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marzo 2020

“Non è il momento delle polemiche”. Quante volte abbiamo sentito, letto o pronunciato questa frase? Tra “radio-Coronavirus” in onda 18 di ogni santo giorno dalla sede della Protezione civile e le canzoni dai balconi che invitano a riscoprirci fratelli d’Italia, in pochi hanno sollevato accuse. Invece, inaspettata, è arrivata la polemica tra scienziati. Milano contro Napoli, per sintesi brutale. Il Nord geloso del talento meridionale, per capirci. Il professore Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, non ha ritenuto di esimersi dall’aizzare un’invettva in diretta tv nell’ultima puntata di ‘Carta bianca’ il programma condotto da Bianca Berlinguer. “Non facciamoci sempre riconoscere. La sperimentazione del Tocilizumab era già in atto da tempo in Cina e il primo ad usarlo qui è stato il dottor Rizzi a Bergamo. Prendetevi pure i meriti ma non fate quelli che tolgono a Cesare quel che è di Cesare e ai cinesi quel che è dei cinesi. Hanno cominciato loro e li abbiamo seguiti noi, stop!”, l’uscita di Galli dinanzi alla domanda sulla sperimentazione del farmaco all’Istituto Tumori Pascale di Napoli. “Il protocollo approvato dall’Aifa è vostro, peccato però che lo stesso protocollo era già applicato da tempo in almeno dodici ospedali. Il provincialismo è intollerabile”, ha aggiunto rivolgendosi  al professore Paolo Ascierto, direttore della Struttura Complessa Melanoma e Terapie Innovative dell’istituto dei tumori Pascale di Napoli.

I DUBBI

Un attacco virulento. Scomposto, ma portatore di una notizia finora ignota. Già a Bergamo avevano provato a curare gli effetti del Coronavirus sui pazienti. E perché mai non è stato resto noto al mondo scientifico? Forse non ha avuto i risultati sperati o è stato somministrato tardi rispetto all’emergenza? Domande legittime, considerando che invece è grazie al team di cui fa parte il meritevole Ascierto – uomo mite, con radici anche al Nord avendo un fratello a Padova – se l’Agenzia del Farmaco ha autorizzato il protocollo. Un immunologo partenopeo, molto apprezzato nella comunità di esperti, pur preferendo non essere citato proprio per non entrare nell’odiosa disputa, svela al Quotidiano del Sud: “Queste sterili rivendicazioni sul primato delle osservazioni riguardo il Tocilizumab rischiano di offuscare il messaggio fondamentale che invece dobbiamo lanciare in questi giorni: l’anti-IL6 (l’interleuchina, ndr) ha un preciso razionale per l’impiego nella infezione da Sars-CoV-2, ovvero la capacità di ridimensionare repentinamente l’eccessiva risposta infiammatoria che caratterizza alcuni pazienti”. Un dato di fatto da cui partire per intravedere una speranza, consapevoli che non è la cura per il Coronavirus. “Sarà un’arma in più, ma attenzione – mette in guardia l’immunologo – andrà utilizzata scegliendo accuratamente i pazienti che possono beneficiarne”. Un dettaglio non indifferente, perché forse non l’uso in Lombardia non è stato appropriato. Anche altri farmaci come la clorochina anti-malria o il Redmesivir  anti-Ebola stando dando buoni esiti. Insomma, ci sono tentativi in atto.

L’APPELLO

Invece, Galli in pochi minuti televisivi ha voluto far diventare gli italiani chiusi in casa spettatori di un ring in cui uno sferrava i colpi con rabbia malcelata e l’altro li parava con signorilità. Tanto è vero che Ascierto sui social ha voluto precisare: “Il lavoro di brainstorming fatto con il dottor Franco Buonaguro e le giovani oncologhe Claudia Trojaniello e Maria Grazia Vitale, la discussione “cruciale” fatta con il dottor Ming, la professionalità dei dottori Montesarchio, Punzi, Parrella, Fraganza e Atripaldi dell’Ospedale dei Colli, il supporto dei nostri Direttori Generali Bianchi e Di Mauro e del nostro Direttore Scientifico Dr Botti, sono tutti elementi che sabato 7 marzo ci hanno portato ad incominciare a trattare i primi pazienti al Cotugno di Napoli. Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato”. In questa fase, ha aggiunto, “non è importante il primato, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per Aifa che ha avuto un riscontro positivo”. La parola magica è “tutti”. Senza tifo. Senza il Nord geloso. Ci sono morti da contare e tante vite da salvare. DI CARLO PORCARO SU IL QUOTIDIANO DEL SUD 19/03/2020

 

 

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