Dove vai senza diretta facebook? Il racconto di una serata a Napoli con (l’altro) Luigi

“Mastella deve morire, Mattarella è un corrotto”, sono questi gli hashtag vocali lanciati alla folla di Piazza Tieste e Trento di un caldo martedì pomeriggio di fine maggio.
18-65+, scriverebbe Facebook, è l’età dei militanti grillini che a ritmo di “Onestà!”, “il Mio Voto Conta” e “Luigi-Luigi” attraversano, tricolori alla mano, via Toledo per giungere in Largo Berlinguer dove è atteso il capo popolo Luigi (Di Maio, non de Magistris).
La nostra scorta saranno i cittadini, diceva. Impossibile pensare di avere come scorta centinaia di persone che switchano tra Live Facebook e Selfie panoramico in base al momento più opportuno.
Tv nazionali ed estere, agenzie e fotoreporter lo bloccano per qualche minuto, il tempo di correggere il tiro sulle dichiarazioni di impeachment al Presidente Mattarella e via sul palco.“In questi 80 giorni ci siamo seduti al tavolo per scrivere un contratto per un Governo del Cambiamento. In quel contratto c’ è la pensione di cittadinanza, il reddito di cittadinanza, l’abolizione della buona scuola, l’eliminazione della Fornero”.
E ancora: “Meritocrazia della sanità, mai più manager nominati dalla politica”.
Poi passa ad analizzare gli ultimi giorni, scuro in volto e arrabbiato dice che “Non abbiamo preso 11mln di voti per fare un governo tecnico. Tutti volevano parlare delle poltrone,  ma noi abbiamo scritto nero su bianco le cose da fare per gli italiani. Avevamo ottenuto tanto, avevamo tutti i nomi (dei ministri).”

Scroscianti applausi, dal borghese che ha preso la funicolare “a scendere” e da chi è sceso comunque in via Toledo, ma dai Quartieri Spagnoli.
L’eterogeneità della piazza si traduce in un comizio che non parla ad una sola parte di città, ma a tutto il popolo. I toni si alzano appena si tocca l’argomento Savona. Nel passaggio sull’ipotesi di altri nomi fatti al Quirinale stavolta non conferma le parole fatte a Barbara D’Urso e specifica: “Il punto non era Savona, ma tutti quelli come lui (che hanno posizioni critiche sull’Europa)”.

Non c’è persona che non abbia uno smartphone in mano con un video o Live Facebook, anche chi non ne è capace chiede al vicino di sanpietrino: “Scusa, sai come si fa la diretta?”.
La disintermediazione tocca tutti, dalla ragazzina in pantaloncini corti, verosimilmente non ancora diciottenne, alla madre sul retropalco con un neonato in braccio, alla nonna con annesso cagnolino affannato al guinzaglio.

Luigi continua: “Per la mia terra avevo chiesto il Ministero del Lavoro e avevo in mente già due provvedimenti: il salario minimo legale e un meccanismo che non permette alle aziende che ricevono investimenti statali di prendere i soldi e scappare via”

E non appena da uno spicchio della platea si alza forte la voce “Voto – Voto”, Di Maio lancia un messaggio inequivocabile al Quirinale: “Una maggioranza c è in Parlamento. Fatelo partire il governo. Se si vuole risolvere questa crisi si faccia partire un governo che ha già un programma chiaro. “

Sono oramai passate le 8 di sera e ad ogni argomento toccato dal capo-popolo grillino, stavolta clamorosamente senza cravatta, la piazza risponde in accordo sinfonico: “La tutela del risparmio si faceva senza approvare i decreti sulle banche – Onestà, Onestà” – “La bandiera dell’Italia è il nostro simbolo, la sovranità appartiene al popolo, non tedesco – Italia, Italia”

La chiosa finale non può che essere sul dietrofront-piroetta compiuto dallo stesso Di Maio chiedendo la messa in stato d’accusa di Mattarella: “Noi ci siamo come M5S per risolverla questa crisi, l’Italia la vogliamo salvare, non ammazzare”.

Di Maio chiude chiedendo vicinanza: “Statemi e stateci vicini, saranno le piazze ad aiutarci a divulgare le informazioni” e da largo Enrico Berlinguer si innalza un coro con “Luigi, Luigi”, strette di mano, selfie e c’è chi tenta con la forza di entrare nel furgoncino che lo sta portando via.
E’ notte, al calar della luce, solare ed artificiale, la piazza si dissipa.
I Wi-Fi crackati si liberano, si rientra nella bolla digitale. I cori fanno eco negli smartphone di chi si rivede. Lì vicino restano i fedelissimi ancora per un po’, ma Luigi Di Maio è già in auto, è già alla prossima stories.

(Marco Sales)

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