Turisti occupano le case del centro, il business del momento. Spunta pure l’omino con le chiavi

Tremila case fittate a turisti, agenzie immobiliari che si organizzano per sfruttare la piattaforma Airbnb, nuovi mestieri che emergono (tipo l’omino col mazzo di chiavi delle varie case-vacanza). In questi fattori, positivi per Napoli di nuovo meta nazionale e internazionale, c’è tutto il boom turistico. Ma anche lati oscuri su cui in molti cominciano a nutrire dubbi. Si parla nel caso di gentrificazione, di fatto l’occupazione delle zone di pregio esclusivamente a favore di chi viene in città per vacanza.

Ma che significa gentrificazione (gentrification)? Per il manuale di Sociologia è quel processo per cui i decadenti quartieri operai del centro cittadino vengono recuperati attraverso un influsso di capitale privato. Alla ristrutturazione degli immobili ed alla pacificazione dell’area segue l’insediamento di un nuovo tipo di inquilini middle class – la nuova gentry appunto. Gli originari abitanti vengono “rimossi” (sia in senso lato che letterale) e destinati a zone più periferiche.  Questo processo è stato incluso sotto il concetto-ombrello di postmodernizzazione, ovvero quel concetto che si riferisce alla ristrutturazione globale delle relazioni sociospaziali attraverso nuove modalità d’investimento. La gentrificazione presuppone una deindustrializzazione delle aree centrali che vengono occupate da membri della classe media e sviluppate come aree turistiche e di consumo culturale.
Le aree gentrificate vengono quindi provviste di infrastrutture commerciali assolutamente all’avanguardia e la loro promozione è curata nei minimi particolari. La cosiddetta “rinascita della città” è pubblicizzata come un evento in grado di portare benefici a tutti i suoi abitanti indistintamente, ma la realtà è diversa. Uno sviluppo diseguale caratterizza l’andamento della città, favorendo quelle zone che possiedono, per questioni storiche e/o geografiche, un maggiore capitale culturale (quello che Bourdieu definisce come “capitale oggettivo”).

Napoli che cosa vuole diventare? Quale sarà la sua vocazione sfruttando l’enorme flusso di persone che arrivano? Domande lecite, il dibattito è aperto. In molte città si sono ribellati, a Barcellona sono scesi in piazza.

photo: www.comune.napoli.it

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