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Redazione di FAN

La Juventus non meritava l’ultimo scudetto. Chi lo dice? La Scienza, il diritto nello specifico. In un libro che sta facendo molto discutere. Il regolamento non è stato applicato, è la tesi di fondo. Potremmo essere d’accordo, anzi lo siamo. Ci permettiamo solo di sperare che tale approccio legalitario venga applicato a Napoli in tanti campi, così da migliorare come comunità. Il calcio può fare molto, a partire dal Napoli sta montando finalmente una coscienza collettiva ed un filone filomeridionalista che possa far valere le nostre ragioni (cp).

 

Di seguito la nota di presentazione del volume:

Ci sono numerose e documentate decisioni arbitrali illegittime alla base della vittoria della Juventus del Campionato di Calcio di Serie A 2017-2018. È la tesi, con tanto di dimostrazioni giuridiche, contenutanel volume“Campionato di Calcio e Stato di Diritto”(Editoriale Scientifica)a cura diGuido Clemente di San Luca, professore ordinario di Diritto Amministrativo all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Si tratta diun lavoro collettaneo di un gruppo di autorevoli giuristi (dal magistrato Catello Marescaal penalista Giuliano Balbi) che analizza i più significativi profili di illegittimità nello svolgimento dell’ultimo campionato di calcio. “Il fenomeno calcio ha assunto una enorme rilevanzasociale ed economica – spiega Guido Clemente di San Luca- ed il suo svolgersi presenta problemi chehanno evidenti riflessi giuridici: questi vanno analizzati con serietà, anche perché rappresentano un prezioso indicatore di quel che sta accadendo in generale nella società e nelle istituzioni”. Il libro sarà presentato venerdì 23 Novembre alle ore 15.30, in anteprima nazionale, all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, con gli interventi di Raffaele Cantone,presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione,Filippo Patroni Griffi, presidente del Consiglio di Stato,Amerigo Restucci, già Rettore dell’Università IUAV di Venezia e dello scrittoreMaurizio De Giovanni, autore di numerosi libri anche di ispirazione calcistica (da “Storie azzurre” a “Il resto della settimana”). Ad aprire la riflessione su“Calcio e diritto: il rispetto delle regole nell’era del VAR” saranno cinque Rettori delle Università Campane:Lucio d’Alessandro,Rettore dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, Alberto Carotenuto,Rettore dell’Università degli Studidi Napoli Parthenope,Filippo De Rossi,Rettore dell’Università degli Studi del Sannio,Gaetano Manfredi,Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II,Giuseppe Paolisso,Rettore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.Per discutere di“Libertà d’informazione e diritto ad essere informati nel racconto del calcio”, che èuno dei temi specifici affrontati nel libro, ci sarà l’intervento del giornalistaPaolo Chiariello, direttore di Juorno.it, che ha seguito per Sky TG 24 e Sky Sport il processo ordinario di Calciopoli. Saranno presenti, insieme con il curatore del volume,Guido Clemente di San Luca, gli altri autori dei saggi contenuti nel libro:Giuliano Balbi,Roberto Barbieri,Claudio Botti,Vittorio Dini,Catello Maresca,Silver Mele,Francesco Pinto,Angelo Scala,Guido Trombetti,Carlo Venditti.

Da Cagliari – Juventus al ‘celebre’ Inter – Juventus con Orsato: l’analisi scientifica di quattro partite simbolo degli errori arbitrali dell’ultimo Campionato

“Nel volume, tra le altre cose, viene effettuata “la ricognizione delle norme regolamentari che sovrintendono al gioco (Regolamento del gioco del calcioeProtocolloVAR), soffermandosi analiticamente sulla loro morfologia giuridica per verificare criticamente la loro concreta applicazione da parte degli arbitri, in esercizio talvolta di attività più o meno vincolata, talaltra di attività caratterizzata da discrezionalità tecnica. L’esame, facilitato da tavole esplicative comprensibili anche da chi di diritto non s’intende, dimostra la illegittimità delle decisioni scrutinate, e si conclude avanzando il dubbio sulla liceità dei comportamenti assunti da alcuni arbitri, dubbio che risulta non infondato in base alla dimostrazione della palese ed inspiegabile illegittimità delle loro scelte. Vengono specificamente analizzate quattro partite esemplari dello scorso campionato: Cagliari-Juventus(6 gennaio 2018),Fiorentina-Juventus(9 febbraio 2018), Lazio-Juventus (4 marzo 2018) eInter-Juventus (28 aprile 2018), conla dimostrazione giuridicamente scientifica che un corretto utilizzo del VAR avrebbe potuto sovvertire l’esito di quelle partite e quindi dell’intero campionato”.

Presentazione del volume: le ragioni scientifiche e accademiche alla base del lavoro: l’insegnamento sulle regole uguali per tutti – Estratti dall’introduzione al volume di Guido Clemente di San Luca

“Mosso dalla passione azzurra, avvertendo la frustrazione derivante dalla delusione per l’andamento dell’ultimo campionato di calcio e dalla forte sensazione che ciò non fosse avvenuto correttamente, un gruppo di studiosi ha provato ad interrogarsi, in maniera rigorosamente tecnico-scientifica, su alcune questioni di fondo che investono il contesto regolativo del gioco più bello del mondo.L’esame obiettivo e scrupoloso della morfologia delle norme del Regolamento del gioco del calcioe del Protocollo VAR,e l’analisi critica della loro applicazione, rientrano perfettamente fra i compiti istituzionali di chi studia ed insegna il diritto nelle Università, pubbliche o private che siano, alla stessa stregua di quel che concerne un qualunque altro oggetto di disciplina giuridica: dalla P.A. al mercato, dall’ambiente alla sanità, dall’industria al lavoro,dalla scuola ai beni culturali, al turismo, e così via. Il calcio ha acquisito ormai una significativa crucialità, fino al punto che il suo racconto ben può ritenersi servizio pubblico in senso oggettivo, anche perché il fenomeno investe molteplici e svariati profili di criticità dell’ordinamento generale: i principi di legalità e di separazione dei poteri, il rispetto della legge e delle sentenze, la libertà d’informazione, il diritto ad essere correttamente informati. Del resto – e veniamo alla seconda ragione della genesi del volume -oggi è sempre più difficile insegnare agli studenti di Giurisprudenza, perché avvertono nel profondo che l’applicazione delle regole è diseguale in favore dei più forti. Persino nel campionato di calcio. E rivendicano, fra gli altri, pure il diritto a un calcio ‘regolare’. I professori fanno molta fatica a convincere gli studenti che debbono conservare la fiducia nelle istituzioni, perché si sentono sempre più privati della speranza. Sono convinti che non ci sia niente da fare. Sono rassegnati ad accettare un mondo in cui il diritto si pratica effettivamente solo se fa comodo ai potenti. Vedono che pure nel calcio le regole non sono applicate in modo eguale, favorendosi i più forti senza rimedi praticabili, e finiscono per concludere che lo studio del diritto e delle istituzioni sia utile soprattutto in funzione del guadagno realizzabile, in modo, cioè, da poterlo mettere al servizio di chi paga meglio, per essere aiutato ad eludere o a violare la legge”.

Gli insegnamenti di Calciopoli e la differenza tra illegittimità edilliceità delle decisioni arbitrali

Clemente di San Luca conclude il suo saggio spiegando che va contrastato il luogo comune secondo cui“per fare affermazioni come quelle esposte nel volume ci vogliono le prove. Non è affatto vero. Una cosa è rilevare i fatti illegittimi – come qui si è fatto – altra cosa è rinvenirne le cause.Un osservatore ‘neutrale’, studioso o giornalista, che rileva un fenomeno illegittimo ha il dovere deontologico di segnalarlo, potendo solo supporne le cause”. Spetterebbe, poi, agli organi giurisdizionali preposti avviare le indagini sulle eventuali cause illecite di questi comprovati fatti illegittimi e “stabilire se ed eventualmente come ci sia stato dolo nel favorire la Juventus, non spetta allo studioso, ma al giudice (penale o sportivo che sia)”.Molto interessante su questo tema, la riflessione nel contributo del magistrato Catello Maresca, sugli insegnamenti, o come meglio spiega sui ‘non insegnamenti’, della vicenda Calciopoli. In conclusione secondo quanto emerge dal volume appare intellettualmente disonesto minimizzare la disapplicazione del diritto nel calcio, giustificando la vittoria della Juventus nell’ultimo campionato con la superiorità in campo. Perchése è un campionato è stato oggettivamente falsato dall’applicazione illegittima delle sue regole, anche il verdetto del campo risulta alterato.

La musica e i personaggi che hanno scritto la storia del Cinema al Club Partenopeo Sabato 17 novembre ore 23:30 per l’evento: MARKETT Movie.  Un tributo ai personaggi del cinema realizzato dal format che sta conquistato l’Italia, e che riaccende le sue vetrine nella città partenopea, reduce dal successo della nuova apertura a Napoli.

Il Markett dei personaggi più eccentrici della notte, in questo week end avrà come topic principe la musica e i personaggi che hanno scritto la storia del cinema mondiale e regalato tante emozioni ad appassionati cinefili, e non solo. Le emozionanti colonne sonore dei film incontreranno i personaggi del format, insieme alla consolle per eccellenza, composta dal noto vocalist Christian Key e da due djs d’eccezione come Caiano e Mya. Fiore all’occhiello dell’evento sarà, ancora una volta, la nuova location: il Club Partenopeo, spazio che da questa stagione si è trasformato in polo di aggregazione socio-culturale.

L’evento prende vita in 4 momenti salienti, fulcro dell’evento che a Napoli ha registrato un numero significativo di pubblico che ogni sabato ha preso parte allo show che celebra miti della cultura pop internazionale.

Le fasi del sano divertimento di Markett sono:

L’ Accoglienza, in cui le persone attraversano un percorso costruito da scenografie e performer.

Lo show, il momento clou con cui viene presentato il tema della serata con effetti performer e colpi di scena unici.

Il contest, dove tutti i partecipanti del concorso on line possono essere i protagonisti per una notte nelle nostre vetrine!

The voice Markett, il momento di chiusura dove la musica fa il suo corso in modo super coinvolgente e canterino passando I microfoni alla platea, rendendola protagonista.

Torna la Notte Bianca a Caserta dopo undici anni, sabato 8 dicembre dalle ore 19:00 alle 03:00 presso le piazze principali di Caserta: Piazza Vanvitelli, Piazza Duomo, Piazza Margherita, Piazza Correra, Corso Triste, Piazza Marconi e Piazza Ruggero. La manifestazione è “rinata” grazie all’opera di un gruppo di ardimentosi casertani che ha creduto fermamente nella validità di questa simpatica kermesse ricca di iniziative interessanti. La manifestazione è stata organizzata dal comune di Caserta in collaborazione con l’Avv. Giampiero Menditto e il suo comitato giovani Caserta.

La Notte Bianca di Caserta avrà come protagonisti, oltre agli spettatori, molti artisti locali e di livello nazionale, e sarà impreziosita da vari stand eno-gastronomici. Il comitato Giovani & Caserta, capitanati dall’Avv. Gian Piero Menditto, che già aveva partecipato attivamente all’organizzazione della Notte Bianca a Caserta undici anni fa, sta dando vita a un evento che Caserta attendeva da tempo.

 

Direttamente dagli Usa, giovedì 8 novembre alle ore 23:00, il dj e producer internazionale Hector Romero risponde alla chiamata del ROW Club, infrasettimanale del centro di Napoli. Romero, icona dell’house music, sbarca a Napoli per una serata indimenticabile. Ritrovo ormai per i giovani clubbers e amanti della buona musica, il Row Club per la seconda stagione diventa palcoscenico di buona musica. Romero si esibirà durante il party “CALL_Answertheparty” che è un appuntamento fisso tutti di giovedì sera in città.

Hector Romero, classe 1970 è nato nel Bronx, NY. Muove i primi passi a 13 anni, miscelando latin dance hip hop ed house ai party che si organizzavano per strada. Soprannominato “Baby Hec” mixa per i clubs La Mirage ed il Devils Nest, locali frequentati anche dall’amico Louie Vega, e successivamente si sposta nei leggendari Save The Robot, The Red Zone, Palladium e Roxy.  Nel ’94 Hector entra a far parte, grazie a Judy Weinstein del Def Mix dando man forte per lanciare la Definity Records di cui diventa label manager.  Dj, producer, remixer ha lavorato nelle maggiori città europee ed americane raggiungendo una vasta notorietà, anche con i tours della Def Mix e fondando insieme all’amico e collega Satoshi Tomiie la SAW Recordings.

Napoli, la penisola iberica e l’America Latina. Un legame sempre più forte che va avanti non solo grazie al calcio ma anche a nobili iniziative come il premio “Quaderni Ibero Americani”, la rassegna letteraria giunta alla VI edizione, curata da Patricia Martelli e promossa dall’omonima, più antica e prestigiosa rivista italiana di ispanistica “Quaderni Ibero Americani” e da Ambito cultural de El Corte Inglés, con il sostegno dell’Hotel Excelsior e Argenio Napoli – Fornitore Real Casa Borbonica e il patrocinio del Comune di Napoli.

Il premio, che per la terza volta ha fatto tappa a Napoli, quest’anno ha incoronato vincitore lo scrittore e giornalista Bruno Arpaia.

Scrivere i propri romanzi è un’esperienza unica, che ti precipita nelle più nere depressioni e ti esalta quando imbrocchi una pagina decente. E’ un lavoro totale, senza interstizi, una delle poche cose in grado di farti perdere la nozione del tempo. La crisi del mercato editoriale e dei giornali colpisce duro. Si fa sempre più fatica. Non è soltanto un mio problema individuale ma coinvolge molti colleghi scrittori, autori di best-seller e che spesso non sono più in grado di lavorare ai loro libri, con una grave perdita di bibliodiversità. Un danno per tutti, scrittori e lettori”, ha sottolineato Arpaia.

Premi speciali allo scrittore uruguaiano Milton Fornaro, agli artisti Ughetta Parisio e Davide Carnevale, alla diplomatica Amarilis Gutiérrez Graffe e allo scrittore e supertifoso del Napoli Maurizio De Giovanni: il suo “I bastardi di Pizzofalcone” ha ispirato la serie tv che sta spopolando in Rai.

Napoli è la più sudamericana delle città italiane e per noi napoletani ricevere un premio conferito dalla Rivista Quaderni Ibero Americani è veramente un grande onore. Sono felicissimo di essere qui, non sarei mancato per niente al mondo soprattutto perché il premio di questa VI edizione è stato conferito a Bruno Arpaia, un traduttore di straordinaria sensibilità e grande intelligenza”, ha aggiunto De Giovanni.

La giuria presieduta da Alfredo Conde ha conferito anche il Premio Jolanda Beccaris a Virginia Attanasio Cinque e il Premio Paolo Tomasi a Enrico Panini, neo vicesindaco di Napoli.

Un’edizione straordinaria che ha riscosso tanto successo – ha commentato soddisfatta Patricia Martelli – Abbiamo in cantiere alcune novità per il VII premio che illustreremo al momento opportuno per rinsaldare i rapporti tra Napoli, la penisola iberica e il Sudamerica”.

Da oggi 31 ottobre al 7 novembre il Centro Sub Campi Flegrei ha organizzato la II edizione di Archeo Camp,  rassegna di archeologia subacquea, che si concluderà il giorno 7 novembre con una tavola rotonda sul tema:  “Il Parco Archeologico Sommerso di Baia come driver per lo sviluppo territoriale. Il turismo archeologico subacqueo prospettive di sviluppo”, presso il Rione Terra a Pozzuoli alla quale parteciperanno i sindaci dei Comune Flegrei, Il direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il responsabile dell’Area ricerca e tutela dell’AMP di Baia, il Direttore del Nucleo per gli interventi di Archeologia Subacquea ISCR, ICA MIBAC, Studiosi, professionisti, imprenditori ed associazioni di categoria. Tanta la curiosità per scoprire chi sarà quest’anno la persona che negli anni si è contraddistinto per le attività svolte nell’area sommersa dei Campi Flegrei e si aggiudicherà  l’ambito premio “ULISSE di BAIA”. Durante la tavola rotonda saranno presentati dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del MIBAC, dalla 3D Research spin off dell’Università della Calabria, i risultati del Progetto Europeo H2020  I-MAREculture della ricostruzione in virtuale della Città Sommersa di Baia ed in particolare della Villa a Protiro. Indossando un caschetto per la Realtà Virtuale, si potrà osservare come appare oggi la villa  e, grazie alle tecnologie della computer grafica, ritornare indietro nel tempo per apprezzare come la villa poteva appariva nel II secolo dopo Cristo.

Superare una certa legittima ingenuità giornalistica legati ai fatti di cronaca locale per creare un mix esplosivo capace di dar vita in nuce ad un nuovo genere letterario. Sembra questo il principio che muove ‘Cancellare la città’, il romanzo di Marco Aragno per la serie antologica ‘Wildword’ edizioni Transeuropa. Partire dal basso, anzi dalle bassezze dei giorni nostri – caccia all’immigrato, vento sovranista, fake news, politica che invade ogni campo soffocando la libertà – per provare a librarsi in aria, volare alto, verso la fanta-politica più che la fantascienza. Nella Terra di Fuochi (ah quindi esiste ancora?!) si registrano una serie di incendi, la morte di una ragazza e la conseguente rappresaglia contro i rom. In mezzo, un giornalista che ha scritto una bufala di cui cerca di autoconvincersi. La bugia (ah quindi i giornalisti hanno un’etica e un’anima?!) lo tormenta fino alla fine della storia. Questo il plot in sintesi senza spoiler. Ciò che sorprende è il soffermarsi sui dettagli, sulla descrizione degli odori, sulle scene tratteggiate come in una sapiente sceneggiatura cinematografica. ‘Cancellare la città’ appare come un instant book, denso di paure che vengono trasmesse al lettore, per cogliere le caratteristiche del tempo che stiamo vivendo. Vale a dire la post-verità? E quale sarebbe la verità? Meglio perdersi nella fantasia reale. Come se la serie ‘Black mirror’ diventasse un libro.

Il Markett che offre sensazioni, emozioni e, soprattutto, i personaggi più eccentrici della night life: questa la mission dell’evento nato e vissuto a Napoli ma ormai pronto ad entrare nei club di tutta Italia.

Un format? Uno show? Un party? Markett è tutto questo, e molto di più, tanto da portare all’interno del mondo del clubbing e della night life spettacolo, musica di qualità e performance mai viste prima.

Un evento che mira a rompere la “la quarta parete” tra performer e pubblico e che rende protagonisti tutti coloro che hanno voglia di entrare in vetrina.

Dopo il successo della stagione 2017-2018, Markett è pronto a sbarcare in tutta Italia: eventi a Palermo, Napoli, Roma, Milano a breve e presto in tutto il Paese.

L’evento prende vita in 4 momenti salienti.

L’ Accoglienza, in cui le persone attraversano un percorso costruito da scenografie e performer.

Lo show, il momento clou con cui viene presentato il tema della serata con effetti performer e colpi di scena unici.

Il contest, dove tutti i partecipanti del concorso on line possono essere i protagonisti per una notte nelle nostre vetrine!

The voice Markett, il momento di chiusura dove la musica fa il suo corso in modo super coinvolgente e canterino passando I microfoni alla platea, rendendola protagonista.

“Quest’anno lo show sarà ancora più coinvolgente e innovativo rispetto a quello della scorsa stagione” spiega Giovanni Setola, art director del format.

 

Il Club Partenopeo riapre le porte al suo pubblico e si trasforma puntando sull’essenza del proprio naming, composto dalle parole chiave Club: di respiro internazionale e associabile ad eventi, musica, intrattenimento e Partenopeo: tradizionale ma intrisa di storia, cultura, passione e solarità.

“L’obiettivo di questa stagione e potenziare gli aspetti positivi del clubbing partenopeo promuovendo ancora una volta eventi musicali di qualità, sana aggregazione e, soprattutto, promozione del brand “partenopeo”, ovvero Napoli e le sue innumerevoli bellezze e aspetti positivi. Il club proporrà alle associazioni e movimenti che lavorano per promuovere e tutelare la napoletanità di usufruire del club per diffondere le proprie iniziative, esponendo materiale informativo e spiegando al pubblico, prima degli eventi, il proprio operato attraverso interventi o presentazioni digitali. Napoli, spesso mortificata da chi non conosce la città e dalle terribili fake news, ha bisogno di essere sostenuta! E noi, attraverso questa iniziativa, intendiamo dare una mano costruttiva al percorso di promozione culturale delle capitale del Sud. Se è vero che le rivoluzioni si fanno ridendo, allora si possono fare anche ballando, stando assieme e condividendo il sano divertimento: punto fondamentale della nostra filosofia del clubbing” – affermano i nuovi organizzatori che lanciano una proposta innovativa che fonde musica e intrattenimento con la promozione della napoletanità”, informa una nota.

Nelle ultime stagioni il Club ha ospitato djs e guest stars internazionali e italiane, che hanno portato a Napoli la migliore musica house, techno ed elettronica del momento, senza trascurare una nutrita selezioni di musica dal vivo, e ospiti anche dello scenario latino.

Nicky Jam, The Martinez Brothers, Nina Kraviz, Solomun, Gué Pequeno, Nto, David Morales, Jamie Jones, Seth Troxler, Jerry Calà, Maurizio Filisdeo, questi nomi sono solo alcuni degli artisti di fama nostrana ed internazionale che hanno calcato il palco del Club Partenopeo.

 

 

 

 

 

 

 

Cambiare, dare valore al proprio talento e scoprire attitudini della propria personalità nascosti. Sono questi i pilastri su cui poggia il progetto ‘Back to Work: Donne, lavoro e la voglia di cambiare in meglio’, iniziativa dedicata all’empowerment femminile e di supporto al reinserimento nel mondo del lavoro. L’Iqos Embassy di Napoli ha ospitato l’ultima tappa del progetto, promosso da Piano C, realtà no profit di riferimento nel settore, Elle Active! e Philip Morris Italia. Si è discusso soprattutto di Diversity & Inclusion, con le testimonianze di Stefania Brancaccio, Vice Presidente dell’azienda napoletana Coelmo e Roberta Francavilla, Direttrice Risorse Umane Unilever Napoli, professioniste che si sono affermate, ignorando preconcetti su genere in contesti lavorativi ancora prettamente maschili. Brancaccio ha sottolineato che «il futuro di ognuno di noi è legato al nostro coraggio: il coraggio di assumersi la diretta responsabilità di realizzare una vita piena; il coraggio di superare la paura dei propri limiti; il coraggio di mantenere e difendere, anche con forza, la propria identità di donna». Per Francavilla “l’empowerment femminile è da considerarsi un asset fondamentale per la crescita di ogni business, da perseguire lato aziende grazie a tutti gli strumenti utili ad ottimizzare il tempo delle donne e andare incontro alle loro esigenze». «La diversità, l’inclusione e il cambiamento sono temi sui quali ci impegniamo con attenzione e responsabilità – ha detto Natasa Milosevic, Direttrice Marketing Philip Morris Italia –. Vogliamo trasformare completamente il nostro business, per dare vita a un futuro senza fumo, grazie a prodotti come IQOS che sostituiscano il prima possibile le sigarette. Per questo è fondamentale intraprendere un percorso di radicale trasformazione culturale anche all’interno della nostra azienda, puntando su una maggiore inclusione delle donne come leva del cambiamento». Ma in cosa consiste il programma Back to Work?  «Molte donne tendono a cercare lavoro ripercorrendo strade già note, senza osare cambiare rotta – ha spiegato Sofia Borri, Direttrice Generale di Piano C – Con questo progetto vogliamo aiutare le donne a pensare a loro stesse come a un patrimonio di talento, esperienza e personalità da valorizzare e di mettere al centro delle loro scelte professionali la voglia di essere felici, gratificate e parte attiva del tessuto produttivo». ‘Cambiare si può’ è il tema della prossima edizione di Elle Active! che si terrà il 10 e 11novembre 2018 presso l’Università Bicocca di Milano. Il forum, dedicato al lavoro delle donne e ai temi dell’empowerment femminile è giunto alla sua terza edizione in Italia. – ha spiegato Elena Mantaut, direttice di ELLE – lo scorso anno ha coinvolto oltre 5000 donne che hanno preso parte a circa 1000 appuntamenti, tra workshop formativi, interventi di relatori e istituzioni,  attività di consulenza, mentoring e formazione». Attraverso un sistema di valutazione verrà poi redatta una lista di 30 candidate che parteciperanno a una giornata di formazione e a un ulteriore livello di selezione da cui uscirà la rosa delle 5 finaliste. Queste ultime saranno presentate al Forum Elle Active! del 10 e 11 novembre presso l’Università Bicocca di Milano e inizieranno un percorso di riprogettazione professionale a Piano C della durata di 4 mesi, tra novembre 2018 e febbraio 2019.

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