino a Castello così come appare oggi, realizzato durante il vicereame spagnolo dal 1503 fino al 1700. Se fosse un piccolo “tesoro” per la città? Quelle stanze, le celle, le scale, la terrazza: le regaliamo. Come siamo buoni. O fessi.

 

Domenica 6 maggio (con appuntamento in piazza Dante alle ore 11.00), NarteA presenta Facimmoce ‘a croce: Napoli e i suoi Altarini, itinerario teatralizzato che coniuga il percorso turistico alla pièceteatrale, mostrando la storia e l’evoluzione delle edicole votive, definite in gergo altarini. Questi tabernacoli sono espressione del culto popolare e di riconoscenza nei confronti di santi e madonne, ma pure di fede e idolatrie pagane per calciatori e cantori di quartiere.

Scritto e diretto da Febo Quercia, l’itinerario teatralizzato vede in scena Sergio Del Prete e Valeria Frallicciardi, che alterneranno le loro performance alla spiegazione della guida, conducendo il pubblico nei quartieri del centro storico di Napoli alla scoperta di quei piccoli templi, semplici luoghi di culto, dove sono sedimentate le radici antropologiche del popolo partenopeo.

Riprendendo un’espressione comune, Facimmoce ‘a croce, l’itinerario vuole essere esplicativo di quei particolari elementi di arredo urbano, presenti a Napoli già dalla seconda metà del XVI secolo, che sono ormai diventati parte integrante del tessuto abitativo, soprattutto dell’area di fondazione greco-romana: «Questa visita – spiega l’autore e regista Febo Quercia – vuole evidenziare come le edicole votive siano il segno di una tradizione e di usi ormai scomparsi, tracce di un passato storico, artistico, e religioso. Divenute ormai parti integranti del contesto cittadino, che valorizza i vicoli della nostra città, questi altarini rappresentano il bisogno che il popolo napoletano ha sempre avuto di vedere e sentire una presenza superiore a cui chiedere aiuto e protezione”».

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