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Redazione di FAN

Il Trasporto Aereo in Campania, come nell’intero Paese, sta attraversando una crisi senza precedenti, ormai l’intero comparto è in ginocchio. Lo scalo di Napoli Capodichino nel 2019 ha fatto registrare il record di passeggeri con 11 milioni, “purtroppo ad oggi siamo ancora molto lontani dai volumi di traffico che consentano il pieno utilizzo delle maestranze e non si ha certezza di quando si tornerà a volare ai livelli degli anni precedenti. Il 2020 ha visto un calo di passeggeri di oltre il 70% rispetto all’anno precedente e si spera che nel 2021 si possa recuperare parte del ritardo del 2020 anche se i primi mesi dell’anno registrano punte di decremento oltre il 90% rispetto all’inizio dello scorso anno”, sottolinea una nota del segretario generale della Fit Cisl Alfonso Langella insieme al responsabile regionale Trasporto Aereo Ugo Milone. “Nessuna azienda si è salvata dal terribile anno che ci lasciamo alle spalle, ma le aziende che hanno subito il maggiore effetto della crisi sono sicuramente quelle di Handling, le quali hanno visto diminuire il loro fatturato oltre il 75%, ma grazie al senso responsabilità di tutti si è riusciti a gestire una situazione già di per sè complicata. Gli ammortizzatori sociali hanno aiutato fino ad oggi e ci auguriamo che possano continuare a garantire una sussistenza retributiva in attesa che ritorni la fiducia nel volare e si possa riprendere a lavorare”, aggiungono. Altra nota dolente, la crisi delle manutenzioni aeronautiche. Per tutti questi motivi, il 25 febbraio la Fit Cisl Campania prenderà parte alla capillare campagna di informazione e sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni, degli Stakeholder e dell’opinione pubblica, che la Fit Cisl nazionale ha organizzato su tutto il territorio Italiano. 

Grande affluenza nella prima giornata di screening rapidi del Progetto Satwork, tenutasi a Benevento presso l’Area Asi di Ponte Valentino, che si rivolge ad utenti appartenenti ad Insediamenti Urbani ed a Comunità Produttive situate in Aree in “divario infrastrutturale e digitale” che necessitano di interventi sul posto per tenere sotto controllo l’evoluzione dell’epidemia da Coronavirus attraverso l’eventuale identificazione precoce dell’infezione.Durante la sessione di Screening, svoltasi grazie al laboratorio mobile sono stati effettuati sia dei Rapid Test immunocromatografici per la determinazione qualitativa degli anticorpi IgM e IgG da Covid-19 (su sangue periferico) e sia dei Rapid Test immunocromatografici per la rilevazione qualitativa dell’antigene SARS-CoV-2 (in campioni da tampone nasofaringeo ed espettorato). Alla fine della prima giornata sono stati rilevati 2 soggetti positivi al Rapid Test sugli anticorpi IgM/IgG (per la precisione sono stati rilevati, per entrambi i soggetti, gli anticorpi IgG).I kit diagnostici sono stati forniti dalla Technogenetics che, da oltre 30 anni, opera nel campo dell’immunodiagnostica e della genetica molecolare ed è specializzata nella ricerca & sviluppo di test diagnostici e dispositivi medici IVD, con uno specifico know-how nell’ambito delle malattie infettive, autoimmunità e dei disordini cromosomici.“L’impegno della Cattedra Unesco della ‘Federico II’ – afferma la professoressa Annamaria Colao, Chairholder della Cattedra – nella promozione della cultura della salute in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile si rispecchia pienamente nelle azioni e negli obiettivi che il progetto SATWORK intende perseguire. L’uso della tecnologia e degli strumenti che i diversi partner di progetto hanno deciso di utilizzare, consentirà di raggiungere le aree interne della Campania ed aumentare la consapevolezza dell’importanza della prevenzione e dei giusti comportamenti per prevenire il contagio tra i cittadini”.Gli fa eco il Prof. Ivan Gentile di Malattie Infettive dell’Università ‘Federico II’ di Napoli e membro dello staff della Cattedra Unesco: “La possibilità di portare sul territorio un’offerta gratuita di test per diagnosticare l’infezione da SARS-CoV-2 e stadiare la malattia COVID-19 ha notevoli ripercussioni per la salute dei cittadini. Da una parte, infatti, la diagnosi precoce rappresenta un’arma potente per prevenire possibili focolai all’interno di luoghi di lavoro, dall’altro essa è strumento importante per il contact-tracing e quindi per tutelare per la salute pubblica”.“Il progetto SATWORK rappresenta una novità importante nel panorama delle diverse iniziative in corso per monitorare l’evoluzione dell’epidemia da COVID-19 – asserisce Roberto Tartaglia Polcini, amministratore delegato della Mapsat.  “SATWORK – prosegue Tartaglia Polcini -, infatti coniuga, intelligentemente, soluzioni tecnologiche innovative per il trattamento e la trasmissione dei dati di salute, con l’utilizzo – smart, sostenibile ed efficiente – di kit molto affidabili, per l’esecuzione di Test Rapidi anticorpali ed antigenici per la rilevazione del Coronavirus”.“Con SATWORK le aziende Partner del progetto (Kell, Euro.soft, MAPSAT) intendono fornire un servizio operativo sul territorio, per accompagnare – in sicurezza e serenità – le comunità produttive e sociali delle nostre aree interne verso il completamento della campagna di vaccinazione su larga scala”, conclude.

Covid, parte domani da Benevento il progetto di screening rapidi ‘Satwork’*

Parte domani da Benevento il progetto “SATWORK” che si svilupperà nella Regione Campania. “SATWORK” si rivolge principalmente ad utenti appartenenti ad Insediamenti urbani ed a Comunità Produttive situate in Aree in DIGITAL & INFRASTRUCTURAL DIVIDE che necessitano di interventi sul posto per tenere sotto controllo l’evoluzione dell’epidemia da Coronavirus attraverso l’eventuale identificazione precoce dell’infezione da COVID 19.“SATWORK”, acronimo per “Safe AT WORK”, prevede l’allestimento di un Laboratorio mobile, dotato di tecnologie SATCOM e NAVSAT, per la realizzazione di campagne di screening rapidi sul Covid-19 in aree interessate da divario digitale ed infrastrutturale, nella fase di ripresa delle attività produttive e sociali dell’emergenza italiana. Il Laboratorio Mobile sarà un veicolo opportunamente configurato per la tipologia di attività che dovrà ospitare, e sarà dotato di sistemi di telecomunicazione satellitare per la comunicazione – in tempo reale – del personale medico operativo sul campo. I primi 6 interventi sono previsti presso siti del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Benevento nelle seguenti date:- 19, 20 e 25 gennaio 2021- 2, 3 e 8 febbraio 2021Il numero totale di “missioni” previste dal progetto sono 32.Il progetto è finanziato dall’ESA (European Space Agency) nell’ambito del programma “Space in Response to COVID-19 – Outbreak in Italy ed ha come partner industriali Kell srl, Euro.Soft e Srl Mapsat Srl. partner Scientifico la Cattedra Unesco – Federico II “Educazione alla Salute e allo sviluppo sostenibile” ed infine, i partner tecnologici Technogenetics S.r.l. e GeneGis GI S.r.l.

Un contributo a fondo perduto ai ristoratori che inseriscono nel proprio menù una sezione dedicata al regime alimentare ipocalorico, ma anche prodotti tipici del territorio con particolare riferimento al Carnevale e alla tradizione palmese.

È questo il senso dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di Palma Campania, che ha pubblicato un bando di concorso per lo sviluppo dell’offerta del turismo enogastronomico del Comune.

L’obiettivo è incentivare le imprese palmesi che, attive nell’ambito enogastronomico, concorrono a creare la rete turistica incentrata sui cibi tipici della tradizione di Palma Campania senza dimenticare la corretta alimentazione e la salute.

Possono beneficiare del contributo comunale le imprese che svolgono la propria attività sul territorio di Palma Campania nell’ambito dell’enogastronomia (ristoranti, pizzerie, paninoteche e pub, rosticcerie e tavola calda): basta consultare il bando pubblicato sul sito dell’ente e presentare la domanda entro la fine del mese di gennaio

“Si tratta di un importante strumento di promozione del territorio, attivato grazie all’impegno dell’assessore Luigi Albano: proseguiamo sulla strada della valorizzazione delle nostre eccellenze”, è il commento del sindaco Nello Donnarumma.

La pandemia ha mostrato i limiti del Servizio sanitario nazionale e regionale sui quali occorre intervenire per migliorare l’intero sistema di assistenza. Tra le criticità emerse durante l’emergenza, il ricorso parziale alla medicina territoriale: è necessario affiancare ai medici di famiglia strutture intermedie, assistenza domiciliare efficiente, ma anche ospedali più moderni per costruire un modello di ‘sanità circolare’. Su questo presupposto si fonda il dibattito che verrà alimentato dal webinar ‘La pandemia da Covid-19: ripensare la sanità territoriale’ – organizzato dal Dipartimento di Scienze Sociali, Università Federico II, nell’ambito delle attività dei Master di I e II livello sul management sanitario e sociosanitario – in programma su piattaforma digitale venerdì 15 gennaio dalle ore 9. Previsti i saluti di Matteo Lorito, Rettore Università Federico II; Stefano Consiglio, Direttore Dipartimento di Scienze Sociali Università Federico II; Anna Iervolino, Direttore Generale AOU Policlinico; Fausto Piccolo, Direttore Ordine Medici Napoli e Provincia; Vincenzo Santagada, presidente Ordine Farmacisti Napoli; Gilda Panico, presidente Ordine Assistenti Sociali della Campania; Margherita Ascione, Ordine Professioni Infermieristiche Napoli. Presiede i lavori: Gianfranca Ranisio, Coordinatrice Master Sociosanitari, Dipartimento di Scienze Sociali Università Federico II. Tra i relatori: Ettore Cinque, assessore regionale al Bilancio, Ugo Trama, Dirigente Politica del Farmaco della Regione Campania impegnato nella campagna di somministrazione del vaccino. Per iscriversi: www.lomea.it. Per informazioni: [email protected]; [email protected]; www.mastersociosanitario.com.

“Dai rappresentanti dell’ amministrazione comunale di Napoli arrivano notizie di tante iniziative per onorare Maradona, ma tutte sconnesse. Non c’è un piano interistituzionale di eventi. Se non si creano sinergie e ognuno va per la sua strada si sprecano risorse economiche e occasioni di sviluppo per la Città e la Regione. Sappiamo che oltre alle azioni regionali anche sul tavolo del Comune di Napoli ci sono diverse iniziative. Si parla di crowdfunding e di un museo di Maradona, ma la Regione ha già approvato un ordine del giorno, tra l’altro da me presentato, sull’acquisizione del Centro Sportivo Paradiso per la creazione di un museo dedicato a Maradona e di un centro educativo. Il museo si faccia presso il Centro Paradiso e il Comune collabori per accelerare i tempi. Per un programma d’ iniziative, poi, pensiamo ad esempio all’utilizzo di uno strumento come l’Agenzia delle Universiadi. E’ comunque necessario fare rete tra le istituzioni per garantire che i progetti da realizzare non solo permettano di onorare il Campione ma risultino anche funzionali ed armonici con obiettivi di sviluppo formativo e culturale per i giovani ed i cittadini di Napoli e della Campania”. Così il consigliere Regionale Moderati Pasquale Di Fenza.

Si è conclusa il 19 ottobre, presso le sale espositive Espace Christiane Peugeot a Parigi, la rassegna “CONVERGENCES”, promossa dall’ART Constuit International e Movimento MADI Internazionale Italia, con il patrocinio del Comune e la partecipazione dell’assessore alla cultura e i direttori David Apikian e Milija Belic. Un’ampia mostra di indiscusso interesse sulle attuali ricerche dell’astrattismo internazionale madista e non solo. Le opere dei ventidue autorevoli artisti di varie nazionalità danno un’approfondita visione dell’evoluzione del MADI, una delle più rilevanti correnti artistiche generatasi dalle avanguardie storiche del XX Secolo. 

CONTINUITÀ STORICA DELL’ASTRATTISMO NAPOLETANO

In questa situazione, si rileva la particolare partecipazione degli artisti napoletani aderenti al Movimento Madi Internazionale:  Aldo Fulchignoni, Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli e Marta Pilone. La presenza degli artisti partenopei testimonia la longeva storia delle arti visive sul territorio  napoletano, una storia tutt’altro che conclusa. 

I PIONIERI: IL GRUPPO ARTE CONCRETA E IL MAC NAPOLETANO

La svolta storica avvenne nel dopoguerra, con la sprovincializzazione da un insipiente tardo cubismo imperante  in Napoli. La costituzione del Gruppo Napoletano Arte Concreta e del successivo MAC Napoletano rappresentato da Renato Barisani, Renato De Fusco, Guido Tatafiore, Antonio Venditti, determinò la diffusione delle  arti figurative partenopee, in campo nazionale ed internazionale, con la partecipazione alla storica rassegna nel 1951, Arte Astratta e Concreta in Italia, curata da Palma Bucarelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La mostra MAC/ESPANCE Arte Concreta in Italia e Francia 1948 – 1958, tenutasi presso l’Acquario Romano il 19 maggio 1999 e curata da Giorgio Di Genova, con le opere di Renato Barisani, Andrea Bisanzio, Renato De Fusco, Edoardo Giordano, Guido Tatafiore, Antonio Venditti,  approfondì il contesto storico in cui operarono gli artisti che aderirono alle poetiche del Groupe Espace francese nel 1955. 

L’EVOLUZIONE:  GEOMETRIA E RICERCA 

Undici anni dopo, sempre a Napoli nel 1976 si costituiva il gruppo Geometria e ricerca, composto da sette artisti: Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Riccardo Riccini, Guido Tatafiore, Giuseppe Testa e successivamente Riccardo Trapani. Questi artisti si proponevano di ampliare, spesso riuscendoci con eccelsi risultati, il campo dell’immaginario geometrico. Un’esauriente pubblicazione, L’immaginario geometrico  edita da Rodolfo Rubino e curata da Luigi Paolo Finizio, raccoglie compiutamente le ricerche del gruppo. 

LA NUOVA GENERAZIONE DEGLI ANNI OTTANTA

Alla chiusura del sodalizio di Geometria e Ricerca, la continuità della poetica dell’astrattismo a Napoli fu ripresa dalla nuova generazione di giovani emergenti.  Nel 1986 alla XI Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, alla sezione Ricognizione Sud: Una Possibile Campionatura (con la Commissione composta da Massimo Bignardi, Tonino Casula, Mimmo Conenna, Enrico Crispolti, Luigi Paolo Finizio e Fernando Miglietta), furono invitati due giovani artisti napoletani, Gerolamo  Casertano ed Enea Mancino, che presentarono opere legate alle nuove tendenze dell’astrattismo geometrico. Nel 1987, Enrico Crispolti, con la rassegna Una linea Napoletana, svoltasi presso Palazzo Marchi di Pordenone, pose in risalto l’esuberanza longeva nella continuità dell’astrattismo sul territorio partenopeo. 

LE ORIGINI DEL MADI NAPOLETANO

Le origini del MADI con Napoli risalgono all’ inizio del 1986, quando Salvatore Presta ospitò Enea Mancino a Genova. Qui l’artista napoletano  ebbe modo di conoscere  gli esponenti del gruppo Madi genovese. Successivamente, nello stesso anno, Enea Mancino partecipò alla mostra Le prove della qualità, presso la Galleria Sincron di Brescia, in cui esponeva, per la prima volta in Italia, il fondatore del Movimento Madi, Carmelo Arden Quin, insieme ai seguenti artisti: Belleudy, Bolivar, Cardarelli, Contemorra, Decq, Faif, Faucon, Franzi, Gasquet, Lapereyre, Lemercier, Lex Caral, Loi, Luquet, Pasquer, Presta, Scherer, Sulic, Arden Quin. Seguirono altre mostre in Francia. Con il trasferimento nel 1990 di Presta a Milano, presso la galleria Artestuktura di Anna Canali, si diffusero le frequentazioni di molti artisti napoletani operanti nell’astrattismo geometrico. Tra questi, il primo fu Saverio Cecere  e, successivamente,  Renato Milo, Antonio Perrottelli  e Marta Pilone. Con la chiusura della Galleria Artestruktura, il 3 aprile 2003 si costituì a Portici, con atto notarile, l’associazione Arte MADI  Movimento – Internazionale. Ne facevano parte i seguenti artisti fondatori: Angelo Giuseppe Bertolio, Saverio Cecere, Reale, Frangi, Mirella Forlivesi, Aldo Fulchignoni, Vincenzo Mascia, Giuseppe Minoretti, Renato Milo, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Gaetano Pinna, Giuseppe Rosa, Gino Luggi, Piergiorgio Zangara. Presidente dell’associazione era Ciro Pirone con vice presidente Frangi Reale. Da allora si sono susseguite innumerevoli mostre in Italia e all’estero presso gallerie e musei che espongono in maniera permanente opere madi. 

ATTIVITÀ RECENTI DEL MADI NAPOLETANO E INTERNAZIONALE

Nel 2010 la rassegna internazionale Complementarità, fu presentata a Napoli nelle sale di Castel dell’Ovo, da Giorgio Di Genova, con la partecipazione di quarantanove artisti madi suscitando un  notevole interesse.  Attualmente la Galleria Marelia  ha dato un forte apporto alla diffusione del movimento Madi con mostre in galleria e alla rassegna, nel 2012, curata da Paola Silvia Ubiali, Movimento Madi: Una Geometria Oltre le Regole, presso l’Atelier Tadini Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere, con i seguenti artisti: Carmelo Arden Quin, Angelo Giuseppe Bertolio, Dominique Binet, Bolivar, Jean Branchet, Jean Charasse, Mirian Drugda, Mirella Forlivesi, Reale Frangi, Joël Frment, Aldo Fulchignoni, Ymiko Kimura, Alberto Lombardi, Gino Luggi, Enea Mancino, Jaildo Marinho, Vincenzo Mascia, Renato Milo, Giuseppe Minoretti, Mitsouko Mori, Judit Nem’s, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Gaetano pinna, Giuseppe Rosa, Albert Rubens, Jάnos  Szάsz Saxon, Philippe Vacher, Piergiorgio Zangara. 

Particolarmente rilevanti, anche per la meritoria opera di diffusione dell’arte MADI, sono le due rassegne giapponesi curate da Cristina Costanzo, storica dell’arte dell’Università di Palermo: la mostra MADI Internazionale, tenutasi a Osaka nel 2015; e MADI. L’altra geometria, nel 2018, presentata presso la  MI Gallery  di Osaka e presso il 21st Century Museum of Contemporary Art di  Kanazawa. Tra gli artisti partecipanti vanno ricordati i francesi Dominique Binet, Jean Branchet, Jean Charasse, Mirian Drugda, Joël Frment e Fhilippe Vacher; gli italiani Franco Cortese, Reale Frangi, Aldo Fulchignoni, Alberto Lombardi, Gino Luggi, Enea Mancino, Vincenzo Mascia, Renato Milo, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone e Piergiorgio Zangara; i giapponesi Sakae Hasegawa, Ymiko Kimura e Mitsouko Mori; lo svedese Torsten Ridell , l’ungherese Jάnos  Szάsz Saxon e il brasiliano Jaildo Marinho.

ESPOSIZIONI MADI PERMANENTI

Oggi numerosi musei espongono in maniera permanente opere con sezioni specifiche come il Mobil MADI Museum, Budapest (Ungheria); Museum of Geometrie end MADI Art, Dallas (Stati Unit)i; MADI Museu, Sorbal-Fortaleza (Brasile); Macia-Museum, Tome (Giappone), Museo delle Generazioni Italiane del ‘900 – Giulio Bergellini, Pieve di Cento (Bologna); Civica Galleria di Arte Moderna, Gallarate (Varese); Forum Artis Museum, Montese (Modena); Mondriaanhuis Museum, Amersfoort (Olanda); Museo Civico di Arte Contemporanea Umbro Apollonio, San Martino di Lupari (Padova).

“Bisogna guardarsi allo specchio per trovare la propria identità, consapevoli che soltanto il senso di comunità può farci uscire da questa fase difficile”.  È questo il messaggio che sottintende il libro di favole e poesie ‘Il grillo narrante’ opera prima dello psicoterapeuta napoletano Massimiliano Gaudino.

Il volume si presenta come testo per bambini, ma si rivolge anche ad un pubblico più maturo per consentirgli di cogliere nei vari racconti spunti per riconoscersi, superare i momenti bui, parlare con la propria coscienza. Esigenze comuni a chi si sottopone ad una terapia, ancora più urgenti nel periodo attuale in cui si stanno diffondendo gli effetti psicologici della pandemia globale.

Occasione per leggere alcuni brani del libro e riflettere sulla necessità di ritrovarsi è stata la serata vissuta nella trattoria ‘Alfredo’ a Poggioreale: a rendere magica l’atmosfera la voce e la chitarra di Paolo Montella, il reading degli attori Fulvio Sacco e Roberta Frascati. Dietro allo sfondo fiabesco de ‘Il grillo narrante’, ci celano le storie di vita quotidiana di chi ha smesso di osservarsi. “Lo specchio è l’oggetto in cui guardarsi, lo strumento per verificare come cambia la nostra immagine, ma anche come un luogo di incontro con le persone che ci lasciano sempre qualcosa dentro – spiega l’autore Gaudino -. Stiamo vivendo tutti una fase difficile, ma soltanto con la condivisione ed il senso di comunità ne possiamo uscire. I momenti pesanti devono diventare momenti pensanti, cioè di riflessione. Le favole e le poesie possono essere utili per risvegliare la coscienza nonché per prendersi cura del bambino interiore che abbiamo lasciato in disparte”. Nel volume edito da Gruppo Albatros-Il Filo si spazia dal bullismo alla violenza (Narciso il ranocchio; La vedova in nero; Libero di volare; È tutta una giostra; Occhio per occhio), dall’importanza dell’introspezione (L’una di me) a quella della conoscenza del proprio corpo (Lucciole) fino alle storie di cambiamento (Bruco, crisalide, farfalla).

Classe 1981, Massimiliano Gaudino nasce e si forma a Napoli come Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo comportamentale e terapeuta EMDR: socio fondatore del Centro di Psicoterapia Multidisciplinare a Chiaia (CPM Chiaia), nel 2019 progetta il corso di benessere psicofisico Mente&Corpo a Napoli. Gaudino sonda e analizza tutto lo spettro delle emozioni umane, ponendo i suoi pazienti al centro di un processo di conoscenza in grado di fornire le chiavi di accesso alle risposte che l’uomo contemporaneo si pone. Oggi ancora più del passato, anche con il suo libro.

Nato da una iniziativa di un gruppo di campani residenti in Lombardia, il sito iomangiocampano.it si propone di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati della tradizione culinaria campana.

Io Mangio Campano è un progetto che si pone l’obiettivo di valorizzare la cucina campana attraverso la promozione delle attività di ristorazione di Milano e della Lombardia. “Intendiamo così promuovere i prodotti del brand campano in cucina, in pasticceria e altrove. Perché vi dimostreremo che non siamo sempre e solo pizza e mandolino“, spiega Lino Cascelli, uno dei promotori dell’iniziativa.

Io Mangio Campano era nato su Facebook nell’aprile del 2020 in piena emergenza Covid-19. Il gruppo sui social era cresciuto durante il lock down quando diversi negozianti campani di Milano e della Lombardia avevano consegnato merce a domicilio a medici e altro personale impegnati nel contrastare l’emergenza sanitaria.

Io Mangio Campano ha previsto un programma di Partnership per i locali e per le altre attività economiche. I sottoscrittori della Tessera del Gruppo Milano Azzurra – Io Mangio Campano potranno così usufruire di sconti e altri vantaggi di vario tipo. Sono già numerose  le attività della sola provincia di Milano che hanno sottoscritto una partnership con Io Mangio Campano. Il sito propone una pagina dedicata alle nuove aperture di locali campani a Milano, una sezione dedicata alle ricette e alle implicazioni culturali in cucina, una pagina “Offro/cerco lavoro” che si propone di mettere in contatto domanda e offerta.
Nel giorno dell’inaugurazione “iomangiocampano.it” propone un’intervista a Valerio Quagliozzi, uno dei ristoratori che hanno rilanciato ed esportato a Milano il  brand “Pizzicato – Municipio Napoletano” che aprirà a breve il primo locale a Porta Romana.
E’ solo un “assaggio” di quel che verrà: l’obiettivo è informare tempestivamente su tutte le novità culinarie che riguardano Milano e la Lombardia.

Gli artisti aderenti all’Art Construit International e al Movimento Madi Internazionale Italia espongono alla rassegna “CONVERGENCES”, in programma a Parigi presso Espace Christiane Peugeot dal 6 al 19 ottobre 2020, con il patrocinio del Comune di Parigi. All’inaugurazione la mostra sarà presentata dai direttori David Apikian e Milija Belic. Tra gli artisti presenti, anche cinque napoletani in rappresentanza del Movimento Madi Internazionale: Aldo Fulchignoni, Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli e Marta Pilone.

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