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Redazione di FAN

Si è conclusa il 19 ottobre, presso le sale espositive Espace Christiane Peugeot a Parigi, la rassegna “CONVERGENCES”, promossa dall’ART Constuit International e Movimento MADI Internazionale Italia, con il patrocinio del Comune e la partecipazione dell’assessore alla cultura e i direttori David Apikian e Milija Belic. Un’ampia mostra di indiscusso interesse sulle attuali ricerche dell’astrattismo internazionale madista e non solo. Le opere dei ventidue autorevoli artisti di varie nazionalità danno un’approfondita visione dell’evoluzione del MADI, una delle più rilevanti correnti artistiche generatasi dalle avanguardie storiche del XX Secolo. 

CONTINUITÀ STORICA DELL’ASTRATTISMO NAPOLETANO

In questa situazione, si rileva la particolare partecipazione degli artisti napoletani aderenti al Movimento Madi Internazionale:  Aldo Fulchignoni, Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli e Marta Pilone. La presenza degli artisti partenopei testimonia la longeva storia delle arti visive sul territorio  napoletano, una storia tutt’altro che conclusa. 

I PIONIERI: IL GRUPPO ARTE CONCRETA E IL MAC NAPOLETANO

La svolta storica avvenne nel dopoguerra, con la sprovincializzazione da un insipiente tardo cubismo imperante  in Napoli. La costituzione del Gruppo Napoletano Arte Concreta e del successivo MAC Napoletano rappresentato da Renato Barisani, Renato De Fusco, Guido Tatafiore, Antonio Venditti, determinò la diffusione delle  arti figurative partenopee, in campo nazionale ed internazionale, con la partecipazione alla storica rassegna nel 1951, Arte Astratta e Concreta in Italia, curata da Palma Bucarelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La mostra MAC/ESPANCE Arte Concreta in Italia e Francia 1948 – 1958, tenutasi presso l’Acquario Romano il 19 maggio 1999 e curata da Giorgio Di Genova, con le opere di Renato Barisani, Andrea Bisanzio, Renato De Fusco, Edoardo Giordano, Guido Tatafiore, Antonio Venditti,  approfondì il contesto storico in cui operarono gli artisti che aderirono alle poetiche del Groupe Espace francese nel 1955. 

L’EVOLUZIONE:  GEOMETRIA E RICERCA 

Undici anni dopo, sempre a Napoli nel 1976 si costituiva il gruppo Geometria e ricerca, composto da sette artisti: Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Riccardo Riccini, Guido Tatafiore, Giuseppe Testa e successivamente Riccardo Trapani. Questi artisti si proponevano di ampliare, spesso riuscendoci con eccelsi risultati, il campo dell’immaginario geometrico. Un’esauriente pubblicazione, L’immaginario geometrico  edita da Rodolfo Rubino e curata da Luigi Paolo Finizio, raccoglie compiutamente le ricerche del gruppo. 

LA NUOVA GENERAZIONE DEGLI ANNI OTTANTA

Alla chiusura del sodalizio di Geometria e Ricerca, la continuità della poetica dell’astrattismo a Napoli fu ripresa dalla nuova generazione di giovani emergenti.  Nel 1986 alla XI Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, alla sezione Ricognizione Sud: Una Possibile Campionatura (con la Commissione composta da Massimo Bignardi, Tonino Casula, Mimmo Conenna, Enrico Crispolti, Luigi Paolo Finizio e Fernando Miglietta), furono invitati due giovani artisti napoletani, Gerolamo  Casertano ed Enea Mancino, che presentarono opere legate alle nuove tendenze dell’astrattismo geometrico. Nel 1987, Enrico Crispolti, con la rassegna Una linea Napoletana, svoltasi presso Palazzo Marchi di Pordenone, pose in risalto l’esuberanza longeva nella continuità dell’astrattismo sul territorio partenopeo. 

LE ORIGINI DEL MADI NAPOLETANO

Le origini del MADI con Napoli risalgono all’ inizio del 1986, quando Salvatore Presta ospitò Enea Mancino a Genova. Qui l’artista napoletano  ebbe modo di conoscere  gli esponenti del gruppo Madi genovese. Successivamente, nello stesso anno, Enea Mancino partecipò alla mostra Le prove della qualità, presso la Galleria Sincron di Brescia, in cui esponeva, per la prima volta in Italia, il fondatore del Movimento Madi, Carmelo Arden Quin, insieme ai seguenti artisti: Belleudy, Bolivar, Cardarelli, Contemorra, Decq, Faif, Faucon, Franzi, Gasquet, Lapereyre, Lemercier, Lex Caral, Loi, Luquet, Pasquer, Presta, Scherer, Sulic, Arden Quin. Seguirono altre mostre in Francia. Con il trasferimento nel 1990 di Presta a Milano, presso la galleria Artestuktura di Anna Canali, si diffusero le frequentazioni di molti artisti napoletani operanti nell’astrattismo geometrico. Tra questi, il primo fu Saverio Cecere  e, successivamente,  Renato Milo, Antonio Perrottelli  e Marta Pilone. Con la chiusura della Galleria Artestruktura, il 3 aprile 2003 si costituì a Portici, con atto notarile, l’associazione Arte MADI  Movimento – Internazionale. Ne facevano parte i seguenti artisti fondatori: Angelo Giuseppe Bertolio, Saverio Cecere, Reale, Frangi, Mirella Forlivesi, Aldo Fulchignoni, Vincenzo Mascia, Giuseppe Minoretti, Renato Milo, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Gaetano Pinna, Giuseppe Rosa, Gino Luggi, Piergiorgio Zangara. Presidente dell’associazione era Ciro Pirone con vice presidente Frangi Reale. Da allora si sono susseguite innumerevoli mostre in Italia e all’estero presso gallerie e musei che espongono in maniera permanente opere madi. 

ATTIVITÀ RECENTI DEL MADI NAPOLETANO E INTERNAZIONALE

Nel 2010 la rassegna internazionale Complementarità, fu presentata a Napoli nelle sale di Castel dell’Ovo, da Giorgio Di Genova, con la partecipazione di quarantanove artisti madi suscitando un  notevole interesse.  Attualmente la Galleria Marelia  ha dato un forte apporto alla diffusione del movimento Madi con mostre in galleria e alla rassegna, nel 2012, curata da Paola Silvia Ubiali, Movimento Madi: Una Geometria Oltre le Regole, presso l’Atelier Tadini Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere, con i seguenti artisti: Carmelo Arden Quin, Angelo Giuseppe Bertolio, Dominique Binet, Bolivar, Jean Branchet, Jean Charasse, Mirian Drugda, Mirella Forlivesi, Reale Frangi, Joël Frment, Aldo Fulchignoni, Ymiko Kimura, Alberto Lombardi, Gino Luggi, Enea Mancino, Jaildo Marinho, Vincenzo Mascia, Renato Milo, Giuseppe Minoretti, Mitsouko Mori, Judit Nem’s, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Gaetano pinna, Giuseppe Rosa, Albert Rubens, Jάnos  Szάsz Saxon, Philippe Vacher, Piergiorgio Zangara. 

Particolarmente rilevanti, anche per la meritoria opera di diffusione dell’arte MADI, sono le due rassegne giapponesi curate da Cristina Costanzo, storica dell’arte dell’Università di Palermo: la mostra MADI Internazionale, tenutasi a Osaka nel 2015; e MADI. L’altra geometria, nel 2018, presentata presso la  MI Gallery  di Osaka e presso il 21st Century Museum of Contemporary Art di  Kanazawa. Tra gli artisti partecipanti vanno ricordati i francesi Dominique Binet, Jean Branchet, Jean Charasse, Mirian Drugda, Joël Frment e Fhilippe Vacher; gli italiani Franco Cortese, Reale Frangi, Aldo Fulchignoni, Alberto Lombardi, Gino Luggi, Enea Mancino, Vincenzo Mascia, Renato Milo, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone e Piergiorgio Zangara; i giapponesi Sakae Hasegawa, Ymiko Kimura e Mitsouko Mori; lo svedese Torsten Ridell , l’ungherese Jάnos  Szάsz Saxon e il brasiliano Jaildo Marinho.

ESPOSIZIONI MADI PERMANENTI

Oggi numerosi musei espongono in maniera permanente opere con sezioni specifiche come il Mobil MADI Museum, Budapest (Ungheria); Museum of Geometrie end MADI Art, Dallas (Stati Unit)i; MADI Museu, Sorbal-Fortaleza (Brasile); Macia-Museum, Tome (Giappone), Museo delle Generazioni Italiane del ‘900 – Giulio Bergellini, Pieve di Cento (Bologna); Civica Galleria di Arte Moderna, Gallarate (Varese); Forum Artis Museum, Montese (Modena); Mondriaanhuis Museum, Amersfoort (Olanda); Museo Civico di Arte Contemporanea Umbro Apollonio, San Martino di Lupari (Padova).

“Bisogna guardarsi allo specchio per trovare la propria identità, consapevoli che soltanto il senso di comunità può farci uscire da questa fase difficile”.  È questo il messaggio che sottintende il libro di favole e poesie ‘Il grillo narrante’ opera prima dello psicoterapeuta napoletano Massimiliano Gaudino.

Il volume si presenta come testo per bambini, ma si rivolge anche ad un pubblico più maturo per consentirgli di cogliere nei vari racconti spunti per riconoscersi, superare i momenti bui, parlare con la propria coscienza. Esigenze comuni a chi si sottopone ad una terapia, ancora più urgenti nel periodo attuale in cui si stanno diffondendo gli effetti psicologici della pandemia globale.

Occasione per leggere alcuni brani del libro e riflettere sulla necessità di ritrovarsi è stata la serata vissuta nella trattoria ‘Alfredo’ a Poggioreale: a rendere magica l’atmosfera la voce e la chitarra di Paolo Montella, il reading degli attori Fulvio Sacco e Roberta Frascati. Dietro allo sfondo fiabesco de ‘Il grillo narrante’, ci celano le storie di vita quotidiana di chi ha smesso di osservarsi. “Lo specchio è l’oggetto in cui guardarsi, lo strumento per verificare come cambia la nostra immagine, ma anche come un luogo di incontro con le persone che ci lasciano sempre qualcosa dentro – spiega l’autore Gaudino -. Stiamo vivendo tutti una fase difficile, ma soltanto con la condivisione ed il senso di comunità ne possiamo uscire. I momenti pesanti devono diventare momenti pensanti, cioè di riflessione. Le favole e le poesie possono essere utili per risvegliare la coscienza nonché per prendersi cura del bambino interiore che abbiamo lasciato in disparte”. Nel volume edito da Gruppo Albatros-Il Filo si spazia dal bullismo alla violenza (Narciso il ranocchio; La vedova in nero; Libero di volare; È tutta una giostra; Occhio per occhio), dall’importanza dell’introspezione (L’una di me) a quella della conoscenza del proprio corpo (Lucciole) fino alle storie di cambiamento (Bruco, crisalide, farfalla).

Classe 1981, Massimiliano Gaudino nasce e si forma a Napoli come Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo comportamentale e terapeuta EMDR: socio fondatore del Centro di Psicoterapia Multidisciplinare a Chiaia (CPM Chiaia), nel 2019 progetta il corso di benessere psicofisico Mente&Corpo a Napoli. Gaudino sonda e analizza tutto lo spettro delle emozioni umane, ponendo i suoi pazienti al centro di un processo di conoscenza in grado di fornire le chiavi di accesso alle risposte che l’uomo contemporaneo si pone. Oggi ancora più del passato, anche con il suo libro.

Nato da una iniziativa di un gruppo di campani residenti in Lombardia, il sito iomangiocampano.it si propone di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati della tradizione culinaria campana.

Io Mangio Campano è un progetto che si pone l’obiettivo di valorizzare la cucina campana attraverso la promozione delle attività di ristorazione di Milano e della Lombardia. “Intendiamo così promuovere i prodotti del brand campano in cucina, in pasticceria e altrove. Perché vi dimostreremo che non siamo sempre e solo pizza e mandolino“, spiega Lino Cascelli, uno dei promotori dell’iniziativa.

Io Mangio Campano era nato su Facebook nell’aprile del 2020 in piena emergenza Covid-19. Il gruppo sui social era cresciuto durante il lock down quando diversi negozianti campani di Milano e della Lombardia avevano consegnato merce a domicilio a medici e altro personale impegnati nel contrastare l’emergenza sanitaria.

Io Mangio Campano ha previsto un programma di Partnership per i locali e per le altre attività economiche. I sottoscrittori della Tessera del Gruppo Milano Azzurra – Io Mangio Campano potranno così usufruire di sconti e altri vantaggi di vario tipo. Sono già numerose  le attività della sola provincia di Milano che hanno sottoscritto una partnership con Io Mangio Campano. Il sito propone una pagina dedicata alle nuove aperture di locali campani a Milano, una sezione dedicata alle ricette e alle implicazioni culturali in cucina, una pagina “Offro/cerco lavoro” che si propone di mettere in contatto domanda e offerta.
Nel giorno dell’inaugurazione “iomangiocampano.it” propone un’intervista a Valerio Quagliozzi, uno dei ristoratori che hanno rilanciato ed esportato a Milano il  brand “Pizzicato – Municipio Napoletano” che aprirà a breve il primo locale a Porta Romana.
E’ solo un “assaggio” di quel che verrà: l’obiettivo è informare tempestivamente su tutte le novità culinarie che riguardano Milano e la Lombardia.

Gli artisti aderenti all’Art Construit International e al Movimento Madi Internazionale Italia espongono alla rassegna “CONVERGENCES”, in programma a Parigi presso Espace Christiane Peugeot dal 6 al 19 ottobre 2020, con il patrocinio del Comune di Parigi. All’inaugurazione la mostra sarà presentata dai direttori David Apikian e Milija Belic. Tra gli artisti presenti, anche cinque napoletani in rappresentanza del Movimento Madi Internazionale: Aldo Fulchignoni, Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli e Marta Pilone.

Nell’ambito del programma nazionale della Giornata europea delle Fondazioni ‘RisuonaItalia’ organizzata da Acri e fissata per il 1 ottobre, giovedì alle ore 18 nel cortile della sede della Fondazione Banco di Napoli in via Tribunali 213 a Napoli si terrà il concerto di Scalzabanda, banda musicale composta da ragazzi del quartiere Montesanto. Il progetto ha avuto inizio a febbraio 2012 e coinvolge attualmente circa 75 giovani e giovanissimi musicisti, a partire dai 5 anni, provenienti da contesti socio-economici eterogenei. L’obiettivo principale del progetto è realizzare un percorso d’integrazione sociale attraverso la pratica musicale collettiva. Ad inizio 2020, la Fondazione Banco di Napoli ha finanziato le attività di Scalzabanda per l’acquisto di attrezzature e per gli incarichi di collaborazione dei maestri di musica, senza fermarsi neanche durante il periodo di lockdown. Saranno presenti: il presidente della Fondazione Banco di Napoli, Rossella Paliotto; il presidente dell’associazione Scalzabanda, Antonella Liccardo; il responsabile del progetto Antonio Poli. L’evento si svolgerà nel rispetto delle prescrizioni anti-Covid.

Riaprono i Centri Narciso, con un obiettivo fondamentale: il rispetto delle norme igieniche e di sicurezza.

L’Azienda ha apprezzato l’operato della Regione Campania per i provvedimenti restrittivi che hanno abbassato l’esercizio abusivo della professione, svolto prevalentemente a domicilio e senza alcun rispetto delle procedure di igiene, sicurezza e aspetto fiscale.

I clienti hanno un nuovo modo di affrontare l’esperienza estetica grazie alle prenotazioni – affermano i proprietari – e poi non è un mistero che nel tempo dei social network come principale forma di comunicazione e promozione, anche individuale, la cura della donna e dell’uomo sia un diritto fondamentale. Basti pensare a tutte le donne che in periodo di quarantena – sottolineano – hanno sofferto di depressione non solo per mancanza di rapporti sociali ma anche per la mancata possibilità di curare il proprio aspetto in modo adeguato.

 Noi siamo pronti e rispettosi delle regole – concludono poi il CEO Nicola Diomaiuta e l’Amministratrice Francesca Puca – perché la cura dell’aspetto è una certezza sociale che deve essere garantita, come fare la spesa e prendere un caffè!  

I Centri Narciso hanno deciso di omaggiare (previa esibizione del tesserino di riconoscimento) un trattamento estetico il personale medico e paramedico dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Domenico Cotugno, definito dal The New York Times, “Miglior Ospedale al mondo per la lotta al Covid-19”.

La scarcerazione dei boss che un tempo hanno terrorizzato Ercolano attraverso estorsioni e spaccio di stupefacenti non preoccupa l’opera di promozione della legalità e della cultura antimafia della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, attiva sul territorio ormai da 10 anni.

Grazie al progetto “Voce di Comunità” finanziato dal P.O.R. Campania FSE 2014-2020, i soci e gli operatori della Cooperativa sociale continuano il lavoro di diffusione della cultura dell’antimafia sociale e della legalità in diverse scuole del territorio.

“Voce di comunità” un progetto svolto con le scuole del territorio e che tratta temi fondamentali della cultura antimafia: il ricordo delle vittime innocenti di mafia, promozione della legalità attraverso la cultura, rispetto e cura dell’ambiente, e infine realizzazione di laboratori formativi sui mestieri della comunicazione, soprattutto di quella web-radiofonica.

“Terra Comune” che consiste nella pratica della coltivazione di un’eccellenza vesuviana: il pomodoro del piennolo. Tale attività sarà spiegata agli alunni delle scuole partener del progetto attraverso un laboratorio di formazione agronomica e alimentare, tenuto da esperti del settore.

Entrambi i progetti sono collocati nell’ambito del circuito dell’antimafia sociale e non solo perché prendono vita all’interno di beni confiscati.

“Provare tutti ad essere concreti è il miglior antidoto contro le mafie, ad oggi la nostra Cooperativa nonostante il Covid19, è impegnata sul progetto “Voce di Comunità”- afferma il presidente Giuseppe Scognamiglio- e sulla trafila del pomodoro del Vesuvio.

Colgo l’occasione per ringraziare l’Assessore L. Fortini per la visione progettuale e i Dirigenti degli Istituti Scolastici, con cui stiamo collaborando, per il loro impegno in questo momento difficile ma soprattutto per la loro sensibilità alla causa.

La lotta alle mafie si fa costruendo l’entusiasmo e la partecipazione- continua Scognamiglio-non la paura, formando e sensibilizzando le nuove generazioni a partire dalla scuola, restando responsabili e integerrimi quando si è davanti a scelte sui temi della giustizia sociale, dell’ambiente, delle diseguaglianze, dei diritti.

Molto spesso si sentono parole vuote e finti proclami, che servono solo a rafforzare chi vuole ritornare a quella cultura camorristica fatta di oscurantismo, compromessi, ricatti e favoritismi biechi che come ben sappiamo- conclude poi -vanno soltanto a ledere e inficiare le cose belle, l’impegno disinteressato di tanti, ma soprattutto il futuro migliore dei nostri territori”.

Anche quest’anno, sabato 23 maggio 2020,  la Cooperativa Giancarlo Siani e l’associazione Antiracket Ercolano ricorderanno il magistrato Giovanni Falcone, che nella tragica strage di Capaci venne assassinato assieme alla moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro attraverso la deposizione di una corona di fiori alle ore 10:00, presso piazzale colonna e di una diretta streaming di approfondimento alle 17.30  sui canali social di Radio Siani la Radio della Legalità.

Nelle prime tre settimane della campagna Una goccia nell’oceano #pocomatanto lanciata dalla Fondazione Banco di Napoli nelle regioni meridionali per sostenere le categorie più colpite dagli effetti economici del Covid-19, sono stati raccolti 125mila euro sul conto corrente dedicato alle donazioni. Sono stati spesi ad oggi 106mila euro per distribuire 4mila pacchi alimentari destinati a 12mila persone – con la collaborazione di Supermercati Decò in Campania, Abruzzo e Molise e di Futura Supermercati in Puglia, Basilicata e Calabria – e per consegnare 30mila mascherine ai medici di base. Martedì 14 aprile prenderà il via la seconda fase di distribuzione alle fasce sociali più bisognose su segnalazione delle associazioni di volontariato impegnate sul territorio. “E’ molto importante continuare a donare, ci aspettiamo i contributi di grandi aziende sensibili ai bisogni dei meno fortunati: una grande comunità si costruisce con i piccoli gesti, nessuno si salva da solo”, è l’appello lanciato dalla presidente della Fondazione Banco di Napoli Rossella Paliotto. Una goccia nell’oceano #pocomatanto ha avuto da subito la condivisione dell’Unione Industriali di Caserta, la collaborazione della Camera di Commercio di Caserta e il prezioso sostegno logistico di Croce Rossa Italiana e Protezione Civile.

Questi gli estremi del conto corrente

IBAN: IT7180306909606100000172086

CAUSALE: FBN PER EMERGENZA COVID-19

“Non è il momento delle polemiche”. Quante volte abbiamo sentito, letto o pronunciato questa frase? Tra “radio-Coronavirus” in onda 18 di ogni santo giorno dalla sede della Protezione civile e le canzoni dai balconi che invitano a riscoprirci fratelli d’Italia, in pochi hanno sollevato accuse. Invece, inaspettata, è arrivata la polemica tra scienziati. Milano contro Napoli, per sintesi brutale. Il Nord geloso del talento meridionale, per capirci. Il professore Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, non ha ritenuto di esimersi dall’aizzare un’invettva in diretta tv nell’ultima puntata di ‘Carta bianca’ il programma condotto da Bianca Berlinguer. “Non facciamoci sempre riconoscere. La sperimentazione del Tocilizumab era già in atto da tempo in Cina e il primo ad usarlo qui è stato il dottor Rizzi a Bergamo. Prendetevi pure i meriti ma non fate quelli che tolgono a Cesare quel che è di Cesare e ai cinesi quel che è dei cinesi. Hanno cominciato loro e li abbiamo seguiti noi, stop!”, l’uscita di Galli dinanzi alla domanda sulla sperimentazione del farmaco all’Istituto Tumori Pascale di Napoli. “Il protocollo approvato dall’Aifa è vostro, peccato però che lo stesso protocollo era già applicato da tempo in almeno dodici ospedali. Il provincialismo è intollerabile”, ha aggiunto rivolgendosi  al professore Paolo Ascierto, direttore della Struttura Complessa Melanoma e Terapie Innovative dell’istituto dei tumori Pascale di Napoli.

I DUBBI

Un attacco virulento. Scomposto, ma portatore di una notizia finora ignota. Già a Bergamo avevano provato a curare gli effetti del Coronavirus sui pazienti. E perché mai non è stato resto noto al mondo scientifico? Forse non ha avuto i risultati sperati o è stato somministrato tardi rispetto all’emergenza? Domande legittime, considerando che invece è grazie al team di cui fa parte il meritevole Ascierto – uomo mite, con radici anche al Nord avendo un fratello a Padova – se l’Agenzia del Farmaco ha autorizzato il protocollo. Un immunologo partenopeo, molto apprezzato nella comunità di esperti, pur preferendo non essere citato proprio per non entrare nell’odiosa disputa, svela al Quotidiano del Sud: “Queste sterili rivendicazioni sul primato delle osservazioni riguardo il Tocilizumab rischiano di offuscare il messaggio fondamentale che invece dobbiamo lanciare in questi giorni: l’anti-IL6 (l’interleuchina, ndr) ha un preciso razionale per l’impiego nella infezione da Sars-CoV-2, ovvero la capacità di ridimensionare repentinamente l’eccessiva risposta infiammatoria che caratterizza alcuni pazienti”. Un dato di fatto da cui partire per intravedere una speranza, consapevoli che non è la cura per il Coronavirus. “Sarà un’arma in più, ma attenzione – mette in guardia l’immunologo – andrà utilizzata scegliendo accuratamente i pazienti che possono beneficiarne”. Un dettaglio non indifferente, perché forse non l’uso in Lombardia non è stato appropriato. Anche altri farmaci come la clorochina anti-malria o il Redmesivir  anti-Ebola stando dando buoni esiti. Insomma, ci sono tentativi in atto.

L’APPELLO

Invece, Galli in pochi minuti televisivi ha voluto far diventare gli italiani chiusi in casa spettatori di un ring in cui uno sferrava i colpi con rabbia malcelata e l’altro li parava con signorilità. Tanto è vero che Ascierto sui social ha voluto precisare: “Il lavoro di brainstorming fatto con il dottor Franco Buonaguro e le giovani oncologhe Claudia Trojaniello e Maria Grazia Vitale, la discussione “cruciale” fatta con il dottor Ming, la professionalità dei dottori Montesarchio, Punzi, Parrella, Fraganza e Atripaldi dell’Ospedale dei Colli, il supporto dei nostri Direttori Generali Bianchi e Di Mauro e del nostro Direttore Scientifico Dr Botti, sono tutti elementi che sabato 7 marzo ci hanno portato ad incominciare a trattare i primi pazienti al Cotugno di Napoli. Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato”. In questa fase, ha aggiunto, “non è importante il primato, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per Aifa che ha avuto un riscontro positivo”. La parola magica è “tutti”. Senza tifo. Senza il Nord geloso. Ci sono morti da contare e tante vite da salvare. DI CARLO PORCARO SU IL QUOTIDIANO DEL SUD 19/03/2020

 

 

Cracker Store, il primo take away che serve crackers farciti al mondo inaugura il
suo locale a Napoli, a Piazza Francesco Muzii, 19, nel quartiere Arenella, domenica
16 febbraio 2020 ore 19:00.
Lo store che fa del cracker un prodotto innovativo e che unisce gusto e leggerezza ha
scelto la città più bella del mondo per dare vita alla propria attività: “Il Cracker Store
non è altro che l’incontro tra Stati Uniti d’America e l’Italia- affermano i giovani
imprenditori che hanno dato vita al progetto- nella sua essenza più pura.
Ogni morso sarà un misto di gioia e bontà, unito alla garanzia dell’alta qualità quindi-
concludono poi-non c’è più nulla da aggiungere, veniteci a trovare!”
Grazie a questa incredibile iniziativa, concepita da giovani e promettenti
imprenditori, Napoli non sarà più solo la città della pizza ma anche del Cracker
farcito.
La comunicazione dello store e il suo arredamento saranno caratterizzati dall'utilizzo
di suoni onomatopeici e parole onomatopeiche, il tutto rivisitato in chiave
fumettistica.

Crackers farciti con alimenti freschi e gustosi
Il cracker è sempre stato concepito nell’immaginario collettivo come un semplice
spuntino, ma grazie a Cracker Store diventerà qualcosa di più.
Preparato artigianalmente con grano italiano ed ingredienti di alta qualità, il
cracker viene servito con prodotti freschi, come salumi e latticini, scelti tra i
migliori presenti sul mercato.

 

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