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giugno 2018

Dal peschereccio alla tavola: ha aperto a Pozzuoli “Itticheria”, il primo fish point con i “pescati di gola” a miglio zero. Il progetto ideato da Fulvio Giugliano va dalla materia prima alla professione, fino alla vendita e al consumo. “Partendo dai Campi Flegrei – spiega Giugliano – abbiamo azzerato la distanza tra pesca e cucina, portando in tavola solo il pescato che arriva direttamente dalle barche dei pescatori ormeggiate a poca distanza dal ristorante. L’idea è originale e molto importante per il territorio, che potrà attirare appassionati e turisti”.  Il locale è un’osteria di mare, crudo bar, fast food marinaro e boutique del pesce. La particolarità è che si cena e si degustano piatti di mare a miglio zero.  Ecco perché l’Itticheria ha aperto proprio a Pozzuoli, regno di armatori di imbarcazioni da pesca e della marineria, che permette un’offerta di pesce a costi democratici e quindi rivolta a tutte le tasche. Suggestivo il grande banco del pescato dove scegliere cosa far cucinare allo Chef oppure sedersi e mangiare dell’ottimo crudo, fino alla vetrina del take-away all’esterno del locale, se il pescato fresco lo si vuole preparare a casa propria. In cucina lo Chef Domenico Tromiro, che vanta una grande esperienza nei migliori ristoranti italiani e anche all’estero. Stupisce con i suoi piatti alla cui base c’è grande ricerca e per gli interessanti abbinamenti. Spiccano: il frollino salato ai semi di papavero con ricciola e crema di parmigiano 24 mesi, il carpaccio di ombrina, salsa di bufala e polvere di tarallo, gli gnocchi di seppia alla sorrentina, il calamaro grigliato all’acqua di mare, hummus e gocce di capperi di Pantelleria, il semifreddo alla crema di baccalà. Nel menù speciali dolci di mare. Il locale di design è caratterizzato da linee minime. Bianco, rosso e blu spiccano nei decori originali su maioliche realizzate in esclusiva dalla vietrese Solìmene. Il restyle è stato curato del team Allocca-Natali e l’interior Mario Ioimo. Tra le golosità marinare, dodici tipi di salse realizzate nei laboratori dell’Itticheria, tra queste: nero di mare (sappia), scrigni di mare (pomodori secchi e pesce spada), al pesto di mattanza, ai carciofi tonnati, al pesto di Pantelleria (con pesce spada e capperi).

 

La Campania Music Commission (CMC) sceglie il 21 giugno, data che celebra la Festa della Musica, per presentare i componenti del suo Comitato Scientifico.

Anche il luogo dell’incontro è significativo: la straordinaria cornice delle Scuderie di Palazzo San Severo (Piazza San Domenico Maggiore), il laboratorio creativo del Maestro Lello Esposito, autore del logo della CMC, dove verranno presentati i componenti del comitato alla presenza, tra gli altri, di alcuni dei protagonisti dell’industria musicale e produttiva campana e nazionale, oltre che delle istituzioni.

“La CMC è una associazione privata – spiega l’avvocato di diritti d’autore, presidente e promotore dell’associazione, Ferdinando Tozzi – che nasce con lo scopo di creare un ‘Hub’ della musica e fare della Campania la prima Regione della Musica; anche con una rete di servizi e strutture che tendano a valorizzare, aiutare, e consigliare chiunque si voglia avvicinare al mondo discografico e all’intero comparto. La Campania Music Commission intende fra l’altro affiancare le major nazionali ed internazionali facendo così da anello di congiunzione tra le diverse realtà del settore, quella locale campana, quella nazionale e oltre confine. Il significativo sviluppo dei fermenti artistici – continua Tozzi – che investe il territorio, implica una sempre maggiore esigenza di valorizzare in modo coordinato quelle professionalità e proposte musicali che attualmente, per le caratteristiche stesse del mercato, stentano a trovare una possibilità di espansione oltre i propri circuiti di riferimento”.

La Campania Music Commission sarà dunque supportata da un proprio Comitato Scientifico, costituito da figure rilevanti del mondo accademico e dell’industria culturale, al fine di individuare strategie utili per il consolidamento del comparto musicale in Campania, per attrarre investimenti e incentivare lo sviluppo delle produzioni musicali e delle iniziative emergenti insieme a tutta la filiera di riferimento, tenendo conto delle significative trasformazioni in atto sia sul piano economico e culturale che tecnologico.

Se hai dai 15 ai 24 anni, vuoi divertirti, fare volontariato, metterti in gioco e vivere un’esperienza formativa, CSV Napoli propone l’attività giusta. Si tratta dei campi estivi di volontariato, un’opportunità formativa ed esperienziale per i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo del volontariato.

Sono residenziali, gratuiti e permetteranno di partecipare alle attività delle associazioni del nostro territorio. Convivialità, integrazione e divertimento saranno al centro di ogni giornata e attraverso il continuo confronto con coetanei e con i volontari per maturare nuove idee per costruire modelli di vita alternativi.

I campi durano 5 giorni e si svolgeranno presso la struttura Flegrea House di Pozzuoli (Napoli):

– dal 14 al 19 luglio si terrà il campo per gli aspiranti volontari dai 15 ai 18 anni

– dal 19 al 24 luglio si terrà il campo per gli aspiranti volontari dai 18 ai 24 anni

Per partecipare è necessario inviare, entro e non oltre il giorno 22 giugno, una mail all’indirizzo [email protected] indicando il campo per quale ci si candida, il proprio nominativo, la data di nascita e un recapito telefonico per essere contattato ed invitato ad un colloquio conoscitivo presso la sede del CSV Napoli .

Al termine dell’esperienza sarà rilasciato un attestato che descrive le attività svolte e le competenze acquisite.

Boom turistico, ma anche nuovi poveri. Questo il contesto sociale a Napoli. In 80mila hanno presentato dal 1 dicembre scorso la domanda per accedere al Reddito d’inclusione, 103mila quelle che ne hanno beneficiato sul territorio regionale e 75 mila nel capoluogo. “Affinché questa misura non si trasformi in un’occasione persa è fondamentale un attento lavoro che a livello territoriale deve essere fatto da Regioni, Ambiti e Comuni– afferma Melicia Comberiati, della Cisl e portavoce dell’Alleanza contro la povertà campana – l’attivazione del livello regionale dell’Alleanza è decisiva per il raggiungimento degli obiettivi che il Rei si è dato”. Dell’Alleanza fanno parte Agci, Acli, Actionaid, Anci Campania, Adiconsum, AC.Azione Cattolica Italiana- Delegazione Campana, Arci, Caritas, Cgil Campania, Cisl Campania, Comunità di Sant’Egidio, Cnca, Confcooperative, Ebbene, Fitel Campania, Forum Terzo Settore, Legacoop, Save the Children, Uil Campania). Partecipa stabilmente ai lavori dell’Alleanza il direttore dell’Inps di Napoli, Roberto Bafundi. Chiesto quindi alla Regione un Piano regionale di contrasto alla povertà, sollecitare tutti i soggetti coinvolti a un maggior coordinamento tra le politiche nazionali, regionali e locali per una reale integrazione e rafforzamento degli interventi tra le diverse aree del welfare, sociale, sanitaria e sociosanitaria, delle politiche abitative, del lavoro e formazione; promuovere una rete di punti di accesso al Rei e di accompagnamento della persona e della famiglia attraverso nuove modalità di collaborazione tra servizi sociali, enti pubblici e del privato non profit.

“È la prima volta che un numero così ampio di soggetti sociali dà vita ad un sodalizio per promuovere adeguate politiche contro la povertà nella nostra regione – prosegue Comberiati – La sua nascita costituisce un segno tanto dell’urgenza di rispondere al diffondersi di questo grave fenomeno quanto dell’accresciuta consapevolezza, in tutti i proponenti, che solo unendosi si può provare a cambiare qualcosa”. Nei giorni scorsi la Conferenza Unificata Intesa Stato-Regioni-Enti Locali ha dato il via libera al Piano di interventi per il contrasto alla povertà stanziando 297 milioni per il 2018, 347 per il 2018 e 470 per il 2020. Della somma relativa a quest’ anno, 272 milioni finanzieranno i servizi per l’ accesso al Rei, 20 milioni (la metà alle regioni, l’ altra a città tra cui Napoli e Palermo per il Sud) andranno ad interventi per persone in condizione di povertà estrema e senza dimora, infine 5 saranno spesi per azioni in favore di coloro che al compimento della maggiore età vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’ autorità giudiziaria. Le somme assegnate agli ambiti territoriali sono 46 milioni circa alla Campania.

ITTICHERIA: PESCATO & PESCATORI COME MAI RACCONTATI PRIMA

 

Dallo slow food al take-away, dal gourmet al finger eating, nasce la prima Itticheria napoletana. Un «fish point» tra osteria di mare e crudo bar, fast food marinaro e boutique del pesce, cucineria tradizionale e degustazioni a miglio zero: rilettura decisamente contemporanea di ristò e trattoria “local” che ha come obiettivo di riposizionare il prodotto pescato in funzione e relazione diretta con la pesca, il mercato territoriale e l’odierno mestiere del pescatore.

Fulvio Giugliano è l’ideatore di questo progetto evoluto e ponderato di valorizzazione del mondo ittico: dalla materia prima alla professione, fino alla distribuzione, la vendita e il consumo, quindi alla tavola. Fondatore di “Pescato Nostrano”, dal 2015 al 2017 è coordinatore regione Campania di Federpesca, la federazione di Confindustria che si occupa di pesca; nel 2017 e 2018 è coordinatore regione Campania di Impresa Pesca, sezione di Coldiretti. Giugliano ha così avuto l’intuizione più naturale nel suo ruolo ed esperienza, di azzerare la distanza tra pesca e ristorazione, innescandone la trasformazione da mestiere a impresa, estendendo la professionalizzazione del settore nella vendita e la cucina attraverso un branding e non la semplice apertura di un risto-lounge.

Filiera sinergica cortissima e networking dinamico interattivo: pescare-commercializzare il prodotto fresco e trattarlo-cucinarlo-servirlo in un iter spazio/tempo ridottissimo e fortemente orientato verso un’identità professionale (o ancor più imprenditoriale).

Proprio per tutto questo l’Itticheria apre a Pozzuoli, il regno della marineria dei pescatori e degli armatori di imbarcazioni da pesca: una scelta mirata a valorizzare il prodotto campano e tirreno nello scenario che più di ogni altro plaude al mare e ai suoi uomini.

Declinare l’offerta di pesce in forme e costi democratici è un altro importante core del progetto: dalla tavola tradizionale al fish bar, il luogo social e conviviale con aperitivo e finger a base di crudo, il pairing con vini e birre, il grande banco del pescato da vedere-annusare-gustare, fino alla vetrina del take-away all’esterno del locale.

Il menù è affidato alla creatività di Domenico Tromiro, giovane, ma rodato chef di scuola tradizionale ed esperienza ultranazionale: sue le ricerche e le ideazioni, gli abbinamenti e le variazioni sul tema. Piccola anticipazione: i “pescati di gola” che preannunciano irresistibili tentazioni.
Il locale è stato strutturato con un concept di pescheria evoluta, sul quale raccontare il mondo ittico: linee minime, mono-colori inclusivi e riposanti, materiali caldi e complementi dedicati o site-specific, come la linea di decori originali su maioliche realizzate in esclusiva dalla vietrese Solìmene.

Venerdì 15 giugno alle ore 18,00, al campo comunale di Villaricca (Na), si terrà la seconda edizione del torneo di calcetto di beneficenza ‘Donne in campo per le donne’, organizzata dall’associazione di promozione sociale ‘Braccialetti Rosa’, con sede al ‘Salus Medical Center’, in via A.M. Pirozzi, Giugliano in Campania.
Al torneo parteciperanno le seguenti squadre: ODG Campania, ASD Villaricca Calcio, Acto Campania, Braccialetti Rosa. Saranno presenti alla manifestazione solidale il presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, le istituzioni politiche e le associazioni locali.
“Siamo lieti di aver organizzato la seconda edizione del torneo di calcetto di beneficenza, rigorosamente in rosa, per raccogliere fondi per l’acquisto di parrucche e di foulard per le donne malate di cancro”, così la presidente di ‘Braccialetti Rosa’, Raffaelita D’Alterio, che ringrazia ‘le squadre dell’ODG Campania, dell’Acto Campania e dell’ASD Villaricca Calcio per la disponibilità e per aver accettato di scendere in campo per sostenere la nostra associazione’.
“Le donne malate potranno richiedere – spiega la presidente – la parrucca oppure il foulard recandosi nella nostra sede”. “Un grazie di cuore a tutti coloro che sostengono ‘Braccialetti Rosa’ e tutte le nostre iniziative, sono la linfa vitale della nostra associazione. Venerdì 15 e non solo, scendiamo tutti in campo per un pomeriggio di calcio e di solidarietà”, conclude Raffaelita D’Alterio.

Un altro grande traguardo per gli studenti della Apple Developer Academy: l’Hackaton Var Group 2018, svoltosi a Riccione, è stato vinto da una squadra composta da Roberto Pelonara, Simone Penna, Mirko Pennone, Carlo Santoro, Antonio Consales, studenti dell’Academy napoletana.

Durante questa sfida, sette gruppi da tutta Italia si sono sfidati in un lavoro di 32 ore indetto da Var Group, con l’obiettivo di realizzare applicativi per la digitalizzazione per diverse aziende.

Ai ragazzi di Napoli, vincitori della gara, è stato consegnato un contratto di collaborazione di 25.000€ per completare il lavoro.

Il progetto realizzato dagli studenti della Academy consiste nella realizzazione di una app iOS (sistema operativo usato dagli iPhone) con chatbot virtuale, per aiutare il lavoro e la collaborazione degli aderenti alla Confesercenti di tutta Italia Gli associati potranno grazie alla App realizzata dal team napoletano ricevere assistenza di primo livello in maniera automatica per le loro attività.

Gli studenti napoletani sono stati premiati nella sessione plenaria della ConvetionVar davanti ad un pubblico di oltre 1600 persone composto da imprenditori e manager delle maggiori aziende internazionali e nazionali.

L’Hackathon Var Group è una competizione annuale che si tiene durante il ConventionVar, dove squadre composte da sviluppatori, programmatori e grafici si sfidano nella realizzazione di soluzioni integrate per clienti del calibro di Autostrade per l’Italia, Confesercenti Nazionale, Scai e Rom Nidek. Il progetto portato a compimento dal Team Academy è stato valutato da una giuria composta da rappresentanti delle imprese aderenti all’iniziativa, manager ed imprenditori, secondo fattori quali il lavoro di squadra, impegno, capacità di problem solving, e interpretazione del progetto.

Tremila case fittate a turisti, agenzie immobiliari che si organizzano per sfruttare la piattaforma Airbnb, nuovi mestieri che emergono (tipo l’omino col mazzo di chiavi delle varie case-vacanza). In questi fattori, positivi per Napoli di nuovo meta nazionale e internazionale, c’è tutto il boom turistico. Ma anche lati oscuri su cui in molti cominciano a nutrire dubbi. Si parla nel caso di gentrificazione, di fatto l’occupazione delle zone di pregio esclusivamente a favore di chi viene in città per vacanza.

Ma che significa gentrificazione (gentrification)? Per il manuale di Sociologia è quel processo per cui i decadenti quartieri operai del centro cittadino vengono recuperati attraverso un influsso di capitale privato. Alla ristrutturazione degli immobili ed alla pacificazione dell’area segue l’insediamento di un nuovo tipo di inquilini middle class – la nuova gentry appunto. Gli originari abitanti vengono “rimossi” (sia in senso lato che letterale) e destinati a zone più periferiche.  Questo processo è stato incluso sotto il concetto-ombrello di postmodernizzazione, ovvero quel concetto che si riferisce alla ristrutturazione globale delle relazioni sociospaziali attraverso nuove modalità d’investimento. La gentrificazione presuppone una deindustrializzazione delle aree centrali che vengono occupate da membri della classe media e sviluppate come aree turistiche e di consumo culturale.
Le aree gentrificate vengono quindi provviste di infrastrutture commerciali assolutamente all’avanguardia e la loro promozione è curata nei minimi particolari. La cosiddetta “rinascita della città” è pubblicizzata come un evento in grado di portare benefici a tutti i suoi abitanti indistintamente, ma la realtà è diversa. Uno sviluppo diseguale caratterizza l’andamento della città, favorendo quelle zone che possiedono, per questioni storiche e/o geografiche, un maggiore capitale culturale (quello che Bourdieu definisce come “capitale oggettivo”).

Napoli che cosa vuole diventare? Quale sarà la sua vocazione sfruttando l’enorme flusso di persone che arrivano? Domande lecite, il dibattito è aperto. In molte città si sono ribellati, a Barcellona sono scesi in piazza.

photo: www.comune.napoli.it

Borsa Italiana sceglie il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli insieme per la terza edizione del progetto “Rivelazioni-Finance for Fine Arts” per il restauro di otto opere. A presentare questa edizione oggi il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, la responsabile del progetto Valentina Sidoti, l’advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese del Museo di Capodimonte, Giovanni Lombardi. Questa edizione è realizzata grazie all’impegno di aziende campane di Elite, il programma internazionale di Borsa Italiana spa nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita. In particolare sette aziende hanno già adottato cinque opere: D&D Italia spa adotta Adorazione dei pastori di Giovan Battista Salvi; Protom adotta Natività di Luca Signorelli; Cartesar adotta La Cantatrice di Bernardo Cavallino; Epm adotta Adorazione del bambino di Michelangelo Anselmi; Pasell, Graded e Tecno adottano Ritratto di Pier Luigi Farnese di Tiziano Vecellio. Grazie a un accordo tra Borsa Italiana e Museo e Real Bosco di Capodimonte, è stata promossa la raccolta di risorse destinate al restauro delle opere presso aziende e operatori appartenenti alla comunità finanziaria nazionale e internazionale. Attraverso una nuova forma di mecenatismo, favorita anche dall’Art Bonus, i finanziatori che aderiscono al progetto adotteranno un’opera tra quelle selezionate dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e promosse da Borsa Italiana contribuendo alla loro restituzione e alla piena fruibilità da parte del pubblico.
Il progetto messo a punto da Borsa Italiana consente di ottimizzare il meccanismo di raccolta fondi attraverso la proposta di più opere con costi di restauro differenti, facilitando la relazione tra mecenate e museo e semplificando le modalità di donazione. Borsa Italiana, inoltre, promuoverà il progetto presso il proprio network nazionale e internazionale. Le opere restaurate saranno esposte presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte e, ove possibile, presso Big-Borsa italiana gallery, lo spazio espositivo all’interno di Palazzo Mezzanotte, la storica sede di Borsa Italiana a Milano. “Borsa Italiana -spiega Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana- è da sempre impegnata nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e vede nel sostegno al nostro patrimonio artistico uno strumento essenziale per lo sviluppo economico e per il rilancio del Paese. Il lancio di questa nuova edizione del progetto ‘Rivelazioni’ con il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli segna un ulteriore passo in avanti nell’efficace collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo di un moderno mecenatismo a favore della valorizzazione dei beni culturali”. “Le aziende del made in Italy -sottolinea Valentina Sidoti, responsabile del progetto Finance for Finance Arts- sono un mix unico di creatività e competenze molto legato alla nostra tradizione culturale e artistica. Abbiamo creato una piattaforma che mette in relazione partner con culture diverse, dai musei, alle aziende alle istituzioni con l’obiettivo di promuovere e facilitare il percorso verso il sostegno finanziario dei restauri di opere pubbliche”.
“La giornata di oggi -commenta Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte- con Borsa Italiana apre, spero, una nuova era per Capodimonte. Sono stato sempre convinto, infatti, che il futuro delle nostre grandi istituzioni museali non possa rimanere solo a carico dello Stato ma vada condiviso con tutti i cittadini, le imprese e il genio imprenditoriale italiano”. “Il Museo di Capodimonte -afferma Giovanni Lombardi, advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese del Museo- è un orgoglio per Napoli e per l’intero Paese ed è un bene dell’umanità, e sono contento che Borsa Italiana abbia scelto di realizzare qui la terza edizione di Rivelazioni. Questo progetto ha un valore importante per pmi, le quali possono offrire un grande contributo alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale, in una logica di investimento sostenibile per l’azienda e per il Paese. Rivelazioni semplifica la relazione tra azienda e museo, aggiungendo valore ad entrambi i soggetti, dimostrando di essere una piattaforma ottimale per le attività di mecenatismo delle pmi”. Queste le opere selezionate dal Museo e Real Bosco di Capodimonte: Tiziano Vecellio, ritratto di Pier Luigi Farnese, Giovan Battista Salvi, Adorazione dei Pastori, Claude Lorrain, Paesaggio con la ninfa Egeria.
“Con l’impegno assunto per il restauro del quadro di Tiziano Vecellio, Graded, assieme ad altre imprese napoletane impegnate nel programma Elite di Borsa Italiana, ha voluto contribuire all’avvio in Campania di nuovi modelli virtuosi di gestione culturale – dice Vito Grassi, amministratore unico di Graded –. La responsabilità sociale per un’azienda si traduce anche nella cura del territorio e, dunque, nella valorizzazione del suo patrimonio artistico. Ci auguriamo che questo progetto, in una fase in cui è sempre più difficile reperire risorse per la cultura e gli investimenti sono ben al di sotto della media europea, sia soltanto l’inizio di un mecenatismo diffuso fra imprese e organizzazioni culturali. Un approccio nuovo che veda la cultura come ricchezza e patrimonio comune da valorizzare. Penso a nuove sinergie e progetti di coproduzione e co-progettazione diffusa fra privato, pubblico ed enti culturali, che facciano sì che aziende e fondazioni culturali siano sintonizzate sulla stessa lunghezza d’onda, riducendo i gap esistenti anche fra realtà di settori diversi, rendendo sovrapponibili i linguaggi e le dinamiche anche più divergenti”. Presenti alla conferenza stampa per Graded, Ludovica Landi e Federico Grassi.

Le opere di Misericordia di Caravaggio diventanno otto con la rivisitazione del maestro Oliviero Rainaldi. La presentazione in anteprima all’Iqos Embassy di Napoli  – concept store dedicato ai dispositivo smoke free che scalda il tabacco senza bruciarlo, ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International – durante un live talk con l’artista nell’ambito del progetto Iqos Artime, ciclo di incontri ideato e condotto da Guido Talarico. “Abbiamo presentato in anteprima un evento eccezionale per la città di Napoli, l’iniziativa artistica del 18 luglio che vedrà protagonista Oliviero Rainaldi al Pio Monte della Misericordia. Lo spirito è coniugare epoche diverse unite dall’innovazione, Napoli usa l’arte contemporanea in maniera sapiente”, così Talarico. “La mia opera è nata dalla volontà di una collaborazione scientifica tra Università Roma Tre e il Pio Monte della Misericordia. Ho provato ad aggiungere qualcosa di importante facendo passare da sette a otto le Opere della Misericordia”, ha spiegato Rainaldi.

 

“A Napoli in questo momento si respira la stessa aria artistica di Milano, le due città più vive d’Italia anche se con modalità diverse”, ha aggiunto l’artista. Rainaldi ha presentato, con immagini e video, una sua opera realizzata ad hoc per Napoli: ‘Le otto opere di Misericordia’, rivisitazione di uno dei più grandi capolavori di Caravaggio, Le Sette opere di Misericordia (1607). Il lavoro sarà visibile al pubblico dal 18 luglio al 20 settembre 2018 presso la chiesa Pio Monte della Misericordia dove oggi è conservato il dipinto del Merisi. L’intento di Rainaldi è completare – come se la sua opera fosse l’estensione naturale profusa dalla luce del quadro – il lavoro del Caravaggio, caricandolo di ulteriori segni mistici e profondi significati. In bilico tra sacro e profano, misticismo e indagine sulla natura umana, la scultura realizzata per l’esposizione partenopea si ispira a quella fiamma simbolo dello Spirito, citando la torcia che compare al centro della tela del Caravaggio che troneggia nell’abside della Chiesa. Nell’occasione presentato anche il nuovo dispositivo 2.4 Plus, terza generazione che dopo aver conquistato oltre 5 milioni di fumatori adulti nel mondo, propone nuove prestazioni per regalare l’esperienza del tabacco, scaldato e non bruciato, per un futuro senza fumo.

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