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La Campania Music Commission (CMC) sceglie il 21 giugno, data che celebra la Festa della Musica, per presentare i componenti del suo Comitato Scientifico.

Anche il luogo dell’incontro è significativo: la straordinaria cornice delle Scuderie di Palazzo San Severo (Piazza San Domenico Maggiore), il laboratorio creativo del Maestro Lello Esposito, autore del logo della CMC, dove verranno presentati i componenti del comitato alla presenza, tra gli altri, di alcuni dei protagonisti dell’industria musicale e produttiva campana e nazionale, oltre che delle istituzioni.

“La CMC è una associazione privata – spiega l’avvocato di diritti d’autore, presidente e promotore dell’associazione, Ferdinando Tozzi – che nasce con lo scopo di creare un ‘Hub’ della musica e fare della Campania la prima Regione della Musica; anche con una rete di servizi e strutture che tendano a valorizzare, aiutare, e consigliare chiunque si voglia avvicinare al mondo discografico e all’intero comparto. La Campania Music Commission intende fra l’altro affiancare le major nazionali ed internazionali facendo così da anello di congiunzione tra le diverse realtà del settore, quella locale campana, quella nazionale e oltre confine. Il significativo sviluppo dei fermenti artistici – continua Tozzi – che investe il territorio, implica una sempre maggiore esigenza di valorizzare in modo coordinato quelle professionalità e proposte musicali che attualmente, per le caratteristiche stesse del mercato, stentano a trovare una possibilità di espansione oltre i propri circuiti di riferimento”.

La Campania Music Commission sarà dunque supportata da un proprio Comitato Scientifico, costituito da figure rilevanti del mondo accademico e dell’industria culturale, al fine di individuare strategie utili per il consolidamento del comparto musicale in Campania, per attrarre investimenti e incentivare lo sviluppo delle produzioni musicali e delle iniziative emergenti insieme a tutta la filiera di riferimento, tenendo conto delle significative trasformazioni in atto sia sul piano economico e culturale che tecnologico.

Borsa Italiana sceglie il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli insieme per la terza edizione del progetto “Rivelazioni-Finance for Fine Arts” per il restauro di otto opere. A presentare questa edizione oggi il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, la responsabile del progetto Valentina Sidoti, l’advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese del Museo di Capodimonte, Giovanni Lombardi. Questa edizione è realizzata grazie all’impegno di aziende campane di Elite, il programma internazionale di Borsa Italiana spa nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita. In particolare sette aziende hanno già adottato cinque opere: D&D Italia spa adotta Adorazione dei pastori di Giovan Battista Salvi; Protom adotta Natività di Luca Signorelli; Cartesar adotta La Cantatrice di Bernardo Cavallino; Epm adotta Adorazione del bambino di Michelangelo Anselmi; Pasell, Graded e Tecno adottano Ritratto di Pier Luigi Farnese di Tiziano Vecellio. Grazie a un accordo tra Borsa Italiana e Museo e Real Bosco di Capodimonte, è stata promossa la raccolta di risorse destinate al restauro delle opere presso aziende e operatori appartenenti alla comunità finanziaria nazionale e internazionale. Attraverso una nuova forma di mecenatismo, favorita anche dall’Art Bonus, i finanziatori che aderiscono al progetto adotteranno un’opera tra quelle selezionate dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e promosse da Borsa Italiana contribuendo alla loro restituzione e alla piena fruibilità da parte del pubblico.
Il progetto messo a punto da Borsa Italiana consente di ottimizzare il meccanismo di raccolta fondi attraverso la proposta di più opere con costi di restauro differenti, facilitando la relazione tra mecenate e museo e semplificando le modalità di donazione. Borsa Italiana, inoltre, promuoverà il progetto presso il proprio network nazionale e internazionale. Le opere restaurate saranno esposte presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte e, ove possibile, presso Big-Borsa italiana gallery, lo spazio espositivo all’interno di Palazzo Mezzanotte, la storica sede di Borsa Italiana a Milano. “Borsa Italiana -spiega Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana- è da sempre impegnata nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e vede nel sostegno al nostro patrimonio artistico uno strumento essenziale per lo sviluppo economico e per il rilancio del Paese. Il lancio di questa nuova edizione del progetto ‘Rivelazioni’ con il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli segna un ulteriore passo in avanti nell’efficace collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo di un moderno mecenatismo a favore della valorizzazione dei beni culturali”. “Le aziende del made in Italy -sottolinea Valentina Sidoti, responsabile del progetto Finance for Finance Arts- sono un mix unico di creatività e competenze molto legato alla nostra tradizione culturale e artistica. Abbiamo creato una piattaforma che mette in relazione partner con culture diverse, dai musei, alle aziende alle istituzioni con l’obiettivo di promuovere e facilitare il percorso verso il sostegno finanziario dei restauri di opere pubbliche”.
“La giornata di oggi -commenta Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte- con Borsa Italiana apre, spero, una nuova era per Capodimonte. Sono stato sempre convinto, infatti, che il futuro delle nostre grandi istituzioni museali non possa rimanere solo a carico dello Stato ma vada condiviso con tutti i cittadini, le imprese e il genio imprenditoriale italiano”. “Il Museo di Capodimonte -afferma Giovanni Lombardi, advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese del Museo- è un orgoglio per Napoli e per l’intero Paese ed è un bene dell’umanità, e sono contento che Borsa Italiana abbia scelto di realizzare qui la terza edizione di Rivelazioni. Questo progetto ha un valore importante per pmi, le quali possono offrire un grande contributo alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale, in una logica di investimento sostenibile per l’azienda e per il Paese. Rivelazioni semplifica la relazione tra azienda e museo, aggiungendo valore ad entrambi i soggetti, dimostrando di essere una piattaforma ottimale per le attività di mecenatismo delle pmi”. Queste le opere selezionate dal Museo e Real Bosco di Capodimonte: Tiziano Vecellio, ritratto di Pier Luigi Farnese, Giovan Battista Salvi, Adorazione dei Pastori, Claude Lorrain, Paesaggio con la ninfa Egeria.
“Con l’impegno assunto per il restauro del quadro di Tiziano Vecellio, Graded, assieme ad altre imprese napoletane impegnate nel programma Elite di Borsa Italiana, ha voluto contribuire all’avvio in Campania di nuovi modelli virtuosi di gestione culturale – dice Vito Grassi, amministratore unico di Graded –. La responsabilità sociale per un’azienda si traduce anche nella cura del territorio e, dunque, nella valorizzazione del suo patrimonio artistico. Ci auguriamo che questo progetto, in una fase in cui è sempre più difficile reperire risorse per la cultura e gli investimenti sono ben al di sotto della media europea, sia soltanto l’inizio di un mecenatismo diffuso fra imprese e organizzazioni culturali. Un approccio nuovo che veda la cultura come ricchezza e patrimonio comune da valorizzare. Penso a nuove sinergie e progetti di coproduzione e co-progettazione diffusa fra privato, pubblico ed enti culturali, che facciano sì che aziende e fondazioni culturali siano sintonizzate sulla stessa lunghezza d’onda, riducendo i gap esistenti anche fra realtà di settori diversi, rendendo sovrapponibili i linguaggi e le dinamiche anche più divergenti”. Presenti alla conferenza stampa per Graded, Ludovica Landi e Federico Grassi.

Le opere di Misericordia di Caravaggio diventanno otto con la rivisitazione del maestro Oliviero Rainaldi. La presentazione in anteprima all’Iqos Embassy di Napoli  – concept store dedicato ai dispositivo smoke free che scalda il tabacco senza bruciarlo, ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International – durante un live talk con l’artista nell’ambito del progetto Iqos Artime, ciclo di incontri ideato e condotto da Guido Talarico. “Abbiamo presentato in anteprima un evento eccezionale per la città di Napoli, l’iniziativa artistica del 18 luglio che vedrà protagonista Oliviero Rainaldi al Pio Monte della Misericordia. Lo spirito è coniugare epoche diverse unite dall’innovazione, Napoli usa l’arte contemporanea in maniera sapiente”, così Talarico. “La mia opera è nata dalla volontà di una collaborazione scientifica tra Università Roma Tre e il Pio Monte della Misericordia. Ho provato ad aggiungere qualcosa di importante facendo passare da sette a otto le Opere della Misericordia”, ha spiegato Rainaldi.

 

“A Napoli in questo momento si respira la stessa aria artistica di Milano, le due città più vive d’Italia anche se con modalità diverse”, ha aggiunto l’artista. Rainaldi ha presentato, con immagini e video, una sua opera realizzata ad hoc per Napoli: ‘Le otto opere di Misericordia’, rivisitazione di uno dei più grandi capolavori di Caravaggio, Le Sette opere di Misericordia (1607). Il lavoro sarà visibile al pubblico dal 18 luglio al 20 settembre 2018 presso la chiesa Pio Monte della Misericordia dove oggi è conservato il dipinto del Merisi. L’intento di Rainaldi è completare – come se la sua opera fosse l’estensione naturale profusa dalla luce del quadro – il lavoro del Caravaggio, caricandolo di ulteriori segni mistici e profondi significati. In bilico tra sacro e profano, misticismo e indagine sulla natura umana, la scultura realizzata per l’esposizione partenopea si ispira a quella fiamma simbolo dello Spirito, citando la torcia che compare al centro della tela del Caravaggio che troneggia nell’abside della Chiesa. Nell’occasione presentato anche il nuovo dispositivo 2.4 Plus, terza generazione che dopo aver conquistato oltre 5 milioni di fumatori adulti nel mondo, propone nuove prestazioni per regalare l’esperienza del tabacco, scaldato e non bruciato, per un futuro senza fumo.

Il 5 Giugno l’Embassy di Napoli ospiterà l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri legato all’arte organizzato da InsideArt. L’IQOS Artime vedrà come ospite d’eccezione il pittore e scultore italiano Oliviero Rainaldi, uno dei massimi esponenti contemporanei nazionali ed internazionali di scultura. La serata sarà un excursus tra le sue opere partendo dal ben più celebre Caravaggio, questo per confrontare classico e contemporaneo e creare un sillogismo con IQOS. L’artista sarà presente dal vivo e sarà il perno del talk. Tra le opere che hanno reso celebre in Italia Rainaldi abbiamo la statua di Papa Giovanni in piazzale dei Cinquecento a Roma (fuori Stazione Termini).

Un moderno volto blu con un cassetto aperto al posto della bocca, una chiave e una lunga lingua, certamente libera da schemi, è il manifesto di CUT, il festival che racconta la poesia in musica e la musica in poesia. Un progetto unico nel suo genere che vede la città di Napoli per 4 giorni contenitore contemporaneo di poesia e musica, due arti che si vanno a mescolare negli 8 appuntamenti che vedono protagonisti nazionali ed internazionali interpretarle.  “CUT, il container di poesia e musica”, si svolgerà a Napoli dal  31 maggio al 3 giugno nelle splendide sale del complesso di San Domenico Maggiore. Quattro giorni scadenzati con doppi appuntamenti tra letture, incontri, concerti, proiezioni,
performance, spettacoli di livello internazionale in un continuo dialogo tra i due linguaggi che condurranno il pubblico ad un confronto e ad un approccio non convenzionale con la poesia. Trenta gli artisti, tra scrittori e musicisti, scrittori prestati alla musica e musicisti prestati alla scrittura.  L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Alfonso Gatto, che opera sul territorio campano spingendo e promuovendo la cultura e le contaminazioni tra queste due
arti, patrimonio del nostro territorio. Ideatore e fondatore della Fondazione e della rassegna Cut è Filippo Trotta. La direzione artistica invece è affidata a Giorgio Sica.

Il pomeriggio del 31 la manifestazione apre la lunga maratona con la poesia,  con un  progetto unico. Undici artisti tra scrittori e musicisti si uniranno creando e presentando in anteprima l’ “Antologia della nuova poesia napoletana”, una raccolta di scritti inediti che daranno vita ad un volume. Questa la squadra: Francesco Di Bella, Carmen Gallo,Guido Maria Grillo, Gianni Montieri, Luca O’ Zulù Persico, Angelo Petrella, Eleonora Rimolo, Dario Sansone, Giorgio Sica, Alessio Sollo, Gianni Valentino.
In serata, nel Refettorio, ad esibirsi saranno poi i Musica Nuda, che per l’occasione
riproporranno alcuni brani tratti dall’album “ Leggera” ispirati dai testi di Italo Calvino, e ad aprire
l’appuntamento musicale sarà la giovane  cantautrice Alessandra Tumolillo.
Il primo giugno sarà la volta di “Incontri di poesia” con Mariano Bàino e Ferdinando Tricarico/Melopoetry Ensemble, due tra gli esponenti più significativi della “corrente” identificabile proprio con l’unione delle due arti, poesia e musica, e il connubio tecnico
metrico con la musica. Alle 21.30 tre i concerti, Francesco Verrone
introdurrà quelli di Sophie Auster, cantautrice e poetessa newyorkese e quello di
Brittany Anjou, la polistrumentista di Seattle che con il suo trio presenterà il progetto di “jazz
irregolare”.

Il 2 giugno in occasione della festa della Repubblica il Festival si arricchirà di più momenti. Uno
celebrativo, fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, dal titolo “
Letture in musica per la Festa della Repubblica”. Nel pomeriggio  Milvia Marigliano
leggerà alcuni brani di scrittori che hanno avuto un valore civile molto significativo: Alfonso Gatto,
Pierpaolo Pasolini, Leonardo Sciascia e Enzo Moscato. La lettura sarà accompagnata da momenti
musicali eseguiti da Danilo Rossi, Stefano Bezzicheri.
A seguire, ritornando alla programmazione base del Festival, ad allietare il pubblico saranno i poeti
Gianni Solla e Massimiliano Mazzei per poi lasciare spazio alla musica carioca, con l’attesissimo
concerto, ore 21:30, Sala Refettorio, con Pedro Sa, Luana Carvalho, Domenico Lancellotti. Ad
aprire il concerto Aliante + Andrea Cassese.

Il 3 giugno, giorno conclusivo della rassegna, alle ore 18, sarà proiettato il film “ Gatta
Cenerentola” di Dario Sansone e a seguire alle 21.30, al Refettorio a salire sul palco saranno
Messina Signorile feat. Simona Boo, Zulù + Polina.
CUT è un appuntamento che pone al centro del proprio essere questo continuo dialogo tra i
generi, e non poteva che non svolgersi nella città di Salvatore di Giacomo, Ferdinando Russo e
Libero Bovio, personalità che incarnano perfettamente la complessa complementarità tra poesia e
musica. Il festival nell’analizzare i linguaggi e soprattutto le emozioni vuole essere, infine, un reale
punto di riferimento per la promozione di giovani scrittori e musicisti, grande patrimonio culturale
della città di Napoli e del nostro Paese.

“ CUT – spiega Filippo Trotta, – è il festival che si propone di esplorare ed analizzare i punti di
contatto e le interazioni dinamiche tra musicisti e poeti e tra due generi che da sempre hanno
dialogato ed interagito, proponendo una lettura originale ed innovativa. L’elemento centrale è
sicuramente la poesia e l’idea è quella di portare alla luce il processo creativo che da sempre
anima la reciproca influenza tra musicisti e poeti”.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di
Napoli ed è inserita nel “ Maggio dei Monumenti”.

Borsa Italiana sceglie Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte per la terza edizione di “Rivelazioni – Finance for Fine Arts”, il progetto dedicato alla raccolta di risorse destinate al restauro delle opere presso aziende e operatori appartenenti alla comunità finanziaria nazionale e internazionale. Le prime due edizioni sono state realizzate a Milano alla Pinacoteca di Brera e a Venezia alle Gallerie dell’Accademia.

A presentare questa edizione saranno tra gli altri il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger, l’Amministratore Delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi, la Responsabile del Progetto Valentina Sidoti, l’Advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese del Museo di Capodimonte Giovanni Lombardi. nella conferenza stampa che si terrà a Napoli il 6 giugno alle 12 al Museo di Capodimonte.

Attraverso una nuova forma di mecenatismo, favorita anche dall’Art Bonus, i finanziatori che aderiscono al progetto, presenti durante la conferenza stampa nella sala della Culla (I piano), adottano un’opera tra quelle selezionate dal Museo e promosse da Borsa Italiana contribuendo alla loro restituzione a una piena fruibilità da parte del pubblico.

Quest’edizione sarà realizzata grazie all’impegno di aziende campane di ELITE, il programma internazionale  di Borsa Italiana nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita.

Sabato 26 maggio alle 12 presso il chiostro grande di Santa Maria La Nova sarà presentata la mostra collettiva dal titolo PONTICELLI  X , ideata e curata da Luca Sorbo e coordinata da Monica Aurino. E’ soprattutto un esperimento di ECOLOGIA VISIVA per vedere e far vedere. Interverranno esponenti delle associazioni di Ponticelli ed autorità del Comune e della Città Metropolitana di Napoli. Gli autori dei reportage sono: Monica Aurino, Maria Cafaro, Marco Cicala, Francesca Paola Cilento, Elisa D’Ambrose, Lidia De Campora, Giovanna Marrazzo, Marco Menduni, Marco Pescosolido. Il progetto grafico è a cura di Francesca Paola Cilento e Maurizio Avati, la responsabile dell’organizzazione è Lidia De Campora.

Martedì 5 giugno alle 16 i nove fotografi presenteranno i loro reportage. Il reportage collettivo di lungo periodo nasce per raccontare la complessità del territorio attraverso la condivisione di esperienze con le associazioni che operano nel quartiere. E’ un progetto di ascolto e attenzione che cerca attraverso la fotografia di far emergere l’identità e le contraddizioni dei luoghi.

Ponticelli è stato comune autonomo  fino al 1936. Un comune ricco, grazie alla straordinaria fertilità del terreno e alla ricchezza di acqua, combinazione questa che consentiva di avere dai 3 ai 5 raccolti l’anno. Poi è divenuto parte di Napoli ed ha avuto una drammatica trasformazione dopo il terremoto del 1980, che ha visto la costruzione di un’edilizia popolare che ha stravolto gli equilibri precedenti, creando molte tensioni e gravi problemi. Molto interessante il centro storico, che trova il suo nucleo identitario nella pregevole Cattedrale ed è documentato dalle tante cartoline d’epoca della collezione dello storico Luigi Verolino, una parte delle quali saranno in mostra.  Durante gli anni del sindaco Maurizio Valenzi è divenuta centro di molte sperimentazioni artistiche che si possono ancora ammirare nella Casa del Popolo.

Il progetto, nato dalle esperienze delle passeggiate consapevoli per conoscere e documentare la città, ha coinvolto  nove fotografi, alcuni di loro alla prima esperienza espositiva, che per un anno hanno provato a conoscere uno degli aspetti del territorio.

La fotografia è un confronto fisico, un incontro\scontro  con la realtà, obbliga l’autore ad indagare a fondo il soggetto della sua rappresentazione, obbliga a svelarne gli inganni ed i luoghi comuni e quindi l’attraversamento del territorio produce sempre risultati interessanti. Quasi tutti i partecipanti ai vari progetti hanno seguito un corso con Luca Sorbo alla Scuola di Cinema e Fotografia Pigrecoemme e, spesso, molte idee sono nate durante le esercitazioni. Questa è una tappa  intermedia di un percorso che dovrebbe avere un rapporto costante con il quartiere. A fine settembre la mostra sarà presentata alla Casa del Popolo di Ponticelli e, poi, a marzo 2019, ci sarà un’ulteriore tappa al PAN in cui sarà presentato anche il libro catalogo, per poi ritornare in modo permanente nel quartiere in una sede che dovrà essere individuata.

Dal 19 al 24 maggio, nel cortile del palazzo Fondazione Real Monte Manso di Scala,  si è tenuta i la mostra fotografica “LAB PROJECT – MODERNE VESTIGIA – POMPEI 2.0”.  Coinvolti dieci fotografi di diversa esperienza e formazione sotto la guida di Mauro Cangemi e Lino Rusciano, riconosciuti artisti dell’arte fotografica partenopea.
Il percorso espositivo ha offerto allo spettatore suggestioni metafisiche e atmosfere oniriche attraverso scatti colti sul lungomare che da Vigliena, nel quartiere San Giovanni di Napoli, conduce a Castellammare di Stabia: fabbriche vinte dalla vegetazione, dimore patrizie scheletrite dall’incuria, come villa d’Elboeuf a Portici, ossature di cemento vivificate da panorami inattesi, in “un lavoro fotografico di fascinazione e comparazione temporale”  come illustra Mauro Cangemi. Obiettivo riportare alla luce, riscoprire, come già accadde per Pompei ed Ercolano, una zona straordinariamente ricca di bellezza, nascosta sotto uno spesso strato di degrado, incuria, abbandono. Una forte denuncia, quindi,   ma anche una sfida artistica e una provocazione culturale, come spiega Lino Rusciano  “che si propone di raccontare il degrado attraverso fotografie che affascinino invece di respingere, per sollecitare la volontà di recupero delle amministrazioni pubbliche”. L’iniziativa, per la sua particolare rilevanza sociale e culturale, é stata ospitata dalla Fondazione  Real Monte Manso di Scala,  antica istituzione napoletana fondata nel 1608 per volere del Marchese di Villa Giovan Battista Manso di Scala. “Siamo particolarmente attenti ai fermenti artistici e culturali della nostra città – spiega il barone Riccardo d’Andria, governatore decano della Fondazione –  in un’ottica di restituzione e rilancio del territorio”.
64 le opere in mostra, suddivise in sottotemi che richiamano aspetti architettonici e culturali della Pompei archeologica, rielaborati in base alla sensibilità e alla curiosità dei partecipanti: Alessandra De Cristofaro, Anna Pane, Francesca Ficca, Francesca Fratta, Francesca Sincero, Ilaria Novelli,  Lucia Mugnolo, Salvatore Lanciano,  Tiziana D’Auria, Umberto Lucarelli.

Arriva domani, in esclusiva su Spotify, “Puortamecute”, il nuovo singolo di Jovine. A un anno dall’uscita dell’ultimo album, la band scopre il fascino della musica soul trap, senza abbandonare il reggae napoletano, chiave di volta del loro percorso artistico. “Puortamecute” è una sperimentazione vocale e melodica ma anche un progetto tutto nuovo, capace di mescolare insieme i linguaggi della musica con quelli della narrativa, delle arti grafiche e dello street reading. In concomitanza con l’uscita del brano, da domani 25 maggio sarà lanciato l’hashtag #Puortamecute e il reminder della data del 1 giugno, quando il videoclip del brano apparirà sul canale Youtube di Jovine. Il progetto #Puortamecute, prodotto da Massimo D’Ambra, si avvale della collaborazione con lo scrittore Luca Delgado che ha curato la narrazione della canzone attraverso le storie di quattro personaggi immerse nelle atmosfere della musica trap.

“Puortamecute” è una dichiarazione d’amore per la città di Napoli ma è anche una preghiera rivolta a chi va via dalla periferia in cui è cresciuto. Il nuovo singolo di Jovine è un racconto, cantato attraverso quattro storie diverse, ciascuna delle quali portatrice di un messaggio. Partendo da Napoli e approdando in luoghi anche molto lontani, le quattro storie propongono una panoramica sul nostro tempo, offrendo spunti per raccontare delle esperienze dell’artista nella sua città, del dramma della Terra dei Fuochi e del disagio giovanile, delle violenze di genere e degli abusi nel mondo dello spettacolo, della migrazione, dell’integrazione e dei diritti di cittadinanza.  Queste quattro storie diventeranno un omaggio di Jovine al popolo napoletano in vista del 1 giugno.

“Il progetto Jovine si è sempre distinto per la sua anima reggae, che noi continuiamo a mantenere, ma adattandoci alle nuove sonorità dei nostri tempi – racconta il cantante e musicista Valerio Jovine –. La sfida che adesso ci sentiamo di cogliere è quella di inserire messaggi forti, come il contrasto alla xenofobia e alle violenze di genere, dentro un nuovo sound. In passato, siamo stati i primi ad inserire il napoletano nel reggae; oggi proviamo a inserire il reggae e il napoletano dentro la trap. Vogliamo rivolgerci soprattutto ai ragazzi che in una città come Napoli difficilmente riescono a identificarsi e far propri determinati valori. E allora, la trap che tanto gli piace finisce per parlare di cose futili, di donne da conquistare, di soldi facili e potere. Nei quartieri popolari sembra non esserci un orizzonte né un percorso da seguire che abbia una strada tracciata. Io vengo da una periferia di Napoli, Pianura, e voglio raccontare ai ragazzi di oggi che si può scrivere un destino diverso da quello delineato dal proprio quartiere ma senza mai abbandonare l’amore per il territorio in cui si vive. Poi c’è il tema del viaggio, c’è la storia dei giovani italiani che tornano ad essere migranti per la precarietà, c’è il racconto di chi muore in Terra dei Fuochi, delle donne che subiscono abusi nel mondo dello spettacolo e degli stranieri-italiani a cui nessuno ha ancora riconosciuto la cittadinanza.  Sullo sfondo, una Napoli vera e bellissima, quella che dovremmo raccontare e portare sempre con noi, ovunque andiamo”.

Si celebrerà martedì 22 maggio, presso l’Auditorium Rai di Napoli la trentaduesima edizione della prestigiosa manifestazione culturale. Attesissima la rivelazione del super-vincitore della sezione “Ragazzi”. Il Premio Elsa Morante 2018 si svolgerà a Napoli il 22 maggio alle ore 10,30 presso l’Auditorium della Rai di Napoli. Accanto alla presidente Dacia Maraini saranno presenti alcuni dei membri della giuria: Francesco Cevasco, Enzo Colimoro, Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione), Teresa Triscari. A fare gli onori di casa sarà Francesco Pinto, Direttore del centro di produzione Rai di Napoli. La giuria e` inoltre composta da Silvia Calandrelli, Roberto Faenza, Maurizio Costanzo, Monica Maggioni, David Morante,  Gianna Nannini, Paolo Ruffini.

Durante la manifestazione si scoprira` il super-vincitore della sezione Ragazzi che sara` decretato dai circa mille studenti di scuole medie inferiori e superiori della giuria popolare. I giovani giurati, infatti, si esprimeranno sui tre libri vincitori scelti dalla giuria della Maraini, che sono: “Every child is my child: storie vere e magiche di piccola, grande felicità” di Aa.Vv., edito da Salani, per il quale sara`presente Paola Cortellesi; “Metti via quel cellulare” di Aldo Cazzullo con Rossana e Francesco Maletto Cazzullo, edito da Mondadori; “Picciridda” di Catena Fiorello, edito da Giunti.

Sul palco poi si alterneranno i vincitori delle altre sezioni del Morante: Luciano Stella che vince il Premio Elsa Morante Cinema per aver prodotto il film d’animazione “La Gatta Cenerentola”; i Foja, band napoletana composta da Dario Sansone, Giovanni Schiattarella, Ennio Frongillo, Giuliano Falcone, Luigi Scialdone che riceveranno il Premio Elsa Morante Musica per il brano “A chi appartieni”, colonna sonora della stessa Gatta Cenerentola; David Gramiccioli che ricevera` il Premio Elsa Morante Teatro “Dar voce ad Elsa Morante”. L’attore interpreterà un passo di un’opera di Elsa Morante, l’Addio de “Il mondo salvato dai ragazzini”, di cui ricorre il cinquantennale della pubblicazione.

Dopo i premi dello spettacolo, sarà la volta del Premio Elsa Morante “Morantiano”, dedicato ad autori che si siano occupati della Morante, che sarà consegnato allo scrittore e critico francese René De Ceccatty, per la biografia,  “Elsa Morante”, edita da  Tallandier. A consegnargli il premio sarà Jean-Paul Seytre, console di Francia e direttore dell’Institut français de Naples, partner dell’evento; Il premio “Nisida-Roberto Dinacci”, in collaborazione col carcere minorile di Nisida, dove il Premio ha fondato una biblioteca e i cui ragazzi, guidati dall’insegnante Maria Franco, fanno parte della giuria popolare del Morante. Il Morante-Nisida va a Gianluca Guida, direttore dell’IPM, per il lavoro culturale fatto nell’arco degli ultimi dieci anni, con la pubblicazione di un libro all’anno; Infine, Premio Elsa Morante per la Saggistica andra`a Gabriella Turnaturi per il libro “Non resta che l’amore” pubblicato da Il Mulino.

Nell’ambito del Morante quest’anno sara` inaugurata una nuova sezione dedicata alle creazioni culinarie a cura dell’Accademia Medeaterranea e Sire – Ricevimenti d’Autore, il Medeaterranea Award. Cinque studenti in enogastronomia prepareranno altrettante pietanze ispirate ai titoli dei libri di Dacia Maraini. La giornata culturale proseguira` da Sire – Ricevimenti di autore, all interno della Mostra D’Oltremare, dove, alle ore 17,00, si terrà la presentazione di “Tre donne” (Rizzoli), l’ultimo libro di Dacia Maraini, che lo racconterà intervistata da Tjuna Notarbartolo. Con loro due grandi attrici che leggeranno alcuni brani del testo: Cristina Donadio e Veronica Mazza. Il Premio Elsa Morante, testata dell’Associazione Culturale Premio Elsa Morante onlus, è coordinato da Iki Notarbartolo e Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, ed è realizzato insieme ad un Comitato Organizzatore presieduto da Antonio Parlati, vicedirettore del Centro Produzione Rai di Napoli. La manifestazione è patrocinata dalla Rai, Radiotelevisione italiana, media partner dell’evento, e si avvale del sostegno di Sire, Accademia Medeaterranea, Officine Grafiche F Giannini & Figli, Casa Ascione, Librerie Raffaello, DinAmiche, Ranieri Impiantistica. Si avvale, inoltre, della partnership con l’European Cultural Centre La Dante di Cambridge.

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