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Redazione di FAN

No, non è la risposta a Giulia De Lellis. È il libro di Giusy Cigni. Il primo libro, con lo straripante entusiasmo e l’inevitabile ingenuità dell’esordiente. Bozze vergate a mano su un quadernone tra un viaggio e l’altro sui binari che separano Roma e Napoli, sempre più periferia qualificata della Capitale. Tema: la vita dei pendolari, categoria sociale nata per necessità certo non per volontà. Carichi di dignità, sogni, pensieri e retropensieri, su vagoni che diventano una propaggine della propria casa lasciata all’alba con figli, mogli e mariti ancora al caldo delle lenzuola. Risultato finale, un libro – Guida editori – delicato e profondo allo stesso tempo, che toglie la maschera a chi la indossa per coprire la propria mediocrità, che ci riporta all’essenzialità della vita, alla sua intima ragion d’essere.

“Lato finestrino” invita a guardare negli occhi le persone, ad ascoltarle senza presunzione, ad abbozzare un sorriso anche quando non vorresti, ad essere se stessi. In mezzo, l’escamotage narrativo di un evento straordinario che sconvolge la vita di questi pendolari in balìa di ciò che accade fuori dal finestrino. Apparentemente. Perché nella realtà sono appesi alla loro coscienza. Infatti il treno viene descritto come “amplificatore dei sentimenti, un potenziometro che registra lo stato d’animo delle persone e lo moltiplica all’ennesima potenza”. Siete pronti a salire su quel treno lato finestrino? Non tutti lo sono, me compreso che scelgo se posso sempre il lato corridoio. Ma Giusy è Giusy. Il suo libro è un affresco di vite vissute, quelle che rincorrono il futuro, vanno a lavorare dove c’è il lavoro, restando aggrappati al proprio bagaglio morale indistruttibile. Con quello, qualsiasi viaggio si può affrontare. Salite a bordo!

Riparte la stagione dell’Hub, il club che quest’anno punterà tutto su un elemento innovativo: la “True Connection”, e che da questo sabato, 12 ottobre ore 23:30 impreziosirà le serate degli appassionati della night life.

Hub è lo spazio che mette in contatto le anime dei clubbers attraverso una “rete” di connessioni reali, basate su rapporti umani autentici ed interessanti, capaci di portare il pubblico verso l’intrattenimento puro e sano. Strumenti catalizzatori di queste connessioni saranno gli innumerevoli eventi che prenderanno vita all’interno di uno spazio che è reduce da una stagione ricca di successi.

“Le connessioni più forti sono quelle umane, quelle vere, dato che siamo nell’era della connessione continua” – sottolineano gli organizzatori che assicurano al pubblico una stagione ricca di eventi innovativi e volti alla “connessione reale”.

Un luogo in cui le connessioni prendono vita e in cui tutti i sensi sono stimolati, un centro dove la musica diventa emozione, che prende energia dai numerosi mondi che la night life può creare. “La nostra idea – precisano gli organizzatori – è di esplorare come lo spazio fisico e le persone che lo attraversano, si influenzino a vicenda, in sintonia tra onirico e realtà.”

Farsi Impresa, pubblicato il secondo avviso per le misure di autoimprenditorialita’

Sonia Palmeri: “I percettori saranno seguiti passo dopo passo, nella realizzazione della propria idea d’impresa!”

Buone notizie per il mondo del lavoro in Campania. Lunedì 15 luglio 2019 è stato pubblicato sul BURC il secondo avviso per le misure di autoimprenditorialità per ex percettori di ammortizzatori sociali, attualmente senza reddito.

Come per il primo avviso, il primo passo è recarsi presso il centro per l’impiego di residenza per un colloquio di orientamento. In seguito si verrà supportati dagli operatori di Sviluppo Campania, per la fattibilità dell’idea progettuale.

Tutte le notizie sono presenti all’interno del BURC.

Visto il grande successo del primo avviso, la Regione ha emesso il secondo avviso per questa misura di politica attiva al lavoro, tutta “campana”.

“Grazie al prezioso supporto degli esperti di Sviluppo Campania i percettori saranno seguiti passo dopo passo, nella realizzazione della propria idea d’impresa!” – afferma l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri.

È possibile scaricare il bando al seguente link: https://bit.ly/2Sm9feL

Una folla di bambini del quartiere Forcella ha popolato le due serate d’eccezione svoltesi nel cortile della Fondazione Banco di Napoli in via Tribunali 213. L’occasione straordinaria per soddisfare la loro curiosità è venuta dalla decisione del presidente Rossella Paliotto di aprire le porte della Fondazione alla città nel nome della cultura e della solidarietà, le protagoniste di entrambe le iniziative organizzate in collaborazione con Autism Aid Onlus. “Dovete tenerle sempre aperte queste porte”, l’invito rivolto dai ragazzini di Forcella – tra gli 8 e gli 11 anni – alla Paliotto che l’ha immediatamente accolto: “Da settembre avvieremo una programmazione di eventi finalizzata ad aprire sempre più la Fondazione alla città affinché diventi luogo di confronto e crescita sociale e culturale”.

Venerdì si è svolto lo struggente concerto ‘Storie di tango’ con musiche di Astor Piazzolla eseguite dal gruppo di musicisti di origini molisane composto da: Pasquale Farinacci, Mario Muccitto, Gianluca De Lena, Basso Cannarsa e Morris Capone. Il sabato pomeriggio è stato dedicato alle ‘Letture con gelato’ eseguite da Carmen Femiano e tratte dal libro ‘Martina, la bambina tartaruga’ di Chiara Patarino. Al termine degli spettacoli, è stato offerto un gelato artigianale a tutti i presenti dalla Gelateria ‘Al Polo Nord’.  Le due serate sono state realizzate nell’ambito del progetto di Autism Aid onlus riguardante l’“Erogazione di servizi specifici per la fruizione delle risorse culturali e la realizzazione di attività di animazione e partecipazione culturale a beneficio di Persone con autismo” finanziato dal Programma Operativo Nazionale (Pon) “Cultura e Sviluppo” Fesr 2014-2020.

Il più giovane Project Manager di Italia è di Secondigliano.

Vincenzo Vinciguerra, classe 1984, ha conquistato il titolo dopo il superamento dell’esame presso AICQ SICEV di Milano.

Vincenzo Vinciguerra è nato è cresciuto nella periferia Nord di Napoli, in anni difficili, attraversati e segnati dalla malavita, e dalle note guerre tra i clan camorristici, raccontate nelle famose pagine di Gomorra.

 

Mentre i bimbi giocavano a calcio Vincenzo leggeva i giornali che gli procurava il nonno, desideroso che il nipote, che portava il suo nome, diventasse un giorno qualcuno. Ma Secondigliano e Scampia erano luoghi nei quali era facile cadere in mani sbagliate, senza luoghi di aggregazione o di svago che togliessero i ragazzi dalla strada, su quella stessa in cui il tuo migliore amico poteva spacciare droga o maneggiare armi, Vincenzo Vinciguerra ha deciso di rifugiarsi nei libri e nello studio, prefissarsi mete e obiettivi da raggiungere.

Si è laureato in Scienze dell’Educazione e della formazione e in Politiche Sociali e del Territorio all’Università Federico II. Autore del volume: “Dall’autenticità alla Mcdonaldizzazione di Napoli”, prossimo in uscita un secondo libro, al vaglio di varie case editrici nazionali, sarà inerente al welfare aziendale, demografia e immigrazione e neet.

Si è specializzato in politiche attive e finanza agevolata fino a conseguire il titolo di Project Manager: responsabile unico dell’avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura di un progetto facendo ricorso a tecniche e metodi di project management.

Il Project Manager

Il compito di un Project Manager è di gestire un progetto e portarlo a conclusione rispettando scadenze e budget. Il progettista pianifica un progetto, lo coordina e ne monitora l’andamento in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati, fungendo da punto di contatto tra l’organizzazione che finanzia il progetto e tutte le parti coinvolte nella sua realizzazione. In alcuni casi è lo stesso Project Manager a proporre l’idea su cui si basa lo sviluppo del progetto, mentre in altri casi è chiamato a gestire progetti proposti da altri.

Non c’è mai fine all’ambizione è questo lo sa bene Vinciguerra che già punta ad altri lidi, suo prossimo obiettivo è l’internazionalizzazione della sua formazione con certificazioni estere.

 

Pollica, perla del Cilento e patria della dieta mediterranea, ospita fino a venerdi prossimo 70 fisici teorici provenienti da tutto il mondo per partecipare alla seconda edizione del ‘Summer Workshop’ dedicata agli Strumenti Matematici e Geometrici per lo studio di Teorie Conformi. Chiusi nello splendido Castello dei Principi Capano del comune cilentano, l’elite della fisica globale sta approfondendo temi scientifici di grande rilievo. Tra i promotori del workshop, un “cervello di ritorno”, il fisico napoletano Mario Martone, Laurea e Dottorato alla Federico II poi Phd alla Cornell University di New York ed infine post-doctoral scholar all’Università di Austin nel Texas. A confrontarsi con lui, in merito alle strutture matematiche che descrivono le leggi fondamentali dell’universo dalle particelle elementari fino ai buchi neri, ci sono scienziati delle migliori Università: Harvard, Oxford, Princeton, Imperial College di Londra, nonché Pisa e Milano fino ad arrivare al Giappone. Quasi nulla la connessione con l’esterno per questi 70 esperti delle leggi della natura, chiamati ad esporre alla lavagna le loro tesi ma soprattutto a scambiare informazioni ed esperienze con i colleghi per compiere una ricerca collettiva. Un format innovativo e vincente, fortemente voluto da Martone che figura anche tra i fondatori, con altri cinque colleghi di vari paesi, del gruppo ‘Scientists for Palestine’ impegnato ad insegnare la fisica ai giovani palestinesi. Il fascino del Cilento, l’eccellenza della scienza e l’amore di un meridionale per la sua terra: tutti insieme per tre settimane uniche ed indimenticabili.

 

 

Kami Beach, il club che da quattro anni domina la scena estiva campana, dà il via alla nuova stagione estiva con l’inaugurazione prevista per sabato 18 maggio, a partire dalle 23. “Apri gli occhi e inizia a sognare” è questo il claim del Kami Beach per la sua “grande apertura” della stagione estiva 2019. “Sogni che- affermano gli organizzatori– ci porteranno a vivere ad occhi aperti nuovissimi show e performance incredibili.”

Il club è diventato un punto di riferimento così notevole da trasformarsi in una vera e propria filosofia del divertimento, che per il quarto anno consecutivo accompagna il sabato notte per eccellenza. Musica, Spettacoli, Performer e Talenti da ogni parte, Eventi, Party unici, e completamente diversi tra loro.

Il Big Opening di questo primo sabato aprirà la serie di eventi estivi con uno dei party più ballati in Europa #VIDALOCA. L’evento Hip Hop & Reggaeton che ha fatto letteralmente impazzire l’Italia e l’isola di Formentera con il suo format unico.

 

Sabato 25 maggio, direttamente da Ibiza, arriva il tour Pacha, il party che ha fatto divertire milioni di persone da tutto il mondo.

 

Sabato 29 giugno ci sarà uno gli artisti più richiesti al mondo, Jimmy Sax, poliedrico sassofonista e performer in grado di intrattenere e far sognare con il suo incredibile show.

 

Queste sono le prime date di rilievo segnalate dal direttore artistico Giovanni Setola che insieme a tutti gli organizzatori stupiranno il pubblico con numerosi format di successo, artisti internazionali e con tante novità, ma senza lasciare niente al caso, per una stagione estiva di grande divertimento.

C’era una volta, è così che cominciano le belle storie, Solopizza, storico brand partenopeo. Il finale da favola è che oggi, a distanza di 40 anni Solopizza c’è ancora e, per festeggiare questo storico compleanno, ha dato un tocco di nuovo al locale mentre la tradizione della pizza resta quella di sempre. Profumata, friabile, con ingredienti selezionati di ottima qualità e una lievitazione lunga con lievito madre, la classica “ruota di carro” resta la regina della tavola.

Quello che ho amato di questa pizzeria è la cura, la dedizione nella scelta degli ingredienti, così anche una semplice margherita, condita con pomodoro passato al momento e fior di latte di Agerola diventa una delizia! Oltre ai grandi classici, Solopizza ha scelto di innovare il menù a partire proprio dalla pizza celebrativa per i 40 anni di attività: la Solopizza 40, un equilibrio non facile da trovare tra pomodorini gialli e rossi del Vesuvio, mozzarella di bufala e provolone del Monaco. Ce n’è per tutti i gusti e non lo dico per dire, ad esempio, se scegliete una “Social” potete avere ben 12 fette di pizza ognuna con un gusto diverso, se scegliete un tronchetto, troverete nel vostro piatto un ripieno a barchetta con ricotta e salame, rivestito a crudo di speck e provolone del Monaco. Dite che vi piacciono i funghi? E allora il consiglio è quello di prendere una “Don Alfonso”, con un’ombra di pomodoro, provola, chiodini e salsiccia piccante, dedicata ad Alfonso Focaccio, anima del locale da 40 anni.  La scelta è ampia e la qualità ovunque, tutte le pizze sono condite con olio extravergine d’oliva e tanto basilico fresco, come tradizione comanda.

“Una delle pizze intramontabili è anche  la pizza a  farfalla – spiega il direttore di sala Rocco Petrone, – una pizza ripiena, che nei quattro angoli nasconde un cuore dolce amaro di friarielli e uno piccante di salsiccia e ricotta, al centro pomodorini e mozzarella, con una fetta di prosciutto per dare il tocco naturale di sale e di sapore ad ogni morso”.

Non poteva mancare il classico dei classici tra le pizze fritte, il ripieno tradizionale, a cappello di Pulcinella, con scarole, provola, capperi e olive. Un capitolo, quello del fritto, che vale la pena di approfondire anche con i cuoppi in cui ci sono deliziosi scagliozzi, crocchè di patate fatti veramente bene, cosa rara di questi tempi in cui la maggior parte delle friggitorie e delle pizzerie usano la fecola di patate al posto delle patate fresche, frittatine e arancini mignon croccanti, asciutti e profumati.

A portare gli auguri del Sindaco e a festeggiare Solopizza anche l’Assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, che ha cenato con uno dei noti imprenditori fondatori del marchio, Ermanno Farnioli.

Durante la serata dedicata ai festeggiamenti di Solopizza, che ricordiamo essere stato il primo marchio ad avere una catena di pizzerie in Italia, alla fine degli anni ’70 c’erano 11 locali Solopizza sparsi in tutta Italia, il critico gastronomico Roberto Esse ha spiegato le peculiarità del Provolone del Monaco utilizzato dalla pizzeria e ha annunciato la consegna del diploma di fedeltà da parte del Consorzio.

“Scelgo con cura gli ingredienti uno a uno – spiega il maestro pizzaiolo Ciro Buonomo, 52 anni, che ha iniziato a 13 anni accanto al padre a impastare e infornare – e gioco tutto sul bilanciamento di sapori semplici: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, olio e basilico. Una delle mie pizze preferite è infatti la Marinara, con la passata di pomodoro fatta in casa e l’origano fresco. Più è semplice una pizza e più ci vuole maestria per renderla unica. La nostra pizza è quella tradizionale a ‘ruota di carro’, come la chiamava mio padre, una pizza sottile e friabile, con una lievitazione di 48 ore”.

Oggi, ad affiancare il maestro Buonomo nella nuova Solopizza, c’è il cuoco Francesco Sarnelli che propone un menù “Nonsolopizza” per la trattoria che include i piatti tipici della cultura partenopea come gli gnocchi alla sorrentina,  gli ziti al ragù e i rigatoni alla siciliana.

1979-2019: Solopizza, storico brand e ambasciatore della pizza napoletana, festeggia i suoi primi 40 anni con un nuovo look sempre condito di tradizione.

Nuovo locale, nuove pizze firmate dal maestro pizzaiolo Ciro Buonomo, nuovo menù trattoria. Un pezzo di storia di Napoli fatto di ingredienti genuini, passione, tradizione e accoglienza. E la pizzeria di via Medina 55 per celebrare il traguardo dei 40 anni di successi si è fatta più bella: restyling del logo, nuovi colori blu e giallo e soprattutto nuove pizze accanto a quella “a ruota di carro” e a quelle della tradizione, dove spicca la “Solopizza 40” con mozzarella di bufala, pomodorini gialli e rossi, provolone del Monaco, basilico fresco e un servizio di trattoria e friggitoria. Alla fine degli anni ’70 c’erano undici locali Solopizza sparsi in tutta Italia: quattro a Napoli (in corso Vittorio Emanuele, via Manzoni, via Luca Giodano e via Medina), tre a Milano, uno a Ischia, uno a Cagliari, uno a Roma e uno a Sorrento. Il primo maestro pizzaiolo del marchio Solopizza è stato Mario Abate, a cui sono seguiti: Francesco Uccello (‘0 re), Massimo Esposito (Puffetto), Andrea Castiglione, Alfredo Capoccelli, Claudio Santella, Carmine Magistri (Cammello), Salvatore De Angelis (Zombino) e Gaetano Genovesi. Nomi che hanno fatto la storia della pizza napoletana e che hanno contribuito a creare l’arte del pizzaiolo diventata patrimonio Unesco. Oggi, l’erede di questi grandi pizzaioli, che lavora nella sede storica di via Medina, è Ciro Buonomo. “Scelgo con cura gli ingredienti uno a uno – spiega Buonomo, 52 anni, che ha iniziato a 13 anni accanto al padre a impastare e infornare – e gioco tutto sul bilanciamento di sapori semplici: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, olio e basilico. Una delle mie pizze preferite è infatti la Marinara, con la passata di pomodoro fatta in casa e l’origano fresco. Più è semplice una pizza e più ci vuole maestria per renderla unica. La nostra pizza è quella tradizionale a ‘ruota di carro’, come la chiamava mio padre, una pizza sottile e friabile, con una lievitazione di 48 ore”.

Tradizione e innovazione. Sfogliando il menù ecco che fanno capolino anche pizze complesse e corpose, come la 12 gusti, che il cliente può scegliere uno a uno o “La profumata”, una margherita con rucola cotta, specialità della casa o ancora la “Merenna napoletana” ripiena di provolone del Monaco, mozzarella e speck. Tra le pizze più gettonate la “Don Alfonso” con pomodoro, provola, chiodini e salsiccia, dedicata ad Alfonso Focaccio, anima del locale da 40 anni. “Una delle pizze intramontabili è anche la pizza a farfalla – spiega il direttore di sala Rocco Petrone – una pizza ripiena, che nei quattro angoli nasconde un cuore dolce amaro di friarielli e uno piccante di salsiccia e ricotta, al centro pomodorini e mozzarella, con una fetta di prosciutto per dare sapore ad ogni morso”. Ad affiancare Buonomo nella nuova Solopizza, ai fornelli c’è il cuoco Francesco Sarnelli, 50 anni, che propone una cucina napoletana come quella fatta in casa: gnocchi alla sorrentina, paccheri con il ragù, rigatoni alla siciliana. Imperdibile il “cuoppo” di frittura all’italiana bollente, croccante e profumatissimo. La storia si rinnova nella pizzeria di Via Medina: Solopizza è un nome e un punto di riferimento per tutti i napoletani, per i turisti che arrivano al porto, per i giovani della movida, per chi lavora nella City e in particolare per quella generazione che è stata adolescente negli anni ’80-’90, che usciva per la prima volta a mangiare la pizza da sola con i compagni di classe.

Tornano a Napoli due amatissimi Djs Internazionali Sunnery James & Ryan Marciano.  Ospiti di festival importanti quali Tomorrowland, Ultra Music Festival, Electric Daisy Carnival (EDC) e Creamfields, resident quest’estate all’ Hï Ibiza di Ibiza, il duo olandese sa alternare nei propri set house, tribal, techno, electro e un pizzico di sound latino. Il portentoso duo è conosciuto in tutto il mondo per l’irresistibile sexy vibe e la grande energia.

Imponente anche la loro discografia: vantano release per etichette quali Size, Mixmash, Spinnin’ Records, Musical Freedom e soprattutto Armada, per la quale hanno appena inciso l’EP “Affective”. Reduci dagli ultimi successi come: Born Again (Babylonia), Coffee Shop, In My Mind che rendono il loro live set unico nel genere. Dopo aver dominato le piste da ballo di tutto il mondo sono ansiosi di portare ancora una volta i loro travolgenti suoni a Napoli.

L’evento che li vedrà protagonisti indiscussi si svolgerà sabato 16 febbraio 2019 al Club Partenopeo alle ore 23:00. Club che sta confermando le aspettative con format di successo del nuovo sabato sera e artisti di calibro internazionale, con l’obiettivo di rappresentare un assoluto punto di riferimento della night life per i clubbers di Napoli e dell’intera Campania.

Grazie alla gestione di un team di organizzatori leader nel settore insieme alla direzione artistica di Giovanni Setola.