Arte, Madisti napoletani a Parigi: una storia di successo

Si è conclusa il 19 ottobre, presso le sale espositive Espace Christiane Peugeot a Parigi, la rassegna “CONVERGENCES”, promossa dall’ART Constuit International e Movimento MADI Internazionale Italia, con il patrocinio del Comune e la partecipazione dell’assessore alla cultura e i direttori David Apikian e Milija Belic. Un’ampia mostra di indiscusso interesse sulle attuali ricerche dell’astrattismo internazionale madista e non solo. Le opere dei ventidue autorevoli artisti di varie nazionalità danno un’approfondita visione dell’evoluzione del MADI, una delle più rilevanti correnti artistiche generatasi dalle avanguardie storiche del XX Secolo. 

CONTINUITÀ STORICA DELL’ASTRATTISMO NAPOLETANO

In questa situazione, si rileva la particolare partecipazione degli artisti napoletani aderenti al Movimento Madi Internazionale:  Aldo Fulchignoni, Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli e Marta Pilone. La presenza degli artisti partenopei testimonia la longeva storia delle arti visive sul territorio  napoletano, una storia tutt’altro che conclusa. 

I PIONIERI: IL GRUPPO ARTE CONCRETA E IL MAC NAPOLETANO

La svolta storica avvenne nel dopoguerra, con la sprovincializzazione da un insipiente tardo cubismo imperante  in Napoli. La costituzione del Gruppo Napoletano Arte Concreta e del successivo MAC Napoletano rappresentato da Renato Barisani, Renato De Fusco, Guido Tatafiore, Antonio Venditti, determinò la diffusione delle  arti figurative partenopee, in campo nazionale ed internazionale, con la partecipazione alla storica rassegna nel 1951, Arte Astratta e Concreta in Italia, curata da Palma Bucarelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La mostra MAC/ESPANCE Arte Concreta in Italia e Francia 1948 – 1958, tenutasi presso l’Acquario Romano il 19 maggio 1999 e curata da Giorgio Di Genova, con le opere di Renato Barisani, Andrea Bisanzio, Renato De Fusco, Edoardo Giordano, Guido Tatafiore, Antonio Venditti,  approfondì il contesto storico in cui operarono gli artisti che aderirono alle poetiche del Groupe Espace francese nel 1955. 

L’EVOLUZIONE:  GEOMETRIA E RICERCA 

Undici anni dopo, sempre a Napoli nel 1976 si costituiva il gruppo Geometria e ricerca, composto da sette artisti: Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Riccardo Riccini, Guido Tatafiore, Giuseppe Testa e successivamente Riccardo Trapani. Questi artisti si proponevano di ampliare, spesso riuscendoci con eccelsi risultati, il campo dell’immaginario geometrico. Un’esauriente pubblicazione, L’immaginario geometrico  edita da Rodolfo Rubino e curata da Luigi Paolo Finizio, raccoglie compiutamente le ricerche del gruppo. 

LA NUOVA GENERAZIONE DEGLI ANNI OTTANTA

Alla chiusura del sodalizio di Geometria e Ricerca, la continuità della poetica dell’astrattismo a Napoli fu ripresa dalla nuova generazione di giovani emergenti.  Nel 1986 alla XI Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, alla sezione Ricognizione Sud: Una Possibile Campionatura (con la Commissione composta da Massimo Bignardi, Tonino Casula, Mimmo Conenna, Enrico Crispolti, Luigi Paolo Finizio e Fernando Miglietta), furono invitati due giovani artisti napoletani, Gerolamo  Casertano ed Enea Mancino, che presentarono opere legate alle nuove tendenze dell’astrattismo geometrico. Nel 1987, Enrico Crispolti, con la rassegna Una linea Napoletana, svoltasi presso Palazzo Marchi di Pordenone, pose in risalto l’esuberanza longeva nella continuità dell’astrattismo sul territorio partenopeo. 

LE ORIGINI DEL MADI NAPOLETANO

Le origini del MADI con Napoli risalgono all’ inizio del 1986, quando Salvatore Presta ospitò Enea Mancino a Genova. Qui l’artista napoletano  ebbe modo di conoscere  gli esponenti del gruppo Madi genovese. Successivamente, nello stesso anno, Enea Mancino partecipò alla mostra Le prove della qualità, presso la Galleria Sincron di Brescia, in cui esponeva, per la prima volta in Italia, il fondatore del Movimento Madi, Carmelo Arden Quin, insieme ai seguenti artisti: Belleudy, Bolivar, Cardarelli, Contemorra, Decq, Faif, Faucon, Franzi, Gasquet, Lapereyre, Lemercier, Lex Caral, Loi, Luquet, Pasquer, Presta, Scherer, Sulic, Arden Quin. Seguirono altre mostre in Francia. Con il trasferimento nel 1990 di Presta a Milano, presso la galleria Artestuktura di Anna Canali, si diffusero le frequentazioni di molti artisti napoletani operanti nell’astrattismo geometrico. Tra questi, il primo fu Saverio Cecere  e, successivamente,  Renato Milo, Antonio Perrottelli  e Marta Pilone. Con la chiusura della Galleria Artestruktura, il 3 aprile 2003 si costituì a Portici, con atto notarile, l’associazione Arte MADI  Movimento – Internazionale. Ne facevano parte i seguenti artisti fondatori: Angelo Giuseppe Bertolio, Saverio Cecere, Reale, Frangi, Mirella Forlivesi, Aldo Fulchignoni, Vincenzo Mascia, Giuseppe Minoretti, Renato Milo, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Gaetano Pinna, Giuseppe Rosa, Gino Luggi, Piergiorgio Zangara. Presidente dell’associazione era Ciro Pirone con vice presidente Frangi Reale. Da allora si sono susseguite innumerevoli mostre in Italia e all’estero presso gallerie e musei che espongono in maniera permanente opere madi. 

ATTIVITÀ RECENTI DEL MADI NAPOLETANO E INTERNAZIONALE

Nel 2010 la rassegna internazionale Complementarità, fu presentata a Napoli nelle sale di Castel dell’Ovo, da Giorgio Di Genova, con la partecipazione di quarantanove artisti madi suscitando un  notevole interesse.  Attualmente la Galleria Marelia  ha dato un forte apporto alla diffusione del movimento Madi con mostre in galleria e alla rassegna, nel 2012, curata da Paola Silvia Ubiali, Movimento Madi: Una Geometria Oltre le Regole, presso l’Atelier Tadini Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere, con i seguenti artisti: Carmelo Arden Quin, Angelo Giuseppe Bertolio, Dominique Binet, Bolivar, Jean Branchet, Jean Charasse, Mirian Drugda, Mirella Forlivesi, Reale Frangi, Joël Frment, Aldo Fulchignoni, Ymiko Kimura, Alberto Lombardi, Gino Luggi, Enea Mancino, Jaildo Marinho, Vincenzo Mascia, Renato Milo, Giuseppe Minoretti, Mitsouko Mori, Judit Nem’s, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone, Gaetano pinna, Giuseppe Rosa, Albert Rubens, Jάnos  Szάsz Saxon, Philippe Vacher, Piergiorgio Zangara. 

Particolarmente rilevanti, anche per la meritoria opera di diffusione dell’arte MADI, sono le due rassegne giapponesi curate da Cristina Costanzo, storica dell’arte dell’Università di Palermo: la mostra MADI Internazionale, tenutasi a Osaka nel 2015; e MADI. L’altra geometria, nel 2018, presentata presso la  MI Gallery  di Osaka e presso il 21st Century Museum of Contemporary Art di  Kanazawa. Tra gli artisti partecipanti vanno ricordati i francesi Dominique Binet, Jean Branchet, Jean Charasse, Mirian Drugda, Joël Frment e Fhilippe Vacher; gli italiani Franco Cortese, Reale Frangi, Aldo Fulchignoni, Alberto Lombardi, Gino Luggi, Enea Mancino, Vincenzo Mascia, Renato Milo, Gianfranco Nicolato, Antonio Perrottelli, Marta Pilone e Piergiorgio Zangara; i giapponesi Sakae Hasegawa, Ymiko Kimura e Mitsouko Mori; lo svedese Torsten Ridell , l’ungherese Jάnos  Szάsz Saxon e il brasiliano Jaildo Marinho.

ESPOSIZIONI MADI PERMANENTI

Oggi numerosi musei espongono in maniera permanente opere con sezioni specifiche come il Mobil MADI Museum, Budapest (Ungheria); Museum of Geometrie end MADI Art, Dallas (Stati Unit)i; MADI Museu, Sorbal-Fortaleza (Brasile); Macia-Museum, Tome (Giappone), Museo delle Generazioni Italiane del ‘900 – Giulio Bergellini, Pieve di Cento (Bologna); Civica Galleria di Arte Moderna, Gallarate (Varese); Forum Artis Museum, Montese (Modena); Mondriaanhuis Museum, Amersfoort (Olanda); Museo Civico di Arte Contemporanea Umbro Apollonio, San Martino di Lupari (Padova).

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